The Goblin è il nuovo oggetto spaziale che conferma la presenza del Pianeta 9

The Goblin è il nuovo oggetto che è stato identificato in un'orbita estrema del sistema solare e che confermerebbe la teoria del Pianeta 9.

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L'osservazione degli oggetti che si trovano nella parte più esterna della nostra galassia continua incessantemente, probabilmente alimentata dalla voglia di scoprire qualche indizio che ci aiuti a capire se esiste veramente il pianeta 9. Oppure per trovare il pianeta stesso!
Per chi non avesse idea di cosa si sta parlando, ci si riferisce alla remota possibilità che esista un altro pianeta nella parte più esterna del sistema solare, che spiegherebbe la strana orbita che assumono alcuni oggetti che viaggiano estremamente lontani dal sole. Il concetto potrebbe sembrare complesso, ma con alcune immagini esplicative sarà subito chiaro.
Alcuni astronomi si stanno dedicando alla ricerca di questo nono pianeta, presunto colpevole per aver attirato con la sua massa degli oggetti denominati TNO (Trans-Neptunian Object, che si trovano oltre Nettuno) aventi traiettorie stranamente simili.
Pochi giorni fa è arrivata una nuova notizia sulla scoperta di un nuovo oggetto TNO denominato The Goblin. Il fatto più interessante è che la sua esistenza non ha contraddetto la possibile esistenza del pianeta 9, anzi, non ha fatto altro che rafforzare l'idea della sua presenza.

La posizione del Goblin transnettuniano

Per visualizzare la posizione del Goblin (da qui in poi adotteremo questo nickname non formale dell'oggetto 2015 TG387) basta una semplice foto in scala come quella che trovate di seguito. Il sole e i suoi pianeti occupano uno spazio piccolissimo e la Kuiper Belt composta da piccoli oggetti appare come una piccola aureola luminosa che li circonda. Non è questa la sede per parlare in maniera approfondita di come è strutturato il sistema solare, ma i più curiosi possono leggere uno degli approfondimenti in merito direttamente dalle pagine di Everyeye.

Per quantificare la distanza che intercorre tra il punto più vicino al Sole dell'orbita del Goblin rispetto agli altri oggetti del sistema solare, la prossima immagine che ne fornisce una rappresentazione non in scala. L'unità di misura usata è l'unità astronomica AU, che corrisponde all'incirca alla distanza tra il Sole e la terra. Dunque, se noi ci troviamo ad 1 AU dal Sole, Saturno si trova a 10 AU mentre Nettuno, il pianeta più distante, è posizionato a 30 AU. Il Goblin è stato avvistato dalla terra grazie a Schott Sheppard della Canergie, Chad Trujillo della Northen Arizona University e David Tholen della University of Hawaii, quando l'oggetto si trovava a circa 80 AU dal Sole. Il suo perielio, il punto dell'orbita più vicino al Sole, è di circa 65 AU, così come si vede nella prossima figura.

Altri due oggetti famosi, che lasciano intendere la presenza di un nono pianeta, sono 2012 VP113 e Sedna, aventi un perielio rispettivamente di 80 AU e 76 AU. Anche se il Goblin passa più vicino al Sole, tra i tre è quello che si allontana maggiormente, arrivando a circa 2.300 AU: potete farvi un'idea di quanto sia distante dai pianeti guardando l'immagine che mostra l'orbita intera.

Un'ulteriore prova sull'esistenza del nono pianeta

Abbiamo già parlato più volte del nono pianeta, Planet 9 per gli anglofoni o anche planet X. Astronomi come Sheppard e Trujillo non stanno facendo altro che ispezionare il cielo per identificare oggetti come il Goblin o, con un pizzico di ottimismo in più, proprio il nono pianeta. Ma l'analisi di questi corpi non è semplice, per via del fatto che questi sono rilevabili dalla luce del Sole che si riflette su di essi e torna sulla terra. Più un oggetto è lontano, più aumenta la strada percorsa dalla luce, che perderà la sua energia disperdendosi nello spazio.Come spiega Sheppard stesso, "Questi oggetti che si trovano all'interno della Oort Cloud come 2015 TG387 (The Goblin), 2012 VP113 e Sedna sono isolati dalla maggior parte della massa nota del sistema solare, il che li rende immensamente interessanti. Possono essere sfruttati come sonda per capire cosa accade ai limiti del sistema solare".
Per Tholen "ci sono migliaia di piccoli corpi come 2015 TG387 (The Goblin) lì fuori ai margini del sistema solare, ma la loro distanza li rende difficili da identificare. Attualmente potremmo rilevare 2015 TG387 (The Goblin) solo quando è in prossimità del suo perielio. Nel restante 99% della sua orbita, che dura 40.000 anni circa, avrebbe una luce troppo debole per essere visto".

Finora abbiamo denominato il Goblin come un generico oggetto lontano ma verosimilmente si tratta di un pianeta nano, visto che ha un diametro di 300 km (Plutone, il più famoso tra i pianeti nani, ha un diametro di circa 2.400 km). La somiglianza della sua orbita con quella di Sedna o 2012 VP113 lascia intendere che esista un oggetto come il pianeta 9 che li abbia spinti nelle vicinanze del Sole. Per essere rigorosi, c'è anche una spiegazione alternativa che non richiede la presenza di un ulteriore pianeta per spiegare l'orbita di questi TNO.
Eppure, un gruppo di astronomi continua a sostenere l'idea di un nuovo pianeta, soprattutto i promotori Konstantin Batygin e Michael Brown. La proposta è stata avanzata nel 2016 e le simulazioni tramite computer hanno dimostrato che la loro teoria è valida. In modo analogo Trujillo ha effettuato delle nuove simulazioni riguardanti l'ipotetica stabilità dell'orbita del Goblin in presenza del nono pianeta. I risultati hanno mostrato che non solo la sua orbita è stabile, ma che forse il pianeta 9 è stata la massa motrice che lo ha indotto in quella traiettoria.
Come è giusto che sia, Trujillo ha voluto ricordare che "quello che rende davvero interessanti i risultati è che il Pianeta X sembra influire su 2015 TG387 (The Goblin) allo stesso modo di come influisce su altri oggetti estremi del sistema solare. Queste simulazioni non dimostrano che esiste un altro pianeta massivo nel nostro sistema solare, ma sono un'ulteriore prova del fatto che potrebbe esserci qualcosa di grosso lì fuori".