Venere, la storia di un pianeta che è stato ingiustamente dimenticato

Si torna a parlare nuovamente di Venere, un pianeta ingiustamente dimenticato dagli scienziati a causa delle sue condizioni "estreme".

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Venere è senza alcun dubbio uno dei luoghi più affascinanti del nostro Sistema Solare. Non solo per il mistero dietro la sua formazione o sulle poche informazioni di cui siamo a conoscenza, ma anche perché un tempo il pianeta potrebbe essere stato molto simile al nostro. L'annuncio recente della possibile esistenza di vita non ha fatto altro che amplificare questa convinzione che esiste da moltissimo. Vediamo insieme la storia (dimenticata) del "gemello della Terra".

Una volta si pensava che fosse un pianeta piovoso (piccola storia sul suo conto)

Venere è uno dei 5 pianeti visibili ad occhio nudo ed è stato visto in cielo sin dalla preistoria. Ci sono riferimenti al pianeta infernale fin dai testi cuneiformi babilonesi, come la tavoletta di Venere di Ammi-Saduqa che potrebbe risalire al 1600 a.C. Gli antichi egizi pensavano che Venere fosse in realtà due oggetti separati, una stella del mattino, e poi una stella della sera completamente diversa. Tale tradizione continuò anche con gli antichi greci.
Fu Pitagora, il grande matematico, a riconoscere che la stella del mattino e della sera erano in realtà lo stesso oggetto. La civiltà Maya, inoltre, teneva Venere in grande considerazione e il pianeta stesso figurava in primo piano nel loro calendario religioso.

Una volta costruito il suo primo rudimentale telescopio, Galileo lo girò verso il "gemello della Terra". Poiché Venere è sempre stata oscurata da spesse nuvole, gli scrittori di fantascienza (e anche diversi scienziati) sono stati liberi di immaginare qualunque cosa sulla sua superficie.
Le nuvole li hanno aiutati a immaginare un caldo mondo tropicale con piogge costanti e vegetazione lussureggiante. Uno dei racconti più famosi è "The Long Rain" dello scrittore di fantascienza americano Ray Bradbury. La storia fu originariamente pubblicata nel 1950 come "Death-by-Rain" nella rivista Planet Stories e racconta di Venere come un luogo con piogge perenni in cui l'umanità aveva costruito delle basi in cui vivere.

La storia della vita su Venere, ieri

La possibilità di vita su Venere è un argomento di interesse per l'astrobiologia a causa della sua vicinanza e somiglianza con la Terra. Le teorie sono diminuite in modo significativo dall'inizio degli anni '60, quando i veicoli spaziali iniziarono a studiare il pianeta e scoprirono il suo aspetto "infernale". Poiché Venere è completamente coperta di nuvole, la conoscenza umana delle condizioni della superficie era in gran parte speculativa fino all'era delle sonde spaziali. Fino alla metà del XX secolo, si credeva che l'ambiente superficiale di Venere fosse simile alla Terra, quindi era opinione diffusa che Venere potesse ospitare la vita. Nel 1870, l'astronomo britannico Richard A.
Proctor disse che l'esistenza della vita su Venere era impossibile vicino al suo equatore, ma possibile vicino ai suoi poli. Nel 1962, Mariner 2, la prima missione riuscita su Venere, misurò per la prima volta la temperatura del pianeta e scoprì che era "circa 500 gradi Celsius". Da allora, prove sempre più chiare mostrarono il clima estremo di Venere.
Gli scienziati hanno ipotizzato che se l'acqua liquida fosse mai esistita sulla sua superficie prima che l'effetto serra riscaldasse il pianeta, la vita microbica potrebbe essersi formata su Venere... anche se potrebbe non esistere più. Recenti studi del 2019 hanno concluso che Venere potrebbe aver avuto acqua superficiale e una condizione abitabile per circa 3 miliardi di anni e potrebbe essere stata in questa condizione fino a 700-750 milioni di anni fa; un tempo che darebbe alla vita un ampio spazio per evolversi.
Sebbene oggi ci siano poche possibilità di vita esistente vicino alla superficie di Venere, le altitudini di circa 50 km sopra la superficie hanno una temperatura mite, e ci sono ancora alcune opinioni a favore di tale possibilità nell'atmosfera. L'idea fu portata avanti per la prima volta dal fisico tedesco Heinz Haber nel 1950. Mentre nel settembre 1967, Carl Sagan e Harold Morowitz pubblicarono un'analisi della questione della vita su Venere sulla rivista Nature.

Carl Sagan e le idee di un visionario

Carl Sagan, per chi non lo conoscesse, è uno dei più famosi astronomi e astrofisici del Novecento, pubblicò più di 600 articoli articoli di divulgazione scientifica e fu autore, coautore o editore di più di 20 libri. L'astrofisico dedusse, tra le tante cose, che la superficie di Venere sarebbe stata incredibilmente calda anche prima che la prima sonda Venus della NASA nel 1962, su cui ha lavorato, lo confermasse. É stato il primo scienziato ad ipotizzare il paesaggio infernale di Venere come il risultato di un effetto serra. Sagan è stato coautore di un articolo in cui proponeva che fosse ancora possibile trovare la vita microbica sopra il nostro pianeta gemello. "Se piccole quantità di minerali vengono sollevate dalla superficie alle nuvole, non è affatto difficile immaginare una biologia indigena nelle nuvole di Venere", scrisse su Nature nel 1967, due anni prima che la NASA atterrasse sulla luna. "Mentre le condizioni della superficie di Venere rendono l'ipotesi di vita non plausibile, le nuvole di Venere sono una storia completamente diversa."

Fino allo strato di 50 km, in cima alle nuvole di Venere, le condizioni sono in realtà ospitali e quasi simili alla Terra. Gli organismi potrebbero prosperare nelle parti superiori nello stesso modo in cui i batteri prosperano intorno alle prese d'aria surriscaldate e ricche di CO2 a Yellowstone. "Aggiungi luce solare e vapore acqueo alla CO2", disse Sagan, e hai la ricetta per la fotosintesi. Solo 11 anni dopo che Sagan fece la sua previsione, un'altra sonda scoprì il metano nell'atmosfera, che potrebbe essere considerato un predittore della presenza di materiale organico.

Scienziati come Sagan erano cauti riguardo alla scoperta; nessuno poteva provare che il metano significasse vita oltre ogni ragionevole dubbio. Tuttavia, nessuno riuscì a spiegare completamente la presenza del metano (presente anche su Marte). Così come disse l'astrofisico stesso: "l'assenza di una prova non è la prova di un'assenza". Non ci resta che continuare a esplorare i nostri limiti.

La storia della vita su Venere, oggi

Oggi gli scienziati pensano di aver trovato un indicatore di vita nelle nuvole di Venere, una scoperta che, se confermata, li indurrà a riesaminare tutto ciò che pensavano di sapere sull'evoluzione della vita stessa.
Se la vita esistesse all'interno di una piccola zona nello strato temperato di nuvole di Venere, questa potrebbe essere ancora più onnipresente nell'universo di quanto previsto in precedenza. La scoperta sta già alimentando le sperenze degli scienziati che chiedono a gran voce una missione verso il mondo infernale. Il gas trovato, tuttavia, non è un chiaro segno della presenza dei microbi, ma i ricercatori dietro lo studio non sono ancora stati in grado di trovare un'altra spiegazione del motivo per cui esiste la fosfina. Le osservazioni future si concentreranno sulla conferma del rilevamento di questo gas.

La recente scoperta ha riacceso i riflettori verso Venere, così le agenzie spaziali di tutto il mondo hanno deciso di dare una "seconda possibilità" al pianeta. Lo stesso Jim Bridenstine, l'amministratore della NASA, ha scritto su Twitter che "è ora di dare la priorità a Venere". In che modo? È già prevista per il 2023 una missione dedicata all'atmosfera del pianeta infernale, organizzata dalla compagnia privata statunitense Rocket Lab.
Già in programma anche l'esplorazione da parte della Russia (che ha recentemente affermato che il pianeta appartiene l loro) con la missione Venera-D, il cui lancio era previsto intorno al 2016 ma che, dopo una riprogettazione delle missioni spaziali dell'Agenzia Spaziale Russa, è slittato al 2026.

Tuttavia questo è solo l'inizio, poiché le agenzie di tutto il mondo faranno a gara per scoprire di più sulle condizioni di "abitabilità" presenti su Venere... insomma siamo solo al prologo dello spettacolo di questo incredibile teatro che chiamiamo "Universo" è in grado di offrire.