Vita e imprese dei Pirati più famosi della storia

Continua il nostro viaggio tra i pirati e questa volta incontreremo alcuni dei più famigerati che hanno solcato i sette mari.

speciale Vita e imprese dei Pirati più famosi della storia
Articolo a cura di

Nel primo speciale abbiamo raccontato abitudini, usi e costumi dei pirati nonché del loro modo di pensare. Abbiamo visto che erano liberi, senza vincoli eccetto quelli di fedeltà nei confronti dei compagni e del capitano e del fatto che sulla nave erano ben accette donne e rapporti amorosi tra individui dello stesso sesso, o ancora che non seppellivano i tesori ma che invece usavo i profitti delle razzie per comprarsi donne e alcol.

Ma chi erano i pirati più famosi dei sette mari? Quali individui riuscivano a terrorizzare le navi mercantili semplicemente con il loro nome e la loro presenza?
In questo speciale racconteremo le storie di alcuni uomini e donne, pirati e corsari che, con le loro gesta, sono passati dalla storia alla leggenda. Ognuno dei pirati che andremo a raccontare fu artefice di gesta fuori dall'ordinario che vale la pena portare alla luce. Benché molto diversi gli uni dagli altri, una cosa in comune l'avevano: un forte senso di libertà che solo la vita da pirata poteva donare loro.

Barbanera

Barbanera, Alias Edward Teach, è forse il bucaniere più famoso dei settemari, tanto scaltro al comando della sua nave quanto capace di incutere terrore e paura ai suoi nemici, ma anche benevolo con il suo equipaggio e con i prigionieri catturati. Inguaribile donnaiolo, si dice si sia sposato ben 14 volte.
Iniziò la sua carriera con il famoso pirata Hornigold come suo secondo fino a quando questi non gli affidò il comando di uno sloop. La sua carriera come pirata decollò quando riuscì a catturare la Concorde che ribattezzò Queen Anne's Revenge, diventando di fatto la sua nave ammiraglia, equipaggiata con 40 cannoni.

A bordo della Queen Anne's Revenge mise a ferro e fuoco il Mar dei Caraibi meritandosi il nome di Barbanera per una sua peculiarità... Si narra, infatti, che avesse capelli e barba lunghi e neri che intrecciava con degli stoppini che si usavano per far detonare le armi da fuoco. Prima di lanciarsi nel mezzo della battaglia accendeva gli stoppini ed il fumo che ne scaturiva lo circondava, conferendo a Barbanera un aspetto veramente minaccioso, terrificante e mistico.
Freddo calcolatore, preferiva all'uso della forza la possibilità di incutere terrore nei suoi nemici che, alla sola vista della sua bandiera di guerra, si arrendevano pieni di paura.

Si dice, infatti, che una volta fece portare nella stiva della sua ammiraglia dello zolfo che, una volta infiammato, produsse una gran quantità di fumo. La nave di Barbanera solcava le onde emergendo dal fumo grigio proveniente dalla stiva, rendola terrificante, come se fosse uscita da una delle bocche spalancate dell'Inferno.

Sembra che Barbanera scendesse in battaglia armato con una gran quantità di armi, soprattutto pistole, che teneva agganciate sul petto con una bandoliera.
Anche la sua morte è ammantata dalla leggenda. Si dice, infatti, che sia morto solo dopo che gli vennero inflitte 25 ferite, 5 di queste causate da un arma da fuoco. Il corpo di Barbanera venne gettato in mare e fece il giro intorno alla nave per ben tre volte prima di inabissarsi.
Dopo la sua morte, le cronache raccontano che abbia catturato ben 140 navi. Niente male, nonostante sia morto all'età di soli 38 anni!

Il principe dei pirati

Alias Samuel Bellamy detto anche Black Sam. Di Bellamy si racconta che fosse una persona colta e ben educata, amante della lettura e della scrittura, ben diverso, insomma, dal prototipo del pirata a cui siamo abituati.
Amava vestirsi di nero e non usava i parrucconi bianchi in voga a quei tempi. Preferiva, infatti, lasciare i suoi lunghi capelli corvini lunghi e sciolti tanto da meritare il soprannome di Black Sam.

La carriera da pirata di Samuel Bellamy non durò molto, poco più di un anno, ma riuscì a catturare lo stesso la bellezza di 53 navi, lasciando il segno nell'immaginario popolare. Al pari di Barbanera, scendeva in battaglia con moltissime pistole ed era un fine stratega nonchè un abile Capitano ma divenne famoso soprattutto per la sua immensa misericordia. Quando attaccava una nave cercava di catturarla provocandole il minor danno possibile per non mettere a rischio la vita dei marinai che vi lavoravano.
Una volta terminata la battaglia lasciava spesso libero l'equipaggio, e con esso parte del carico della nave assaltata, per non far finire sul lastrico i poveri marinai. Ben diversa la sorte delle navi cariche di schiavi che abbordava. Tutti gli schiavi venivano liberati e, spesso, quest'ultimi si arruolavano nell'equipaggio di Samuel che contava, infatti, una moltitudine di ex schiavi.

Quando si fermava a fare rifornimento elargiva donazioni e regali alla popolazione. Per questa sua indole generosa gli vennero affibiati vari soprannomi come "Il Principe dei Pirati" ed il "Pirata Robin Hood", ma è nel 1717 che si compie l'impresa più famosa di Black Sam. Dopo un inseguimento durato per ben tre giorni, Bellamy e la sua ciurma riuscirono ad abbordare e catturare la Whydah Gally, una bellissima nave di 300 tonnellate che seguiva la rotta degli schiavi. La nave trasportava denaro e pietre preziose in gran quantità, forse guadagnati dalla vendita degli schiavi, e Samuel, restando fedele alla sua fama di pirata gentiluomo, quando conquistò la nave risparmiò il suo capitano e l'equipaggio dandogli in dono la sua stessa nave e tenendo la Whydah Gally per sé come ammiraglia. Si tramanda una strana abitudine di Samuel: quando catturava una nave chiedeva di provarla e, se non era abbastanza veloce o non gli piaceva, la restituiva al suo proprietario. Morì giovane, probabilmente a causa di una tempesta. Morto il pirata nacque il mito.

Le donne pirata

Ebbene sì, anche le donne potevano diventare pirata e molte di esse riuscirono a diventare persino Capitane e Ammiraglie di centinaia di navi. Le più famose sono sicuramente Anne Bonnie, Mary Reed e Ching Shih.

Anne Bonnie, sin da piccola, aveva un carattere forte e indipendente per una donna dell'epoca. Si narra fosse un "ragazzaccio" con i capelli rossi corti e sporchi, i vestiti a brandelli, il viso incrostato di fango e un carattere fiero e indipendente.
Il suo primo combattimento, suo malgrado, avvenne quando un giovane tentò di violentarla. Secondo quanto scrive il Capitano Johnson nelle sue memorie, il giovane delinquente ricevette da Anne Bonnie una sonora lezione e le botte intascate lo resero inabile per parecchio tempo. A 18 anni Anne Bonnie respinse un pretendente che reputava troppo insistente a colpi di sediate. Subito dopo questo avvenimento Anne si sposò con un marinaio contro il volere del padre che la diseredò quindi lei, per vendetta, diede fuoco alla piantagione di famiglia.

Iniziò così la sua carriera da pirata. Il primo colpo messo a segno fu depredare una nave commerciale Francese che assaltò insieme ad un suo amico pirata, che gestiva un negozio di abiti che lui stesso disegnava. La sua abilità, soprattutto nell'uso della spada e della pistola, vennero subito notate e Anne fece carriera tra i pirati divenendo la Seconda in comando sotto il famoso Capitano John Rackham, in arte Calico Jack.

Qui conobbe un'altra donna pirata, Mary Reed, che all'epoca si fingeva maschio. Anne Bonnie scoprì presto la vera identità di Mary, si innamorarono e divennero amanti. Calico Jack, geloso del loro rapporto e credendo che Mary Reed fosse un uomo, irruppe nella camera delle due donne e le trovò seminude, capendo così che Mary Reed era, in verità, una donna.
I tre divennero subito molto affiatati e divisero il comando della nave. Della vita di Mary Reed si sa poco. Quello che si conosce è che fu una figlia illegittima e, per questo motivo, la madre la costringeva a vestire da uomo e la spacciava per il figlio maggiore, morto di malattia.

Mary Reed, Anne Bonnie e John Rackham ebbero però un epilogo alquanto triste. La loro nave venne catturata e tutti e tre condannati all'impiccaggione. A morire, secondo le cronache, fu solo Rackham perché le altre due risultarono essere incinte e la legge del tempo impediva di mettere a morte donne in stato di gravidanza.
Non si sa chi delle due donne sia stata a dire a Rackham, al momento della morte, che se avesse combattuto come un uomo adesso non sarebbe appeso come un cane, tuttavia queste furono le ultime parole di commiato delle due donne verso il povero Rackham. Dopo la morte del loro capitano si ritirarono dalla vita da pirata.

A lieto fine è invece la vita di Ching Shih, donna pirata cinese della fine del 1700. Ching Shih inizia come prostituta in una piccola casa di piacere fino a quando non incontra e sposa un famoso pirata dell'epoca, Cheng Yi.
Il contratto di matrimonio prevedeva che Cheng Yi cedesse una buona parte della sua flotta alla moglie, al suo completo comando. I due terrorizzarono insieme i mari orientali e Ching Shih non si sottraeva di certo agli abbordaggi ed ai combattimenti, assaltando le navi insieme al marito.
Fu di Ching Shih l'idea di creare un'immensa flotta, unendo tutte le navi pirata della Cina sotto un unica bandiera. La flotta era temutissima e venne conosciuta come Red Flag Fleet.

Nel 1807 Cheng Yi morì e Ching Shih lavorò alacremente per costruire alleanze, uccidere gli oppositori e fare in modo che la temutissima Red Flag Fleet la accettasse come Leader al pari del marito. Alla fine tutti riconobbero la sua autorità e chi non lo fece venne passato per le armi. Con una flotta immensa ai suoi piedi, Ching Shih capì che aveva bisogno di un aiuto e scelse come suo secondo il figlio di un pescatore e uomo di fiducia del marito Cheng Yi, Cheung Po Tsai. I due si sposarono ma qualche anno dopo Cheung Po morì.

Quando divenne Ammiraglio, Ching Shih compilò un codice piratesco estremamente efficente benché rigido e severo. Il codice prevedeva la formazione di un fondo comune, alimentato dalle razzie, per acquistare beni di prima necessità e riparare le navi, e mentre ai razziatori spettava una parte dei guadagni, la restante finiva nel fondo. Chi veniva sopreso a rubare veniva condannato a morte.

Il codice di Ching Shih prevedeva anche una sezione riguardante le donne prese prigioniere. Chiunque avesse violentato una donna sarebbe stato condannato a morte e, se la donna era consenziente, sarebbe stata condannata a morte insieme al pirata. I pirati si potevano sposare con le donne catturate se queste erano consenzienti e, solo in questo caso, nessuno dei due avrebbe ricevuto una punizione. Sotto il comando di Ching Shih la Red Flag Fleet si arricchì depredando e saccheggiando. I governi di Cina, Inghilterra e Portogallo non riuscirono a fermarla fino a che, nel 1810, il governo cinese diede l'amnistia a tutti i pirati.

Approfittando della concessione, Ching Shih si ritirò a vita privata e con i soldi delle razzie riuscì ad aprire una sala per il gioco d'azzardo dove visse fino all'età di 69 anni.

Bartholomew Roberts e il codice dei pirati

Bartholomew Roberts, pseudonimo di John Roberts, noto anche come Black Bart, è stato uno dei più famosi pirati Britannici nonché creatore del Codice dei Pirati. Iniziò la sua carriera come marinaio su una nave di schiavi fino a che questa non venne catturata dai pirati e lui preso prigioniero.
Da quel momento la sua vità cambiò e divenne egli stesso un pirata, uno dei più temuti.
Roberts possedeva una personalità particolarmente austera e, sin dall'inizio della sua carriera da pirata, lavorò alacremente per creare un sistema di regole, da estendere a tutti, che regolamentasse la vita di un pirata. E' nel 1720 che vide la luce la stesura finale delfamigerato Codice dei Pirati.
Esso garantiva ai pirati libertà di parola e di pensiero, nonché di voto. Tutti loro avevano diritto ad una eguale distribuzione di cibo fresco e liquori forti, potevano farne l'uso che volevano a meno che la situazione non rendesse necessaria una razionalizzazione per il bene comune.

Se un uomo froda la compagnia per gioielli o monete sarà punito con l'abbandono su un'isola deserta. Gli sarà lasciata una pistola con un solo colpo, una bottiglia d'acqua ed un po' di polvere da sparo così che sopravviva oppure muoia. Se la ruberia avviene tra compagni, al colpevole saranno tagliati naso e orecchie ed egli sarà lasciato a terra. Nessuno deve giocare a carte o dadi per soldi. Il che deve forse farci riflettere su come nelle navi di allora il gioco era importante e spesso finiva con liti, contusi e morti.
A bordo non sono ammessi duelli ma le dispute devono essere terminate a terra, con la spada o con la pistola. Il quartiermastro della nave, quando i pirati non giungono a una riconciliazione, li accompagna a terra con l'assistenza che ritiene adatta e pone i duellanti schiena contro schiena a una determinata distanza l'uno dall'altro. Alla parola d'ordine essi si girano e fanno fuoco o l'arma sarà loro tolta di mano. Se entrambi mancano il bersaglio è la volta dei coltelli e si dichiara vincitore chi prima ferisce l'avversario.

Il codice introduce anche la regola del Parlé che abbiamo così tante volte sentito nei film dei pirati. Chiunque si appellava al Parlé doveva essere al sicuro dalla tortura e non poteva essere ucciso per tutta la durata del Parlé.
Questo codice era molto democratico e dava a tutti i pirati uguale diritto al voto ed a prendere parola. Roberts stesso fu eletto Capitano dai suoi compagni pirati. Quello che forse si conosce meno della vita di Roberts è che era estremamente religioso. Durante un abbordaggio, infatti, catturò un ecclesiale e fece di tutto per convincerlo a rimanere a bordo ed officiare messa. Sfortunatamente per Roberts, il prelato non accettò e non solo Robert gli risparmiò la vita, ma lo fece anche scendere a terra in tutta sicurezza.

Che Roberts fosse un Capitano tutto d'un pezzo e integerrimo lo si capisce leggendo il suo Codice dei Pirati, me era impeccabile anche quando doveva abbordare una nave. Si diceva, infatti, che prima di un combattimento fosse solito rifinirsi la barba ed i capelli e indossare un panciotto e un paio di pantaloni di ricco damasco, una catena con appesa una croce d'oro e diamanti e, per finire, le pistole erano agganciate ad una fascia di seta che correva lungo il petto.

Abbiamo scavato nella vita dei pirati imparando i loro usi e costumi, il loro modo di pensare e di agire. Era certamente un mondo di violenza e morte ma anche ricco di valori, generosità e solidarietà. Era, insomma, un mondo pregno di contraddizioni ma anche molto affascinante.