Un mini reattore nucleare potrebbe alimentare le colonie marziane del futuro

La NASA sta studiando nuovi modi per fornire energia ai futuri coloni marziani, tra cui un reattore nucleare in miniatura.

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Alessio Ferraiuolo Alessio Ferraiuolo è cresciuto a pane, cinema e videogame. Scopre in giovane età la sua passione per la tecnologia, che lo porta a divorare tutto quello che il mercato ha da offrire, dall’hardware per PC agli smartphone, senza mai sentirsi sazio. Nel tempo libero adora suonare la chitarra, andare in palestra e guardare tonnellate di film e serie TV. Lo trovate su Google+ e su Facebook.

L'energia nucleare doveva rivoluzionare il nostro stile di vita, fornendo energia in grande quantità, sicura e pulita. In merito alla quantità non ci sono dubbi, questa fonte energetica è tra le più efficienti tra quelle oggi disponibili, in merito alla sicurezza e all'impatto ambientale però non tutto è andato come avrebbe dovuto nel corso del tempo e gli incidenti, catastrofici, non sono mancati. In un periodo in cui molti stati stanno abbandonando l'energia nucleare in favore di fonti meno rischiose, è dallo spazio che potrebbe arrivare nuova linfa, e nuovi fondi, per lo sviluppo di questa tecnologia. La NASA infatti sta testando un reattore nucleare in miniatura da inviare su Marte, grazie al quale i futuri coloni marziani potranno generare grandi quantità di energia, con enormi benefici per le missioni sul pianeta rosso.

Tanta energia, poco ingombro

Il Progetto Kilopower mira a creare un reattore nucleare in miniatura da inviare su Marte e su tutte le colonie spaziali del futuro. La ricerca, in sviluppo presso il Los Alamos National Laboratory, lo stesso del Progetto Manhattan che ha portato alla realizzazione della prima bomba atomica, è guidata Patrick McClure e dal Chief Reactor Designer David Poston e prosegue da oltre un anno. L'importanza di questa ricerca è enorme perché potrebbe risolvere molti dei problemi che la NASA deve oggi affrontare per organizzare i futuri insediamenti umani su altri pianeti. Esistono infatti altre forme di energia utilizzabili per questi scopi, ma le problematiche sono diverse. L'energia solare, ad esempio, ha bisogno di condizioni climatiche favorevoli per essere efficiente e non sempre sono disponibili, soprattutto in un pianeta come Marte, dove le tempeste di sabbia non mancano di certo, impedendo ai raggi solari di raggiungere i pannelli sulla superficie del pianeta, o per lo meno limitandone molto l'intensità. Non va inoltre dimenticato che il peso dei pannelli e delle batterie rappresentano un limite importante per il trasporto, almeno con le attuali capacità dei razzi utilizzati per l'invio del materiale nello spazio. Le richieste energetiche di un habitat umano su un altro pianta sono inoltre elevate, visto che deve sostenere la vita ma anche consentire ai coloni di creare il combustibile necessario per il ritorno a casa.
In un contesto in cui serve una fonte energetica altamente efficiente e facilmente trasportabile, il progetto Kilopower sembra avere le carte in regola per rendere più semplice la progettazione delle future missioni su altri pianeti. Poche parti mobili, peso ridotto e ingombro minimo in rapporto all'energia prodotta sono caratteristiche che rendono questi reattori nucleari in miniatura l'ideale per la produzione di energia su Marte, ma anche sulla Luna. Il funzionamento di questa fonte energetica è relativamente semplice: delle heatpipe fanno circolare del liquido intorno al reattore; grazie al calore si crea del gas sotto pressione che arriva poi a un motore Stirling, generando energia. In questo modo si possono ottenere da 1 kilowatt fino a 10 kW.

Le stime indicano che un insediamento umano su Marte necessita di circa 40 kW per essere operativo, utilizzati per sostenere la vita all'interno dell'habitat e per creare combustibile per i razzi, necessario per il ritorno a casa. Ecco perché la NASA pensa di inviare dai 4 ai 5 reattori per generare sufficiente energia. Le potenzialità di questa tecnologia sono enormi e permetterebbero di supplire alla cronica esigenza di energia delle future colonie umane su altri pianeti. Purtroppo ci vorrà del tempo per capire se il progetto Kilopower saprà dare una risposta a questa importante necessità.