Windows Mobile: storia di una scommessa senza successo

La fine di Windows Phone ha chiuso un capitolo controverso nella storia di Microsoft, incapace di trovare la formula giusta per il successo.

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Joe Belfiore è stato chiaro: Windows Mobile non ha più ragione di esistere, almeno per ora. La versione per smartphone e dispositivi portatili di Microsoft, partita con tutto l'ottimismo del caso, è naufragata in un mare di indifferenza e vendite irrisorie, testimonianza di una scelta degli utenti che, almeno per quanto riguarda gli smartphone, non vedono altro se non Android o iOS. A Redmond si sono dovuti adeguare, con il vicepresidente che ha confermato che non ci saranno aggiornamenti in futuro, se non patch minori per garantire la sicurezza sino al 2020. Si tratta della fine definitiva di Microsoft nel mondo degli smartphone? Certamente no, ma il 2017 ha comunque segnato la fine di un capitolo importante ma tribolato nella storia di successo dell'azienda creata da Bill Gates.

Il grande inizio: Pocket PC

Prima dell'avvento degli smartphone, prima dei telefoni cellulari e prima dei tablet, i palmari erano gli strumenti portatili più performanti, pensati apposta per uomini d'affari e utenti business. Microsoft si era gettata nella mischia creando una sua linea di palmari, i Pocket PC. Il cuore pulsante di queste macchine era una versione riveduta e corretta del sistema operativo per dispositivi casalinghi e prendeva il nome di Windows CE. Furono sostanzialmente tre le versioni di Windows per Pocket PC, tutte prodotte tra il 2000 e il 2003: il prodotto ebbe abbastanza successo, ma la sua durata fu piuttosto effimera, ben presto sostituita dall'avvento dei primi telefoni cellulari prima e degli smartphone poi. Al CE classico venne presto aggiunta la compatibilità con le chiamate e le reti UMTS e GSM. Era il 2003 ed era nato ufficialmente il primo Windows Mobile. Negli anni successivi furono prodotti aggiornamenti e nuove versioni del sistema. L'ultima, la 6.5, è arrivata nel 2005, portandosi dietro un profondo restyling grafico e la possibilità di utilizzare la suite Office anche su dispositivi portali. Iniziarono ad essere prodotte anche numerose applicazioni sviluppate da produttori di terze parti. Presto il progetto fu accantonato, per lasciare spazio a un Windows del tutto nuovo, sia per desktop che per dispositivi portatili.

L'arrivo di Windows Phone

Se Mobile era sostanzialmente pensato per un'utenza business, con la nascita di Phone l'obiettivo era entrare a gamba tesa nel mercato del pubblico consumer già ampiamente occupato da Google o Apple. Per questo, nonostante alcune similitudini, i due sistemi, seppur con caratteristiche comuni, furono sin da subito pensati come del tutto separati. L'interfaccia, ai tempi piuttosto criticata, è ancora oggi uno dei tratti distintivi della nuova era di Microsoft. Chiamata Metro, colpì per il design moderno e molto particolare e per il totale rinnovamento rispetto al passato, con i suoi quadrati di varie dimensioni e ampia personalizzazione. La scommessa sembrò vincente tanto che, soprattutto negli anni successivi, tutti gli ambienti Microsoft furono uniformati a questa nuova peculiarità. La prima presentazione del nuovo sistema operativo arrivò nel 2010 con Windows Phone 7, rilasciato nell'ottobre dello stesso anno con grandi aspettative e tanti dubbi. Negli anni si sono susseguiti vari aggiornamenti e due nuove versioni, la numero 8 nel 2012 e la 10 rilasciata nel 2016. Numerose le migliorie tra una release e l'altra, tanti i tentativi più o meno riusciti di avvicinarsi alle linee guida tracciate da Android e soci, da uno store sempre aggiornato, passando per il multitasking, sino a un assistente vocale puntuale ed efficace.

Un mercato difficile

Nonostante le buone intenzioni fu davvero molto difficile entrare in un mercato già saturo e con aziende forti e dalla posizione ben consolidata. Da qui la scelta di Redmond di inserirsi in modo più massiccio, stipulando una partnership con uno degli "attori" storici del mondo della telefonia, la nobile decaduta Nokia. Windows Phone divenne così il principale sistema operativo di tutti i Nokia. L'obiettivo era quello di far nascere un nuovo ecosistema globale di app e dispositivi targato Microsoft. Nokia Lumia 800 e 710, presentati nel 2011, furono i primi prodotti dell'azienda finlandese targati Windows. Fu con l'acquisizione totale della divisione Devices e Services di Nokia che Microsoft si assicurò i diritti di produzione di numerosi dispositivi, dando ufficialmente il via alla nascita della nuova divisione dell'azienda per la produzione di smartphone, Microsoft Mobile. La serie Lumia si arricchì molto presto di numerosi dispositivi targati completamente Microsoft. Con il tempo le leggi del mercato hanno decretato il quasi totale insuccesso dei nuovi Lumia, spesso accolti in modo positivo ma mai del tutto apprezzati dal pubblico: un declino costante che ha spinto Microsoft a dedicarsi sempre di più alle versioni desktop del suo sistema e ad una maggiore apertura verso prodotti e sistemi esterni di maggior successo. Una debacle confermata dalla dismissione della divisione mobile nel 2016. La fine del comparto smartphone ha portato al tragico licenziamento di oltre 1800 dipendenti e a perdite di oltre 950 milioni di dollari. Una fine dolorosa ma inevitabile per un'azienda arrivata troppo tardi a coltivare un terreno già ampiamente sfruttato da ben più agguerriti ed esperti rivali.

L'ultimo vagito: Windows 10 Mobile

Lanciato insieme alla sua controparte desktop nel 2015, si è subito fatto notare per la sua totale convergenza con il fratello maggiore, in uno stile simile a quello già ampiamente consolidato da Apple con i suoi OS X e iOS. Uno store unico per entrambi i sistemi, un'interfaccia più snella e veloce, un browser web interamente rinnovato e un profondo investimento sullo sviluppo di app nuove non sono però bastati a garantire il successo di questa nuova versione. Nel primo trimestre del 2016, su circa 70 milioni di smartphone venduti, solo 2,4 milioni avevano come cuore pulsante Windows 10 Mobile. Una percentuale di mercato dello 0.7%, in netto calo rispetto alle 8,3 milioni di unità vendute nel 2015, testimonianza diretta di un pubblico che non ha mai considerato sino in fondo i prodotti mobili di Redmond. Prezzi non competitivi e store sempre più vuoti hanno decretato la fine più o meno definitiva di questo nuovo sistema, con i produttori che hanno deciso di abbandonare Microsoft per concentrare i loro sforzi solo sullo sviluppo di app per dispositivi Android o Apple, quelli più diffusi su scala globale e quindi più utili dal punto di vista dei ricavi economici.

Quale futuro?

Da qui la scelta, nell'aria da qualche mese e ufficializzata solo negli ultimi giorni, di porre fine a questa lenta ma inesorabile agonia. Non ha infatti senso, ne per i produttori ne per la stessa Microsoft, di puntare risorse e dipendenti su prodotti che non hanno mai avuto il giusto riscontro economico e di pubblico. Microsoft ha deciso quindi, già da tempo, di esportare tutte le app cuore pulsante di Windows verso i dispositivi Apple e Android. Negli ultimi tempi numerosi prodotti della linea Microsoft sono apparsi negli store dei rivali, segno che l'azienda ha deciso di esportare la sua offerta e di puntare direttamente sul "mercato utenti" dei rivali, che garantisce quel ritorno di immagine e guadagni che Windows, da solo, non riusciva a garantire. Si tratta di una sconfitta più che cocente per un'azienda da sempre abituata a primeggiare su numerosi mercati, ma anche di un punto di ripartenza su cui costruire il futuro. Per ora si è deciso di accantonare tutto per studiare nuove strategie e pensare a qualcosa di diverso. Uno stand by a tempo determinato che darà modo ai vertici di Redmond di riflettere e provare a fare qualcosa di nuovo. Le app sono per molti il futuro del mercato e qui Microsoft potrà facilmente sfruttare la sua esperienza e le sue partnership per lanciare nuove linee di programmi che potranno godere del parco utenti sconfinato degli store di Google ed Apple. Vedremo se in futuro ci sarà ancora spazio per una versione "mini" di Windows o se Phone e Mobile saranno solo lontani ricordi di un'era da archiviare come un fallimento totale.