Tesla: il pilota automatico sotto osservazione dal governo USA

L'Autopilot di Tesla è sotto la lente del governo americano, ma Elon Musk si è dimostrato sicuro in merito al suo sistema e non lo disabiliterà.

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Daniele Vergara Daniele Vergara viene alla vita con un chip Intel 486 impiantato nel cervello, a mo' di coprocessore. E' più che entusiasta di tutto ciò che riguarda la tecnologia intera e i videogames, con un occhio di riguardo verso l'hardware PC e l'overclocking. D'inverno ama snowboardare, macinando km e km di piste. Lo trovate su Facebook, Twitter e Google+.

Sull'onda dell'incidente mortale occorso a Joshua Brown con una Model S e l'Autopilot di Tesla, molti si stanno chiedendo se la società avesse pensato di disabilitare il pilota automatico sulle sue vetture. La risposta di Elon Musk, CEO dell'azienda, è arrivata presto ed è stata piuttosto scontata: "L'Autopilot rimarrà attivo". Il sistema potrà subire qualche cambiamento, ma Musk ha confermato che, come misura preventiva, ci saranno messaggi più aggressivi circa i limiti del pilota automatico, in maniera tale che il guidatore sia più consapevole dei rischi annessi. Dopo l'incidente, gli organi competenti hanno in poco tempo chiesto a Tesla documenti ed informazioni in merito all'Autopilot. La società americana potrebbe quindi andare incontro a qualche genere di sanzione, ma di certo il danno più grande è a livello di immagine, un problema che Musk e soci dovranno saper gestire nel migliore dei modi.

Non è colpa dell'Autopilot

Elon Musk ha dichiarato al Wall Street Journal: "Moltissime persone non conoscono cosa sia l'Autopilot e come attivarlo. Lo abbiamo portato sul mercato e ci rimarrà. Sappiamo di avere in mano un sistema che se usato correttamente può salvare delle vite".
Tesla ha poi diramato un post sul proprio blog - uno dei modi che la società predilige per tenersi in contatto con i propri clienti - in cui spiega cosa l'Autopilot può fare e cosa no. La casa americana ha fornito inoltre alcuni dettagli sul sistema: afferma che il pilota automatico è stato utilizzato in sicurezza per più di cento milioni di miglia, sfruttato da decine di migliaia di guidatori in tutto il mondo, con zero decessi confermati e tantissime informazioni fornite ad essi, che permettono di guidare in maniera più sicura del normale. I clienti che fanno uso di Autopilot sarebbero anche statisticamente più sereni rispetto a quelli che non lo fanno. Data inoltre la sua natura di sistema per l'assistenza al pilota, una collisione tramite Autopilot era, secondo Tesla, impossibile in questo momento, in quanto i dati raccolti su tante miglia percorse sono stati molto chiari.
Continuando, il post recita: "L'incidente sembra essere il risultato di un attraversamento della doppia striscia continua della motrice di un caravan, che è accaduto mentre una vettura (la Tesla, ndr) stava arrivando dall'altra parte. Che sia o meno il pilota con l'Autopilot attivo, una situazione del genere è una vera sfida, e il guidatore avrebbe bruscamente frenato per rispondere a quanto stava per accadere (con una classica vettura, ndr). In quel momento avremmo avuto una collisione comunque, per cui non c'è evidenza che l'Autopilot non stava operando come descritto agli utenti che lo usano: più nello specifico, come sistema di assistenza al pilota esso mantiene la traiettoria e aggiusta la velocità in base al traffico attuale, niente di più". Secondo Tesla, quindi, la colpa non è assolutamente da imputare al pilota automatico, che ha fatto il suo lavoro. Questo quindi non sarebbe materiale utile per muovere una seria accusa alla società.

I controlli dell'NHTSA

Il National Highway Traffic Safety Information (NHTSA) ha mandato a Tesla una richiesta lunga ben nove pagine, in cui ha sollecitato la società ad inviare documenti e dati circa la Model S del 2015, al fine di capire di più sul sistema di frenata automatica a bordo delle auto, sull'autosteer e sul crash avoidance system. Tale situazione può far sicuramente sentire meglio i consumatori, che possono capire di più sull'accaduto sentendosi di conseguenza più tutelati, mentre può porre Tesla in una situazione di difficoltà, in quanto sotto esame. Nello specifico, la NHTSA vuole saperne di più sui cambiamenti di design e sugli aggiornamenti effettuati al veicolo prima che esso fosse ufficialmente disponibile al pubblico, nel 2015, oltre che sui comportamenti dell'automatic brake system quando il cruise control è attivato ma non l'autosteer. Insieme a tutte queste informazioni, l'NHTSA ha richiesto dati riguardo gli incidenti, alle loro ricostruzioni ed alle cause legali affrontate fino a tal momento. Allo stato attuale non sappiamo quali conclusioni trarrà l'NHTSA, ma le parole del suo direttore, Mark Rosekind, sono piuttosto eloquenti:"Nessun incidente distrarrà il Dipartimento dei Trasporti e l'NHTSA dalla loro missione di migliorare la sicurezza delle strade con l'adozione di nuove tecnologie. Se aspettiamo la perfezione in questo campo, dovremmo aspettare ancora molto tempo. Quante vite perderemo nel frattempo? Se usato correttamente, il pilota automatico è più sicuro di una persona che guida solo con le proprie capacità e noi abbiamo la responsabilità morale di non ritardare l'arrivo di queste tecnologie solo per la paura inculcata dalla stampa o per ragioni di mercato."

Tesla L’NHTSA ha affermato di aver semplicemente fatto una richiesta di informazioni a Tesla, anche se la documentazione inviata termina con un avvertimento. L’avviso indica rischio penale se la società dovesse rifiutare di concedere i dati pretesi. Elon Musk sembra però certo che il suo sistema funzioni come dovrebbe e che non sia stato la causa dell’incidente. A discapito di ciò, comunque, un pericolo concreto esiste, e Tesla dovrebbe stare attenta. Vedremo la situazione come si evolverà, in quanto per adesso è ancora un po’ confusa e non si comprende bene come le cose siano veramente andate. Di certo le parole di Mark Rosekind sembrano indicare l'utilizzo della linea morbida da parte dei regolatori americani, segno che la fiducia nel pilota automatico Tesla è decisamente elevata.