Tesla: perdite record nel Q4, ma trapela un cauto ottimismo grazie alla Model 3

I risultati finanziari di Tesla nell'ultimo quarto trimestre fiscale mostrano conti in rosso, ma trapela un cauto ottimismo.

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Alessio Ferraiuolo Alessio Ferraiuolo è cresciuto a pane, cinema e videogame. Scopre in giovane età la sua passione per la tecnologia, che lo porta a divorare tutto quello che il mercato ha da offrire, dall’hardware per PC agli smartphone, senza mai sentirsi sazio. Nel tempo libero adora suonare la chitarra, andare in palestra e guardare tonnellate di film e serie TV. Lo trovate su Google+ e su Facebook.

Tesla è un'azienda dall'immagine moderna. Le sue vetture sono lo specchio del suo CEO Elon Musk, uniche, fortemente innovative e per certi versi rivoluzionarie. Entrare nel mercato automobilistico mondiale non è certo semplice, i costi di accesso sono enormi e sono presenti realtà ormai consolidate da più di un secolo, ma Tesla ci è riuscita puntando in alto, con vetture dal costo elevato. Oggi questa realtà è una fase di espansione, grazie alla Model 3, primo modello dal costo più contenuto e pensato per un pubblico di massa, sempre che si possa definire così una vettura che costa più di 35.000$, un'espansione che però costa cara all'azienda di Musk. I conti infatti ne hanno risentito, e l'ultimo trimestre fiscale dell'anno ha fatto segnare un negativo pesante, il più alto della storia di Tesla. In un contesto non certo roseo però la fiducia in Musk rimane, tanto che il titolo in borsa è salito nella giornata di ieri nonostante i dati non certo positivi.

La Model 3 sarà lo spartiacque

Nel corso quarto trimestre del 2017 Tesla ha fatto segnare ricavi per 3.29 miliardi di dollari, contro previsioni che stimavano 3.28 miliardi complessivi. Si tratta di un dato in salita rispetto al 2016, quando i ricavi erano di 2.28 miliardi, segno di un'espansione elevata del brand sul mercato. Le perdite però ammontano a 675 milioni di dollari, a dispetto dei 121 del 2016. Gli investimenti per la realizzazione della Model 3 sono stati ingenti, del resto si tratta della prima vettura della casa automobilistica ad avere un bacino di possibili acquirenti più ampio. Un elemento positivo, ma porta con sé due incognite: le reali capacità produttive di Tesla e una concorrenza sempre più spietata. Finora sono state spedite circa 1550 Model 3, ma se si pensa che gli ordini sono quasi 500.000 il problema della produzione di massa viene a galla. Musk aveva dichiarato che nella seconda metà del 2017 sarebbero state prodotte 200.000 Model 3, un numero decisamente diverso da quello reale, e che ha tarpato di fatto le vendite di questo importante modello. I tempi di attesa sono diventanti poco sostenibili inoltre, visto che attualmente ci vogliono dai 12 ai 18 mesi per avere una Model 3, una stima che, al netto di una produzione per ora inferiore alle attese, potrebbe anche essere rivista verso l'alto in futuro.

La concorrenza poi è ormai alle porte. Se all'inizio Tesla poteva contare su una spinta innovativa notevole, tra motori elettrici e tecnologie mai viste, oggi buona parte dei concorrenti ha a listino modelli elettrici e dotati di assistenti alla guida, con prezzi che partono anche da meno di 20.000€. Se a questo sommiamo l'esperienza e le capacità produttive delle aziende nel settore, il quadro che va a formarsi diventa meno prevedibile. Nonostante questo la fiducia degli investitori è massima, tanto che il titolo Tesla, dall'inizio dell'anno, ha guadagnato il 7%, eguagliando il valore di mercato di un marchio storico come General Motors. Tutto dipenderà dalla Model 3 quindi, per un 2018 iniziato in chiaroscuro ma che non ha scalfito l'immagine iper-tecnologica dell'azienda.