Termopili e non solo: le vere battaglie come quella dei "300" spartani

La storia ci insegna che non sempre una forza soverchiante la spunta con facilità: ecco a voi qualche esempio, fra Termopili e Maratona.

Termopili e non solo: le vere battaglie come quella dei '300' spartani
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La guerra non è mai una buona scelta. Purtroppo, però, di battaglie ce ne sono state tante e continuano tutt'ora.
Alcune durate solo pochi giorni o meno, come la guerra più breve della storia e i suoi 38 minuti, altre di straordinaria longevità o, ancora, scoppiate per futili motivi, come la guerra delle uova del 1863. Oggi queste cruente ostilità vengono studiate a scuola e ricordate, nella speranza che non si commetta più lo stesso errore. Poche rimangono nella nostra mente a lungo, mentre altre sono state consegnate ai secoli per divenire poi leggenda. Stiamo parlando di storie in "stile 300", racconti di stoico coraggio e di piccoli eserciti che hanno avuto il coraggio di fronteggiare armate numerose e soverchianti, talvolta anche spuntandola con sagacia ed eroismo.

La battaglia di Maratona, 490 a.C.

La battaglia di Maratona è una delle prime registrate nella storia. Nel settembre del 490 a.C., circa 600 navi persiane che trasportavano più di 20.000 soldati sbarcarono sul suolo greco. Il popolo invaso, dal canto suo, riuscì a prepararsi all'invasione, ma fu in grado di radunare una forza di appena 10.000 guerrieri opliti. I due eserciti si incontrarono a Maratona, 41 chilometri a nord della città di Atene.

Al tempo non esistevano gli smartphone

La linea blu è l'esercito greco, mentre quella rossa i persiani

Il generale greco Milziade ordinò alle truppe di formare una linea uguale a quella dei persiani - ma meno numerosa - e di caricare in combattimento, mantenendo la linea. La strategia ebbe successo grazie a un tipo di combattimento ravvicinato e risolutivo. Mentre la linea si indeboliva nel mezzo, i soldati greci furono in grado di circondare le truppe persiane, annientandole. Le perdite greche contavano solo 192 guerrieri opliti, mentre i persiani (che alla fine della battaglia si ritirarono) persero circa 6.400 soldati.

La battaglia di Morgarten, 1315

Il 15 novembre 1315, un gruppo di circa 1.000 contadini svizzeri sconfisse un esercito austriaco addestrato che contava su almeno 3.000 unità. Non sappiamo molto della vicenda a causa della mancanza di documenti storici dettagliati, ma si ritiene che il conflitto sia stato innescato da una disputa sul confine tra le terre controllate dal duca Leopoldo I d'Austria e dai vicini svizzeri, probabilmente con un'incursione in un monastero benedettino situato lungo il confine. Per questo motivo, il duca Leopoldo formò un esercito con l'intenzione di sottomettere i contadini svizzeri.

Consapevoli dell'arrivo delle forze austriache, i contadini crearono un collo di bottiglia per limitare le capacità di combattimento degli invasori, facendo affidamento su una stretta strada lungo il lago Ageri. Gli svizzeri avevano costruito un muro per fermare le truppe austriache e aspettavano l'arrivo dei nemici su uno stretto crinale boscoso. Qui i contadini colpirono le truppe austriache lanciando pietre dall'alto, mentre i fanti attaccarono gli austriaci con le alabarde, uccidendo circa 1.500 soldati.

La battaglia di Morgarten fu uno dei momenti chiave nella formazione dello Stato svizzero. Il successo dei contadini radunò altre piccole comunità rurali democratiche per lavorare insieme alla formazione di una confederazione, contribuendo a creare la grande reputazione degli alabardieri svizzeri, che continuò per diversi secoli.

Battaglia delle Termopoli

La conosciamo praticamente tutti grazie anche al film 300, ma cosa c'è di vero in questa storia? Incredibilmente, quasi tutto.
Serse, imperatore di Persia, nel 480 a.C. decise di conquistare e sottomettere la Grecia per vendicare la sconfitta subita da suo padre Dario I a Maratona. Il Re riunì un esercito immenso, il cui numero doveva essere compreso tra 90.000 e 300.000 uomini, e lo invio nelle terre dei grandi filosofi per annetterle alle sue conquiste. Una volta sbarcato, il regnante e il suo esercito arrivarono lungo la gola che separava la Grecia chiamata "Termopili". Ad attendere Serse c'era Leonida con 7.000 uomini valorosi.

Nonostante la disparità numerica, i greci riuscirono a mantenere la loro posizione. La loro strategia prevedeva di mantenere una linea lunga solo poche decine di metri tra una ripida collina e il mare. Ciò restrinse il campo di battaglia impedendo ai persiani di fare affidamento sul fattore numerico.
Per due giorni i greci si difesero dagli attacchi persiani e subirono lievi perdite imponendone di più pesanti all'esercito invasore, finché Efialte, un cittadino greco desideroso di ricompensa, informò Serse di un percorso in grado di aggirare le Termopili, rendendo così inutile la linea dei greci per impedire l'avanzata dell'esercito persiano.

Serse inviò parte del suo esercito lungo questa strada, guidato dallo stesso Efialte e, dopo aver raggiunto l'altro lato, i persiani attaccarono e annientarono una parte dello schieramento avversario: ciò costrinse Leonida a convocare un consiglio di guerra, durante il quale venne deciso che la ritirata sarebbe stata l'opzione migliore.
Tuttavia, Leonida, le sue 300 guardie del corpo, alcuni iloti (persone ridotte in schiavitù dagli spartani) e 1.100 beoti rimasero indietro, presumibilmente perché la ritirata avrebbe sfidato gli usi degli spartani.

Questa manciata di uomini tenne la sua posizione contro i persiani, ma la sconfitta fu rapida per via dell'enorme disparità di forze. Molti (se non tutti, poiché le fonti differiscono) furono uccisi, incluso Leonida stesso. La vittoria alle Termopili consentì il passaggio di Serse nella Grecia meridionale, che espanse ulteriormente l'impero persiano.
Oggi questa battaglia è celebrata come un esempio di resistenza eroica contro probabilità apparentemente impossibili. È vero che in questo caso la superiorità numerica annientò la controparte, ma un evento del genere merita di essere raccontato!