tvOS vs Android TV vs Firefox OS

In attesa del CES 2016, tiriamo le somme su tre sistemi operativi dedicati al piccolo schermo che abbiamo provato nel corso dell'ultimo anno, cercando di capire punti di forza e debolezze di ognuno di loro.

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Negli ultimi mesi abbiamo provato in maniera approfondita alcuni dei nuovi sistemi operativi dedicati al piccolo schermo, tvOS, Android TV e Firefox OS. Si potrebbe obbiettare che tvOS è realizzato per Apple TV, un box e non un vero televisore, ma la sua interfaccia e le sue peculiarità sono talmente indirizzate al mezzo televisivo che meritano di entrare in diretta competizione con gli altri rivali della categoria, se non altro per affinità di intenti. Ciò che si evince tuttavia è che l'arrivo di questi sistemi operativi ha cambiato l'esperienza d'uso del televisore, rendendola più varia, appagante e, tranne qualche caso, anche molto più veloce rispetto al recente passato. In effetti, tornare a un TV del 2013 dopo aver avuto per le mani diversi modelli del 2015 fa notare ancora di più le differenze, non solo a livello software, e se questo è il trend siamo davvero curiosi di vedere cosa porterà il CES di Las Vegas di gennaio, che vedrà certamente protagonista il mercato TV. Nel frattempo, cerchiamo di delineare quali siano i pregi e i difetti di questi sistemi operativi, decretando, in modo del tutto soggettivo, quello che ci ha colpito di più, basandoci sulla nostra esperienza con ognuno di essi.

La nuova TV

Anche se le case produttrici hanno scelto approcci diversi, gli elementi comuni tra le varie piattaforme sono piuttosto simili e vanno tutti nella stessa direzione: offrire televisori più versatili, in grado di dare più possibilità di utilizzo e di fare da base per i servizi più moderni. Da Netflix passando per Amazon Video, il futuro è nello streaming, mentre giochi, player video e quant'altro trovano ora spazio negli store delle varie piattaforme, che dovranno essere ben forniti per spiccare sulla concorrenza. In sostanza, le nuove smart TV nascono per fornire innanzitutto un'esperienza televisiva di livello, cercando però di dare un senso di continuità con i dispositivi che più di tutti hanno cambiato le abitudini degli utenti, ovvero smartphone e tablet. Facendo un parallelo tra il mercato TV e quello mobile però, qualche dubbio viene a galla.
In ambito mobile sono tre i sistemi operativi dominanti, Android, iOS e Windows Phone/10, con quest'ultimo che gode di una quota di mercato decisamente inferiore agli altri due. La differenza, negli ultimi anni, l'hanno fatta le app e gli store dei sistemi operativi, che hanno decretato il successo o il fallimento di una piattaforma - vedi BlackBerry. Il fatto che i produttori TV abbiano utilizzato soluzioni diverse (webOS, Tizen, Android TV, Firefox OS) mentre uno dei principali operatori del mercato tecnologico, Apple, abbia scelto tvOS per il suo set-top-box, lascia presagire che, con ogni probabilità, qualcuna di queste soluzioni potrebbe prima o poi uscire dal mercato, favorendo così solo le alternative che meglio sapranno interpretare i desideri degli utenti e degli sviluppatori. Difficile dire quale sarà e soprattutto quando, ma già al CES 2016 potremmo capire se le scelte del 2015 saranno mantenute, o se assisteremo a una maggiore convergenza.

tvOS

Se un giorno dovessimo vedere tvOS installato di default su un televisore non ci stupiremmo per niente. La sua interfaccia è adatta al mezzo e basterebbe integrare l'hardware di Apple nello chassis di un TV per essere pronti a partire. Difficile dire se Apple produrrà prima o poi un apparecchio del genere, ciò che conta davvero è che tvOS si è rivelato un ottimo sistema operativo, curato sotto l'aspetto grafico e veloce nell'esecuzione. Proprio la velocità di esecuzione è uno dei cardini dell'OS di Cupertino, che risulta sempre scattante, merito dell'hardware utilizzato. Apple è in vantaggio rispetto agli altri, semplicemente perché tvOS è stato pensato per funzionare al meglio su Apple TV, cosa che non avviene con Android TV, destinato a dispositivi diversi con componenti e finalità anche molto differenti. Firefox OS gode invece di una situazione privilegiata, visto che si trova solo sui TV Panasonic, e la partnership con Mozilla ha permesso uno sviluppo più armonioso dell'hardware, realizzato praticamente su misura per le esigenze di Firefox OS.
Tornando a tvOS, la grafica rinnovata rispetto al passato è stata accolta molto positivamente dalla critica, e non possiamo che confermare quanto di buono abbiamo visto durante l'uso. L'interfaccia principale è suddivisa in tre aree ben distinte, che forniscono suggerimenti sui contenuti da vedere, mostrano le app principali nonché tutti i software installati nel piccolo box. I suggerimenti vengono direttamente influenzati dalle applicazioni installate, anche di terze parti, come Netflix, creando così un layout personalizzato basato sulle scelte precedentemente compiute. Lag o impuntamenti sono assenti, mentre i colori e le immagini di sfondo si adattano sempre alla perfezione al contenuto che si sta per guardare. Ottimi anche i salvaschermi dinamici, solo in Full HD purtroppo, che riprendono scorci davvero mozzafiato, grazie all'utilizzo di droni per le riprese. Il dispositivo è inoltre perfettamente integrato nell'ecosistema di prodotti della casa di Cupertino, che possono sfruttare la funzione AirPlay.

Le app disponibili sono già tante e il numero è destinato a cresce, vista la presenza dell'App Store, senza dimenticare l'ottimo rapporto di Apple con gli sviluppatori, che avrà il suo peso in futuro. Un grosso vantaggio del sistema operativo della mela è rappresentato dal TV Remote, il telecomando fornito in dotazione con Apple TV. Qualità costruttiva, velocità di esecuzione e precisione nel rilevamento della superficie touch sono ai massimi livelli, difficile trovare di meglio, contribuendo in modo determinante a migliorare l'esperienza d'uso con tvOS.
Uno dei pochi aspetti negativi è il mancato supporto per il 4K, un limite importante, che potrebbe abbassare il ciclo di vita dell'attuale Apple TV, ma non quello di tvOS, che con le future revisioni hardware riuscirà sicuramente ad allinearsi con la concorrenza.

Firefox OS

Quando Panasonic scelse Firefox OS per la sua gamma TV 2015 si assunse un rischio non di poco conto. Android TV del resto è un nome già conosciuto dagli utenti, anche quelli meno esperti, se non altro per la versione installata sugli smartphone del robottino verde. Diverso il discorso per il brand Firefox, conosciuto al grande pubblico, e nemmeno poi così tanto, principalmente per il suo browser web. Essendo il TV un dispositivo destinato, per sua natura, anche all'utenza meno avvezza alla tecnologia, questo può rappresentare un limite. Limite che, almeno per ora, non abbiamo riscontrato nell'offerta proposta dall'OS di Mozilla. Rispetto a tvOS e a Android TV l'interfaccia è più colorata, basata su toni pastello, e meno ricca di suggerimenti su app e contenuti da provare. Proprio i contenuti sono il tallone d‘Achille di un'offerta che riesce tuttavia ad essere molto efficace in ambito televisivo. Se è vero che rispetto agli attuali concorrenti mancano molte app, non siamo di fronte a uno smartphone o a un set-top-box, per cui non sempre è utile avere un parco software che comprenda giochi, diversi player video e tutto quanto va a comporre il più variegato ecosistema dei concorrenti. La semplicità può essere un punto a favore del sistema operativo scelto da Panasonic, invece che un punto debole. Se poi parliamo di velocità, allora Firefox OS se la cava alla grande, merito della grafica semplice e della buona ottimizzazione, che permettono un'esperienza davvero reattiva. Da Netflix a YouTube, due app che in campo televisivo hanno il loro peso, i video si caricano molto rapidamente, almeno nei modelli da noi provati.

Inutile dire che se si cerca una soluzione che offra il più ampio ventaglio di app possibili allora siamo lontani dalla perfezione. All'appello mancano servizi e software che potrebbero tornare utili, come Plex, ma tutto dipende da quello che si cerca da un TV. L'appoggio di colossi come Apple e Google poi si farà sentire col passare del tempo, soprattutto lato software, visto che Cupertino e Mountain View hanno argomenti davvero convincenti dallo loro per convincere gli sviluppatori a dare supporto alle proprie piattaforme. Allo stato attuale la situazione non è grave, ma nei prossimi mesi è molto probabile che nuove applicazioni arriveranno negli store concorrenti, più popolari e conosciuti, mentre nel caso di Firefox OS tutto dipenderà dalla bravura di Mozilla e di Panasonic nel promuovere il proprio OS agli occhi degli sviluppatori. Un compito arduo ma non impossibile.

Android TV

Google ha deciso di mantenere un'impostazione il più possibile aperta con il suo OS dedicato alle TV, come nella controparte smartphone. Basti pensare che possono essere connesse periferiche di ogni tipo, dai pad alle tastiere, senza dimenticare la possibilità, per i più esperti, di convertire le app dedicate ai telefoni in versioni compatibili con i televisori. Le procedure per effettuare il sideload sono diverse e variano in base al modello del TV, ma sono tutte piuttosto semplici, anche se consigliamo di farle solo agli utenti esperti, visto che c'è sempre il rischio di installare software malevolo.
Considerando questo aspetto, il numero di app a disposizione degli utenti è enorme, anche se molte di queste soffrono di un'ottimizzazione grossolana sul grande schermo, a causa dell'interfaccia studiata per schermi touch di piccole dimensioni, che ne mina spesso l'usabilità. Ecco perché solo i software adattati ad Android TV sono presenti nello store, per un risultato decisamente superiore a quello delle app per smartphone. Molto dipende anche dagli sviluppatori, ma le app più curate godono di un'interfaccia eccellente sul grande schermo, confermando le ottime potenzialità di Android in campo televisivo.

La velocità generale invece sembra essere abbastanza altalenante e varia da modello a modello. Molto dipende dalle specifiche tecniche del TV, un elemento su cui anche le case produttrici dovranno prestare maggiore attenzione in futuro. Soprattutto con gli schermi 4K il carico di lavoro è elevato per la CPU e adottare soluzioni non adeguate significa spesso andare incontro a lag e a una velocità di esecuzione non ottimale, come riscontrato in alcuni modelli testati nel corso dell'ultimo anno, ma anche sul web, nelle opinioni degli acquirenti.
Tornando ad Android TV, rispetto a Firefox OS l'interfaccia è decisamente più ricca di elementi, e probabilmente anche più appagante, con tanti suggerimenti contestuali a offrire contenuti e a proporre app, che spesso si rivelano azzeccati. Le icone rettangolari sono più piccole rispetto allo stile scelto da tvOS ma alla fine si riconoscono bene, mentre l'interfaccia vera e propria riprende molti degli elementi tipici della versione per smartphone, sicuramente apprezzati da coloro che usano il robottino verde tutti i giorni.

Smart TV tvOS, Android TV e Firefox OS sono dei sistemi operativi giovani, con tanti pregi ma anche difetti, che dovranno essere limati nel corso del tempo per fornire un’esperienza d’uso ancora più soddisfacente. A nostro avviso, la proposta migliore, allo stato attuale, rimane tvOS. La velocità di esecuzione, unita alle peculiarità del controller, ne fanno probabilmente uno dei modi migliori per godere dei vantaggi delle nuove TV, peccato che serva un box apposito per poterle sfruttare, per altro non compatibile con il 4K. Per quanto riguarda invece Firefox OS e Android TV, la situazione appare molto diversa. Il primo funziona in maniera egregia e offre un’ottima stabilità e velocità d’uso, due elementi che non sempre sono disponibili nelle proposte Android TV. Certo è che quest’ultimo offre molte più app, e con il sideload il numero aumenta a dismisura, anche se la qualità, vista l’ottimizzazione, non cresce di pari passo con il numero di alternative. Vedremo cosa ci riserverà il 2016, un anno che vedrà la definitiva consacrazione degli OS dedicati alle TV, i quali dovranno mettere da parte i difetti di gioventù. In ottica futura, le proposte di Apple e Google sembrano in vantaggio: alle spalle hanno due colossi dell’informatica in grado di poter sopportare per un lungo periodo la forte concorrenza, data anche da Tizen e da webOS, mentre i rapporti privilegiati con gli sviluppatori avranno certamente il loro peso. La nostra speranza è che a pagare la frammentazione attuale non siano gli utenti: cosa accadrebbe se uno di questi sistemi operativi vedesse mancare il supporto dei produttori e degli sviluppatori di app?