Un viaggio seguendo le rotte dei pionieri nelle selvagge terre del Far West

Il selvaggio west ha ispirato registi e scrittori, ma com'era veramente la vita di frontiera? In questo articolo ci addentreremo nel Far West

Un viaggio seguendo le rotte dei pionieri nelle selvagge terre del Far West
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Il Selvaggio West ha da sempre ispirato scrittori, registi, musicisti ed artisti di ogni genere. In queste opere i coloni che decidevano di costruirsi un futuro oltre la frontiera dovevano combattere contro le avversità di una natura per lo più ostile, in terre inesplorate ma cariche di promesse, combattendo strenuamente e vessati, ad ogni passo, anche da briganti e spietati fuorilegge che, in quelle terre lontane dalla civilizzazione, potevano spadroneggiare indisturbati.
Ma a difendere i coloni vi erano pistoleri, Cowboy o cacciatori di taglie che, come antichi cavalieri nelle loro scintillanti armature, punivano i torti e dispensavano giustizia a colpi di revolverate non senza, il più delle volte, arricchirsi loro stessi.

Non è tutto oro quello che luccica

Quando i notiziari riportano di grandi ed eclatanti sparatorie si sente spesso utilizzare l'espressione "Scene da Far West". Ma quando si parla di Far West non si può non nominare la famosa "Trilogia del dollaro".

L'opera, che comprende tre famosissimi film diretti dal maestro Sergio Leone, mette in scena la vita di Frontiera donandole un fascino indiscusso, fondamentale per aumentare l'interesse intorno a questo periodo storico che è durato per tutto il diciannovesimo secolo. Ma quanto di questi film corrisponde a verità? Davvero il selvaggio west e la vita di frontiera erano così come li immaginiamo? Selvaggi, in cui vigeva solamente una regola: quella della pistola? Con questo articolo cerchiamo di immergerci nell'affascinante e pericoloso mondo della Frontiera.

Il Far West

Con il termine Far West si intende tutta quella zona di territorio che si trovava ad Ovest del Mississippi, e più in generale tutti i territori selvaggi e inesplorati verso cui i pionieri si dirigevano per costruirsi un futuro o tentare di arricchirsi. Importante era il concetto di Frontiera che rappresentava un territorio non "civilizzato" e che si trovava al di là dei reali confini del paese. Ovviamente, via via che i coloni si spostavano e si insediavano in queste terre inesplorate la linea di confine si spostava sempre più verso Ovest. Man mano che nuovi migranti provenienti dall'Europa arrivavano in America, sempre più pionieri intraprendevano il viaggio verso Ovest fino ad arrivare al Pacifico attraversando prima le famose pianure, poi la zona montuosa prima della costa.
Il viaggio di questi uomini coraggiosi era estremamente lungo e per attraversare l'intero continente da costa a costa ci volevano dai 100 ai 150 giorni. Questi viaggi erano estremamente pericolosi e gli indiani non erano gli unici pericoli che i pionieri dovevano fronteggiare. Le malattie e le condizioni climatiche avverse, infatti, erano una variabile con cui fare i conti.

Via via che l'esplorazione procedeva si crearono delle vere e proprie piste, ovvero sentieri e vie privilegiate che venivano attraversati dai pionieri durante le loro esplorazioni e che spesso erano davvero fondamentali per attraversare regioni impervie e ostili. Importante, in questa corsa alla colonizzazione, era il concetto di "Destino Manifesto". Questo concetto metteva in luce come l'espansione e la colonizzazione delle terre selvagge dell'Ovest fosse una cosa naturale, ovvia, una missione che avrebbe avuto termine solo con l'arrivo sulle coste dell'Oceano Pacifico.

Ed ecco così che lentamente l'intero continente dell'America del Nord venne colonizzato da coraggiosi pionieri che esploravano e si insediavano in queste terre di frontiera per cercarne risorse come, per esempio, l'oro, o per commerciare le pellicce degli animali, allevare il bestiame o, più semplicemente, per coltivare la terra.

La scoperta di giacimenti d'oro nelle terre inesplorate diede vita alla cosiddetta "Corsa all'Oro" che contribuì a far nascere numerosi insediamenti permanenti in regioni esplorate. Migliaia di avventurieri, affascinati dalla scoperta di filoni d'oro e dalla possibilità di arricchirsi facilmente, divennero pionieri. Famosa è la corsa all'oro che nacque in seguito alla scoperta di un filone da parte di John Sutter. Questo imprenditore Svizzero, dopo essere migrato in America, fondò una colonia denominata Nueva Helvetia. Durante una ricognizione per costruire una segheria, un suo dipendente trovò un ricco filone d'oro.

La notizia si sparse velocemente e ciò fece nascere una corsa all'oro che attirò a Nueva Helvetia un sacco di cercatori d'oro. Questa scoperta decretò la fine dell'imprenditore Svizzero perché le sue proprietà vennero invase e saccheggiate dai cercatori d'oro e il bestiame rubato e ucciso per sfamare i nuovi arrivati. Persino i suoi dipendenti lo abbandonarono, decisi a cercare fortuna nelle sue proprietà. Non è inusuale che, in seguito a queste corse all'oro, sorgessero nuove città che però vennero presto abbandonate, divenendo le famose città fantasma del west, quando in verità di oro non ce n'era così tanto.

I cowboys

Quella del Cowboy è una figura centrale in ogni film western. Libero come il vento, in sella al suo cavallo, si sposta per la frontiera con il suo revolver a caccia di cattivi e ingiustizie da sanare e, allo stesso tempo, con il fine ultimo di arricchirsi con le taglie o sottraendo la refurtiva ai malviventi. La verità, tuttavia, è piuttosto diversa. E' vero, erano delle persone forti, dei duri, ma non come possiamo immaginare. La vita dei Cowboy era, infatti, una vita difficile. Erano dei veri e propri pastori e passavano le loro giornate spostando e seguendo le mandrie e, spesso, alla mercé del brutto tempo e delle condizioni climatiche avverse. I Cowboy nacquero raccogliendo e facendo propria la tradizione di trasportare le mandrie dei vaquero.

I pionieri americani che raggiungevano il Texas imparavano tutti i trucchi della cura e del trasporto del bestiame proprio dai vaquero. Questa tradizione la fecero successivamente propria e prese vita la figura del Cowboy americano. Quello del Cowboy era un lavoro estremamente umile e scomodo perché si doveva seguire la mandria in condizioni spesso avverse.

Ma è con lo sviluppo delle attività industriali legate alla carne ed al suo consumo, e quindi con la necessità di aumentare il numero di capi di bestiame, che questo mestiere divenne sempre più famoso. Nonostante non fosse facile essere un Cowboy nella realtà, ciò aveva sicuramente poco a che fare con quelli che si vedono al cinema. La caratteristica dei Cowboy era quella di indossare abiti pratici, cappelli a tesa larga e, soprattutto, avevano dei peculiari gilet pieni di tasche.
Visto che dovevano passare gran parte del tempo con la mandria e spostarla anche per moltissimi chilometri, dovevano avere molte tasche per riuscire a portare con sè tutto ciò di cui avevano bisogno.

I pistoleri e le armi del selvaggio West

In ogni film western che si rispetti il cattivo, così come l'eroe, sono due fenomenali pistoleri capaci, con le loro Colt, di centrare dei bersagli lontanissimi, colpire una moneta lanciata in aria o far volare via i cappelli dalla testa di altri Cowboy senza per questo ucciderli o ferirli. La verità però si discosta leggermente dai film e quello che succedeva realmente era, forse, molto meno interessante e affascinante. Quando si parla di pistoleri la prima cosa che viene in mente sono i duelli.
I duelli esistevano nel vecchio west (anche se andarono via via scomparendo con il passare del tempo) ed erano un'eredità dei duelli d'onore, con la spada, che erano comuni in Europa. Nei film, tuttavia, siamo abituati a vedere due contendenti che si sfidano, faccia a faccia, le mani vicino la pistola, senza timore di rimanere uccisi e, a prevalere, di solito era il più veloce.
Nella realtà, alla velocità si preferiva il prendere tempo per avere una mira migliore. Il pistolero che riusciva a sopravvivere era quello che non cedeva alla paura e non scaricava tutto il caricatore sperando di colpire ma quello che, con calma, prendeva la mira e sparava.

Era il sangue freddo quello che contava. Nonostante tutto, però, non era affatto inusuale che, prima di riuscire a colpire, il caricatore venisse quasi completamente svuotato perché le armi dell'epoca non avevano i sofisticati sistemi di mira. Tuttavia, i duelli uno contro uno erano alquanto rari e si prediligevano le imboscate o comunque durante le sparatorie si tendeva a nascondersi dietro a dei ripari.

Le sparatorie dovevano essere alquanto caotiche anche perché il fumo che usciva dalle canne dopo la detonazione oscurava la vista e spesso bisognava attendere perché il fumo, diradandosi, facesse capire l'esito dello scontro a fuoco.

Difficile anche che i pistoleri usassero due pistole, come spesso si vede nei film western. Soprattutto, quando le armi erano meno sofisticate ne venivano portate due perché il tempo di ricaricare una pistola scarica era molto lungo. Bisogna poi dire che la pistola non era nemmeno l'arma più utilizzata probabilmente.
I primi coloni prediligevano infatti il fucile che era più sicuro e più preciso. La vita dei primi coloni dipendeva, infatti, molto dalla caccia e, per abbattere le prede ed ottenere il cibo e le pellicce, un fucile era sicuramente l'arma preferita. Del resto, citando una famosa frase del film "Per un pugno di dollari", si capisce perchè il fucile veniva preferito alle pistole: "Quando un uomo con la pistola incontra un uomo col fucile, quello con la pistola è un uomo morto".

Indiani e pionieri

Impossibile non parlare di Far West e non menzionare i nativi americani. Quando i pionieri e i nativi vennero in contatto non poterono non nascere che attriti e guerre tra questi due popoli che condividevano uno spazio comune. Gli indiani erano divisi in molte tribù e, prima dell'introduzione del cavallo e delle armi da fuoco da parte dei coloni, queste popolazioni vivano in grandi città fortificate. Successivamente, quindi, divennero nomadi e avevano come fonte di sussistenza primaria la caccia al bisonte americano.
Di questi animali non si utilizzava soltanto la carne, che veniva mangiata subito o conservata, ma anche le ossa per fare strumenti ed utensili e le pelli che venivano utilizzate, tra le altre cose, per le tende. Con l'avanzata verso Ovest, alla fine pionieri e indiani vennero allo scontro in una serie di sanguinose guerre senza esclusione di colpi. Uno dei comandanti indiani più temerari e coraggiosi, nonché abile e scaltro, fu Cavallo Pazzo. Scendeva in battaglia con una tattica semplice: con un manipolo di uomini attaccava forti o carovane mentre il grosso dell'esercito era nascosto.

Attirava in questo modo i nemici dov'era nascosto il gruppo più numeroso dei suoi uomini facendoli, così, cadere in imboscate. Questa semplice ma geniale tattica venne utilizzata per attirare fuori da un Forte (chiamato Fort Phil Kearny) una ottantina di soldati che caddero in trappola provocando, nell'opinione pubblica americana, un forte shock.
La guerra con i nativi americani è stata cruenta e vi sono stati efferati massacri da ambo le parti ma, alla fine, a doversi arrendere furono i nativi americani, numericamente inferiori e meno organizzati dei pionieri americani.

E così finisce la carrellata sul vecchio west, un periodo storico ben diverso rispetto a quello immaginato nei film che siamo abituati a vedere. È stato un periodo certamente avventuroso e affascinante, ricco di sfide da vincere e grandi contraddizioni, in cui hanno prevalso il duro lavoro ed il coraggio dei pionieri, ma anche la strenua resistenza di un popolo, quello dei nativi americani, che anno dopo anno, si è battuto per la propria terra e la propria dignità, senza esclusione di colpi.

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