Windows Pagefile: meglio attivato o disabilitato?

Le dimensioni del pagefile possono variare di molto le prestazioni dei PC, soprattutto quelli con poca memoria RAM, ma la sua completa disabilitazione potrebbe portare a conseguenze peggiori.

speciale Windows Pagefile: meglio attivato o disabilitato?
Articolo a cura di

Gli utenti più smaliziati sanno che i sistemi operativi Windows possono essere personalizzati a seconda delle necessità dell'utente. Se, per esempio, si possiede un computer con hardware datato, allora è possibile applicare determinati tweak al proprio OS in modo da velocizzare certe operazioni. E' possibile disattivare i servizi non necessari, gestire i processi all'avvio e tanto altro. Manipolare le dimensioni del pagefile è una delle operazioni che gli utenti ritengono possa dare quel brio in più ai PC più vecchi, per evitare così blocchi indesiderati laddove possibile. Il problema è che si tratta di un componente software, ideato dalla stessa Microsoft, che gli utenti spesso non conosco a fondo, e sul quale circolano svariati miti. In questo articolo cerchiamo di dare una risposta alle più comuni domande, per cercare di capire di più sul suo funzionamento, traendo le relative conclusioni sui benefici che è in grado di apportare.

Come funziona il pagefile

Il pagefile è anche conosciuto come swap file ed è, come intuibile, un semplice file che se ne sta buono sul vostro hard disk. Il percorso in cui esso si trova è semplicemente C:pagefile.sys, ma è occultato e quindi non si riesce a vedere finché, dalle opzioni cartella di Windows, non si dà la spunta per la visualizzazione di file e cartelle nascoste.
Se un'applicazione, un software qualunque o semplicemente un dato è utilizzato spesso, il computer salva determinate informazioni sulla RAM, molto più veloce dei comuni hard disk. Al giorno d'oggi però abbiamo una diffusione più capillare dei Solid State Drive, che però non sono ancora veloci come le RAM (e probabilmente mai lo saranno). Un esempio di dati conservati nella memoria ad accesso casuale sono le pagine dei browser, o i video che si stanno guardando. Il problema occorre quando la RAM si satura. Che succede a questo punto?
Windows salva le informazioni che gli servono sull'hard disk, unica unità di memoria sfruttabile. E' qui che entra in gioco il pagefile, che è una forma di memoria virtuale tampone utilizzata in caso di necessità. Esso è utile anche quando il sistema operativo si accorge che, per esempio, un'applicazione non viene utilizzata da tempo (perché magari è minimizzata da tanti minuti); in questo caso, l'app viene spostata proprio nel pagefile, in quanto così facendo si riesce a risparmiare RAM per i programmi e per i dati che sono più utilizzati in quel determinato lasso di tempo. Ovviamente, se l'utente dovesse riaprire una determinata finestra allora Windows la ri-trasporterebbe immediatamente nella memoria RAM.
I computer moderni possiedono però moduli molto capienti, e lo standard è diventato 8 GB. Piano piano stiamo però avvicinandoci ai 16 GB, soprattutto in ambito gaming, in cui alcuni titoli mal ottimizzati faticano a farsi bastare la RAM a disposizione. Ad ogni modo, con tanta memoria veloce a disposizione, Windows non dovrebbe praticamente mai ricorrere al pagefile. Spesso, invece, quando ciò accade l'utente nota un calo vistoso nelle prestazioni desktop del sistema, semplicemente perché i dati che sta utilizzando sono sull'hard disk e non nella memoria volatile.

La problematica potrebbe chiaramente risolversi aggiungendo un modulo RAM extra nel proprio computer o, in maniera ancora più semplice, chiudendo i programmi non impiegati.
Se desiderate controllare le dimensioni del vostro pagefile, potete cercare "impostazioni di sistema avanzate", cliccare poi su "Avanzate" e andare nei settaggi del box relativo alle prestazioni; da qui, infine, basta andare nella scheda "Avanzate" e cliccare su "Cambia". Dalla schermata che si apre è possibile decidere quanto grande deve essere il pagefile, si può scegliere di disattivarlo del tutto o di lasciare che le sue dimensioni siano gestite direttamente dal sistema operativo.

Abilitare o disabilitare?

In merito al pagefile esistono diverse scuole di pensiero: alcune persone raccomandano di renderlo il più grande possibile ed altre invece suggeriscono la soluzione diametralmente opposta, e cioè quella di disabilitare completamente la feature.
La questione è che Windows gestisce il pagefile in modo inefficiente nella maggior parte dei casi, e quindi se si disabilita e si possiede parecchia RAM installata, allora si forza il sistema operativo a tenere tutto nella memoria ad accesso casuale. In realtà, però, se la capacità a disposizione è elevata, allora il pagefile difficilmente verrà toccato; di conseguenza, renderlo inattivo o meno non porta a nessuna differenza tangibile.
L'esatto contrario succede invece quando la RAM sotto la scocca è poca e la gestione tramite pagefile viene disattivata dall'utente. In queste circostanze è facile che le applicazioni comincino ad andare incontro ad inevitabili crash, perché non c'è memoria virtuale in cui Windows può allocare i dati quando la RAM termina. Il sistema diviene quindi generalmente instabile e poco utilizzabile. Il danno del tenere disabilitato il pagefile non è però solo questo, poiché ci sono delle applicazioni che senza di esso non si avviano nemmeno. Ci riferiamo ovviamente alle macchine virtuali, che impiegano un meccanismo simile a quello sfruttato dal pagefile per tenere in memoria le informazioni necessarie. In scenari di questa tipologia, quindi, tenere il pagefile disabilitato può portare intoppi anche se la RAM a disposizione è molta.

Questione di dimensioni

Dovrebbe a questo punto esser chiaro che il pagefile è di fondamentale importanza per il sistema operativo, anche se non dovesse mai essere realmente impiegato. Di default, Windows sceglie in autonomia quanto grande esso deve essere, ma alcuni utenti suggeriscono che la dimensione ottimale sia tra il 50% e il 100% più grande della capacità della RAM. Questa pratica però rende inutilmente grande il pagefile, che accumula grandi quantità di dati, rallentando il sistema in maniera vistosa.
Un approccio più moderno e più intelligente prevede invece di analizzare il proprio comportamento e tenere traccia della massima capienza della RAM che solitamente utilizziamo, aprendo il task manager quando ci si rende conto di avere tante applicazioni aperte; dopodiché, basta fare la differenza fra questo valore e la capacità dei propri moduli RAM. Registrato tale risultato, è possibile utilizzarlo come la minima dimensione del pagefile; la sua estensione massima, invece, dovrebbe essere di 1 GB più grande della minima appena impostata. In questo modo, dovremmo essere sicuri che il pagefile è delle dimensioni ottimali. Per esempio, se abbiamo a disposizione 8 GB di memoria RAM e, in uno scenario particolarmente denso di applicazioni, notiamo che la capacità effettivamente utilizzata è pari a 10 GB, allora il minimo da assegnare al pagefile è 2 GB, mentre il massimo sarà 3 GB.

Windows 10 Il pagefile è un componente essenziale dei sistemi operativi. Per questo motivo, anche se avete tanta RAM non dovrebbe essere disabilitato, in quanto può portare il sistema ad essere instabile in determinate circostanze. Il nostro consiglio è comunque quello di non preoccuparsi troppo delle sue dimensioni, e di lasciare che Windows decida per voi, in quanto è in grado di impostare una grandezza adeguata in autonomia. Questo modo di operare è quello attivo di default, quindi non dovreste nemmeno preoccuparvi per renderlo operativo. Il pagefile non rallenta un computer con memoria sufficiente e, se notate che troppe applicazioni aperte vengono spostate sull’hard disk, allora è il caso di valutare un aumento della RAM a propria disposizione, considerato che i prezzi sono scesi parecchio negli ultimi anni.