Una nuova teoria smentisce la presenza del pianeta nove

La causa della strana orbita di alcuni oggetti transnettuniani può essere spiegata senza la presenza di un nono pianeta.

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Esiste un nono pianeta all'interno del nostro sistema solare? Fino poco tempo fa, sembrava che la sua presenza potesse essere l'unica teoria plausibile che spiegasse la bizzarra traiettoria di alcuni oggetti che orbitano ad una distanza dal sole maggiore di quella di nettuno (TNO, trans-neptunian object). Oggi esiste un'altra soluzione al problema del percorso che seguono questi oggetti, e risiede nei corpi che viaggiano nella parte più esterna sistema solare.

Il problema dei TNO

I TNO sono corpi per lo più ghiacciati che, come mostra l'immagine precedente, orbitano all'interno del sistema solare raggiungendo distanze dal sole estremamente più grandi di Nettuno. Il fatto che questi puntino tutti in un'unica direzione è una casualità fin troppo precisa, che sembrerebbe causata da un oggetto chiamato pianeta nove, grande quattro volte la terra e avente una massa 10 volte maggiore. La distanza del presunto pianeta dal Sole sarebbe 20 volte quella tra Nettuno e il Sole stesso, tale da far sì che il completamento di una singola orbita richieda dai 10.000 ai 20.000 anni. La teoria si è dimostrata essere consistente con tutte le recenti simulazioni, così come vi abbiamo descritto nell'ultimo articolo dello scorso mese.

Una nuova teoria mette in discussione il pianeta nove

Fino a poco tempo fa il nono pianeta era l'unica spiegazione dell'orbita allineata dei TNO. Purtroppo la sua distanza sarebbe talmente grande da rendere impossibile la rilevazione dello stesso con gli attuali mezzi di cui disponiamo. Attualmente queste rilevazioni vengono effettuate per lo più grazie alla luce riflessa del Sole e questa non riuscirebbe ad arrivare al fantomatico nono pianeta (e nessun'altra radiazione ad altre frequenze è stata rilevata).
Ann-Marie Madigan è una professoressa della University of Colorado, Boulder, U.S. ed insieme al suo team di ricerca ha avanzato una nuova teoria che smentisce l'esistenza del nono pianeta e spiega l'orbita di TNO come Sedna. Secondo la ricercatrice:
"esistono così tanti corpi lì fuori. Che effetto provoca la loro gravità collettiva? Possiamo risolvere molti di questi problemi [ndr: relativi ai TNO] semplicemente tenendo in conto questo effetto".


L'effetto della gravità collettiva

Dunque la spiegazione dell'orbita dei TNO potrebbe risiedere semplicemente nella gravità collettiva dei corpi nella parte esterna del sistema solare, ovvero l'attrazione generata da tutti gli oggetti che vagano in quella porzione di spazio, insieme ai piccoli detriti. Gli oggetti transnettuniani come Sedna sarebbero stati spinti verso il Sole da questi detriti che si raggruppano e si disperdono ciclicamente. Gli oggetti lanciati all'interno assumono un'orbita che inizialmente è ovale e in seguito diventa circolare in vicinanza della nostra stella. L'idea si allinea anche ad altre ricerche precedenti che hanno osservato come all'aumentare della massa di un oggetto aumenta anche la distanza della sua orbita dal Sole: in questa categoria di corpi ricadrebbero quelli come Sedna.
Non è tutto: questa idea suggerisce che i raggruppamenti ciclici di oggetti e detriti spaziali all'esterno del sistema solare spingerebbero delle comete in direzione dei pianeti come la terra. Si potrebbe pensare che una di queste sia quella che ha portato all'estinzione dei dinosauri, ma chiaramente si parla di una mera supposizione non ancora supportata da chiare evidenze scientifiche.