Tesla PowerWall: alla scoperta della batteria del futuro

Abbinata ad un impianto fotovoltaico, Tesla PowerWall può diventare l'oggetto definitivo per rendere le nostre abitazioni pulite e autosufficienti.

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In tempi di costante e dannoso consumo energetico, con il nostro Pianeta spremuto come un limone da ogni sua risorsa e danneggiato oltre il necessario delle sue capacità, sta diventando sempre più importante l'utilizzo di fonti energetiche alternative per il nostro sostentamento. La tecnologia va avanti e sono sempre di più gli oggetti che ci permettono di sfruttare energie pulite e di ridurre al minimo emissioni e inquinamento.
Tesla PowerWall è uno degli esempi più vividi di oggetto tecnologico applicato al settore delle energie rinnovabili: si tratta di una batteria ad accumulo che, abbinata ad un impianto fotovoltaico, può radicalmente trasformare le nostre case e le nostre abitudini energetiche.

Batterie domestiche

Le batterie ad accumulo non sono altro che grosse scatole da collegare alla rete elettrica e capaci di immagazzinare al loro interno gli eccessi di energia prodotti da un impianto fotovoltaico e rimetterli a disposizione dell'utente nei momenti più critici della giornata, quelli dove l'impianto solare non può funzionare e deve, per forza di cose, prendere energia per il proprio sostentamento dalla rete elettrica.
Con una batteria del genere, in pratica, la propria casa diventerebbe del tutto autosostenibile, capace cioè di consumare e creare energia per conto proprio senza doverla prelevare dalla rete nazionale. Questi prodotti si differenziano tra loro per almeno tre fattori fondamentali: capacità, ovvero la quantità di energia in kWh che sono in grado di accumulare ed erogare; potenza, ovvero la velocità con cui viene immagazzinata e rilasciata l'energia in eccesso; durata, il numero di cicli garantiti nei quali la batteria lavorerà al massimo della sua efficienza prima di subire gli immancabili segni di usura e deterioramento.

L'idea di Elon

PowerWall è la batteria ricaricabile a ioni di litio realizzata proprio dalla Tesla di Elon Musk. Pensata sin dal suo esordio per un uso privato, assorbe elettricità per il consumo domestico e funziona proprio da riserva energetica per l'intero impianto. Annunciata nel 2015 e distribuita in 500 unità di test, è entrata in pieno regime di distribuzione nel 2017. Il successo è stato talmente forte da spingere i vertici a lanciare in commercio una PowerWall 2, molto più efficiente e potente, con un aspetto estetico rinnovato e una serie di capacità di ultima generazione. Oggi questa nuova versione ha soppiantato la precedente, battendola in ognuna delle sue caratteristiche principali: l'impianto Tesla è compatto e facile da installare, gestibile in autonomia e senza alcun tipo di manutenzione, garantendo il massimo livello di sicurezza per la totale assenza di cavi o prese d'aria.
Basterà una giusta installazione e un periodo di formazione adeguato per adattarne la gestione alle proprie esigenze per rendere PowerWall totalmente autonoma e funzionante.

Scheda tecnica

La PowerWall 2 è adatta per essere installata sia all'interno che all'esterno, garantendo resistenza ad alte e basse temperature e a qualsiasi tipo di agente atmosferico avverso. Viene proposta ad una capacità unica di 13,5 kWh con dimensioni di 115 x 75 x 15, una potenza di 7 kW di picco e 5 kW continui e un peso di 122 Kg. Pensata appositamente per il mercato americano, offre una capacità ben più alta rispetto a quella solitamente utilizzata sul nostro mercato, ma presenta caratteristiche uniche rispetto alla maggior parte dei suoi competitor.

Può essere installata in più unità, non aumentando lo spazio occupato in altezza e larghezza ma solo in profondità. La sua garanzia di durata è di 10 anni e circa 10 mila cicli con monitoraggio continuo da remoto.

Il prezzo con cui viene pubblicizzata sul portale ufficiale è di 6700 euro più 1050 euro per le attrezzature di supporto. A questi vanno però aggiunte le cifre di trasporto e service pack, quelle di pratiche burocratiche e autorizzazioni per avere accesso alle detrazioni fiscali italiane del 50% e la richiesta di concessione per il suo utilizzo. Inserendo nel computo totale tutte queste spese si dovrebbe arrivare ad una cifra di poco inferiore o superiore ai 10 mila euro.

Il pacchetto completo

Anche in Italia sono comunque presenti delle formule che grazie a Tesla e i suoi associati permettono di acquistare una o più PowerWall in pacchetto con l'installazione di un vero e proprio impianto fotovoltaico. Il servizio, prenotabile dal sito ufficiale, richiede una caparra di 99 euro e propone tre soluzioni, una grande, una media e una piccola, rispettivamente capaci di produrre dagli 8 agli 11 kWh, dai 16 ai 23 kWh e dai 24 ai 34 kWh. Negli Stati Uniti il costo al mese per pagare tutto l'impianto è circa di 50 dollari con un impianto Small, quello con la potenza più bassa, che può essere acquistato interamente a 9500 dollari. Il contratto può essere annullato con una penale di 1500 dollari, che però non prevedono lo smontaggio dei pannelli dal proprio tetto, ma solo l'annullamento del servizio.

I rendimenti variano dai 1000 ai 1400 dollari, motivo per cui per Tesla è difficile che il contratto venga annullato, visto che questa piccola rendita porta l'impianto a pagarsi praticamente da solo. Solar Roof, questo il nome del pacchetto, è inoltre personalizzabile anche dal punto di vista estetico, con variazioni a seconda del proprio stile architettonico preferito e garanzie di trasformare le case in veri e propri presidi totalmente autosufficienti e capaci di vivere al 100% tramite l'energia rinnovabile dei raggi solari.

Convenienza

La presenza di un solo impianto fotovoltaico permette di consumare solo una piccola percentuale di energia prodotta, quasi sempre intorno al 30-40%. Abbinarlo alla batteria Tesla, almeno secondo l'azienda, permette di arrivare fino al 100% di sfruttamento. L'energia generata in eccesso dall'impianto può essere erogata durante la notte e, se necessario, utilizzata per caricare l'auto elettrica, la bicicletta o qualsiasi altro mezzo di trasporto. Con un sistema di accumulo del genere l'energia in eccesso non consumata non viene immessa in automatico nella rete elettrica, ma conservata quando se ne presenta l'effettivo bisogno, ovviando al problema che colpisce molti possessori di impianti solari, il riacquisto dell'energia elettrica e lo spreco di quella non utilizzata che viene venduta ad un prezzo molto più basso rispetto a quello pagato per riacquistarla.
Oltre ad essere slegata da qualsiasi rischio di malfunzionamento o blackout della rete elettrica, un edificio con PowerWall più impianto riuscirebbe a produrre valore nel tempo, con costi per l'utente che rimangono uguali mese dopo mese, indipendentemente da quelli delle aziende di fornitura.

La casa del futuro

La PowerWall sembra oggi l'oggetto più adatto per le case sostenibili del futuro, quello meno complesso e meno costoso. Dopo l'installazione l'impianto sarà totalmente gestibile e controllabile tramite l'app integrata, che fornirà totale controllo su ogni suo aspetto. Semplicità però non vuol dire totale autonomia, visto che occorrerà comunque farsi affiancare da un esperto per progettare l'impianto, capire se un'installazione è conveniente e per calibrare il tutto in modo da renderlo efficiente e conveniente nel lungo periodo.

Occorrerà insomma un minimo di consulenza e di apprendimento per far aderire il tutto alle promesse di massima indipendenza e solidità che vengono pubblicizzate da Tesla. In ogni caso ci troviamo davanti ad un oggetto che mira con prepotenza verso il futuro e che può garantire davvero una valida alternativa energetica anche al consumatore medio, cui viene data la possibilità di avere tra le mani un oggetto non troppo costoso, acquistabile con un oculato investimento e capace di ripagarsi nel corso degli anni.