TV e Live Streaming, un eterno dualismo: sta cambiando qualcosa?

Internet ha contribuito enormemente a svecchiare/innovare l'intrattenimento globale. Ma come ha reagito il mondo dello spettacolo nostrano alla novità?

TV e Live Streaming, un eterno dualismo: sta cambiando qualcosa?
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Solitamente, soprattutto nel nostro Paese, quando facciamo riferimento a un generico mondo dello spettacolo, la nostra mente associa il tutto alla dimensione televisiva. Oltre infatti al cinema e a numerosi altri media, il piccolo schermo ha contribuito enormemente nel presentarci personaggi pubblici tra i più disparati nel corso dei decenni.
Allo stesso modo, le aziende hanno da sempre visto la televisione come un'ottima vetrina per vendere i loro prodotti, attraverso pubblicità di stampo generale pensate per arrivare a un pubblico il più vasto possibile.

Con la sempre maggiore diffusione di internet negli anni 2000 però, tutto ha inevitabilmente iniziato a cambiare arrivando, grazie anche all'affermarsi di social network e piattaforme di estremo rilievo e importanza, quali ad esempio Facebook, Youtube e Twitch, a un nuovo tipo di intrattenimento. Provando a soffermarci su quanto avvenuto in Italia negli ultimi anni, come si sono evoluti nel nostro Paese due media così differenti ma allo stesso tempo così simili, specialmente in rapporto al mondo dell'intrattenimento?

Un avversario a lungo sottovalutato

Seppur capace di attirare l'interesse globale fin da subito,YouTube ha ovviamente subito numerosi cambiamenti rispetto alle sue origini per arrivare alla sua forma attuale anche, o forse soprattutto, in rapporto alla creazione di contenuti.

Se ci soffermiamo solo per un istante a riflettere non solo sull'evoluzione della piattaforma ma anche all'approccio stesso con cui molti utenti oggi ci si avvicinano, è innegabile che ci sia stato un profondo cambiamento strutturale nel modo di proporsi su internet.
Se infatti ai suoi albori la pubblicazione su YouTube era intesa più che altro come un'attività di condivisione di un frammento della propria quotidianità senza altri fini, in breve tempo la potenzialità intrinseca di internet, cioè il poter pubblicare liberamente vari tipi di contenuti, è stata letteralmente cannibalizzata dall'idea del successo, della creazione di format e, in ultimo, del trovare un qualunque modo per intrattenere una vasta platea di persone.

Oggi, molti nuovi potenziali utenti della piattaforma non vedono più il network come uno strumento predisposto alla divulgazione libera di contenuti, quanto più una piattaforma di lancio per qualcosa, una sorta di vetrina per format capaci di generare ingenti guadagni.

Sempre più spesso si sente parlare di idee per fare successo su internet, di nuovi trend da lanciare per svettare in un mercato ormai saturo ma comunque in continua e costante espansione.

Il crescente interesse delle aziende verso le piattaforme di condivisione di contenuti, così come la nascita di creator di livello che hanno via via fidelizzato la propria fanbase nel corso degli anni, ha inevitabilmente portato piattaforme come YouTube, Instagram e Twitch a trasformarsi a livello genetico, dando vita a una nuova forma di intrattenimento.

Negli ultimi dieci anni il web è così diventato un diretto e agguerritissimo concorrente della TV generalista che, soprattutto nei primi anni della consacrazione mainstream dei social (parliamo indicativamente del 2010-2011), ha visto questo nuovo mondo come un vero e proprio rivale da annientare con ogni mezzo possibile, senza possibilità di mediazione.

Difficilmente nell'ultimo decennio queste due realtà sono riuscite a trovare un'intesa vincente e stabile nel tempo, trovandosi anzi molto più spesso in netta competizione per accaparrarsi il maggior numero di investitori e sponsor. Poche le eccezioni in tal senso, pensate per trovare un punto d'incontro sano e intelligente, senza forzature.

Dopo questa prima fase di separazione forzata varie agenzie di management hanno comunque deciso di investire in maniera marcata sui nuovi talenti del web puntando, se vogliamo, a cercare di riavvicinare i due mondi seppur senza mai riuscire a fare quel salto di qualità, anche a livello di contenuti, che un media libero come internet poteva offrire.

In sostanza, alla fine, l'intero mondo del web si è trasformato in una sorta di TV 2.0, con moltissimi creatori professionali e non, capaci di fornire al pubblico un intrattenimento di qualità puntando sempre di più sul concetto di format ma anche su altri contenuti in realtà non così esaltanti.
Tutto questo naturalmente è parte del gioco di un qualsiasi media legato all'intrattenimento. Purtroppo però, il mondo televisivo, visto il sempre crescente potere dei social, ha cercato di rinchiudersi nella propria comfort zone il più possibile, senza mai aprirsi davvero al nuovo, almeno fino a oggi. Qualcosa, infatti, sta iniziando a cambiare.

Un'intesa è possibile?

Anche grazie all'esplosione della piattaforma Twitch, avvenuta per svariati fattori fra cui l'acquisto da parte del colosso Amazon nel 2014, il grande divario tra i due mondi ha iniziato ad assottigliarsi, con una sorta di riconoscimento definitivo delle potenzialità intrinseche del web come forma di intrattenimento alternativo ai media, per così dire, tradizionali.

Più che un'intesa di stampo generale, ci riferiamo principalmente ai numerosi personaggi pubblici televisivi, dello sport e dello spettacolo che hanno deciso di mettersi in gioco online, provando a imbastire un dialogo con gli stessi streamer più in voga senza però guardarli dall'alto in basso, riuscendo invece ad abbattere alcuni muri che fino a poco tempo fa sembravano invalicabili.

Forse il mondo televisivo mainstream tradizionale e quello del web non riusciranno mai a integrarsi davvero in maniera armonica, lasciando sospesa nell'aria una sorta di eterna rivalità per accaparrarsi il numero più alto di ascolti, visualizzazioni e spettatori, ma è comunque innegabile che proprio nell'ultimo periodo ci sia stato un leggero avvicinamento da entrambe le parti.

Lo scoglio più imponente risiede però nei target di pubblico dei due media, talvolta troppo distanti.

Indiscutibile infatti l'interesse dei giovani e giovanissimi per il web, capace di trovare proprio sulle piattaforme online quel tipo di intrattenimento che purtroppo ormai la TV generalista fatica enormemente a produrre, ovviamente sforzandosi di cercare un minimo contenuti di qualità e senza soffermarsi solo alle apparenze.
Allo stesso modo, il pubblico più adulto non è ancora riuscito a entrare in perfetta sintonia con il mondo social, continuando a preferire la TV di stampo generalista.

Uno dei tentativi migliori della TV tradizionale di stipulare un patto fra questi due mondi è probabilmente la trasmissione Una pezza di Lundini, programma a tema comico/satirico che ha saputo intercettare al meglio il pubblico del web pur di fatto andando in onda su una rete appunto tradizionale e mainstream come Rai 2, amalgamando in maniera intelligente il meglio di entrambi i mondi.

La speranza, per il futuro, è quella di vedere comunque una maggiore integrazione tra due media in realtà non così lontani, sforzandosi di lasciare da parte le polemiche per concentrarsi invece su quello che conta davvero: l'intrattenimento a tutto tondo, che abbracci ogni media possibile, e perché no, in cui si ritorni a parlare in maniera chiara e decisa di innovazione, svecchiamento e sperimentalismo.