Windows: la storia dell'OS Microsoft dagli albori a Windows 11

Con l'arrivo di Windows 11 prosegue l'arco narrativo del Sistema Operativo che ha segnato un'era e più generazioni. Ripercorriamola insieme.

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Quasi 40 anni e non sentirli. Microsoft ha da poco lanciato la nuova versione della sua creatura più popolare di sempre. Windows 11 è solo la punta dell'iceberg di quello che per molti rappresenta il simbolo più fulgido del mondo dell'informatica alla portata di tutti, che ha segnato la vita di più generazioni e che ha portato i PC nelle case di tutto il mondo. Una storia lunga e complessa, per un'azienda dall'enorme potere economico che si è caricata sulle spalle il peso di un rivoluzione che avrebbe avuto una portata storica. Senza Windows, oggi probabilmente l'informatica non sarebbe la stessa, con il suo linguaggio comunicativo e ormai divenuto universale attraverso le finestre, le icone e il menù Start. Senza ulteriore indugio, partiamo per il nostro viaggio nella storia del Sistema Operativo Microsoft, ripercorrendo insieme le principali tappe di questo affascinante arco narrativo su Bill Gates e sulla sua creatura.

Dal testo all'immagine

Il 10 novembre 1983 è da tempo una data simbolo nel mondo dell'informatica, passata alla storia come il giorno della prima presentazione del nuovo sistema operativo di Microsoft, dal nome Windows. Ci vollero ben due anni per fare in modo che gli utenti potessero finalmente avere tra le mani un sistema operativo rivoluzionario. Fino a quel momento far girare i computer era solo una questione di testo, tastiere e infiniti comandi scritti: DOS era il simbolo imperituro di un mondo fatto di schermi neri, scritte bianche e tanti comandi da conoscere e imparare.

Si dialogava con la macchina a suon di parole ben precise e molto difficili da ricordare. Windows 1.0 è stato lanciato nel novembre del 1985, a due anni da quel mirabolante annuncio, portando con se per la prima volta una rudimentale quanto rivoluzionaria interfaccia grafica: sullo schermo erano presenti degli elementi grafici, c'era un puntatore e un mouse permetteva di interagire con essi grazie a semplici click. Venivano aperte così delle finestre e l'interazione non era più solo questione di parole e comandi scritti ma diventava diretta, rapida e, soprattutto, facile.

Computer per tutti

L'idea di Gates era quella di portare la tecnologia nelle case di tutti, di renderla semplice e accessibile e quindi di permettere anche a chi non aveva rudimenti informatici di svolgere le operazioni che desiderava. Calendario, Orologio, Blocco Note, Paint, Windows Write: gli elementi che ancora oggi sono presenti nei sistemi di casa Microsoft erano già realtà, a portata di mano, facilmente utilizzabili.

C'erano i menù a tendina con cui ridurre le varie finestre, mentre le icone, arrivate grazie alle lezione impartita da Apple, fecero il loro ingresso solo nel 1987, con la versione 2.0 di Windows. Incredibile oggi vedere in che modo questi piccoli e semplici concetti si siano evoluti, quanto quelle idee così semplici e geniali abbiano fatto da base per i sistemi operativi del futuro. Era la tecnologia che si apriva all'utente, che capiva di non essere solo un lusso per pochi ma un bene per tutti. I prezzi concorrenziali e la filosofia di Gates fecero il resto: gli anni '90 segnarono il successo e la definitiva ascesa di Windows.

I Personal Computer

Windows 3.0 e il successivo 3.1 furono rilasciati tra il 1990 e il 1992: la tecnologia cominciava a diventare un affare per famiglie, i computer erano diventati "personal" e i PC iniziavano a essere sempre più presenti nelle case di tutti. Queste due build dell'OS di Microsoft arrivarono a vendere oltre 10 milioni di copie, trasformando Windows nel sistema più diffuso al mondo, molto più a portata di portafoglio dei prodotti della concorrenza.

Il sistema operativo veniva venduto in voluminose scatole di cartone con all'interno un manuale di istruzioni e floppy disc. Dopo NT, che aveva dato il via alla rivoluzione grafica che avrebbe fatto da base a tutti i sistemi successivi, arrivò Windows 95, capace di vendere 7 milioni di copie in sole cinque settimane. Arrivarono per la prima volta il supporto a internet e le funzionalità di Plug and Play, ma anche l'immortale Start Menu, la barra delle applicazioni e gli iconici comandi riduci a icona, ingrandisci e chiudi in alto a destra. Il terreno era stato sapientemente preparato per l'uscita di uno dei più duraturi prodotti Microsoft.

L'apice: Windows 98

Più che per le sue rivoluzioni era il paradigma di fondo a essere cambiato. La versione 98 era la prima a essere esplicitamente pensata e concepita per gli utenti consumer. C'era il supporto per la lettura dei DVD e per i dispositivi USB, l'interfaccia era smussata da molte asperità e imperfezioni, l'interazione era più semplice, rapida e veloce. Microsoft era diventato un colosso da miliardi di dollari e Windows il suo fiore all'occhiello. Il sistema si diffuse a macchia d'olio ovunque: aziende e famiglie iniziarono a utilizzarlo e a riconoscerne i simboli. In tanti cominciarono a utilizzare un PC grazie alla sua semplicità, alla sua accessibilità e alla sua diffusione.

Erano passati 15 anni dalla nascita ufficiale di Windows e niente avrebbe potuto scalfire il suo monopolio, che dura ancora oggi dal momento che Microsoft è l'azienda che vale di più al Mondo. La concorrenza esisteva ed era forte, ma non poteva raggiungere i numeri di diffusione che Microsoft era riuscita a garantirsi. Numeri che rimasero piuttosto alti nonostante i primi e sonori passi falsi della sua corsa inarrestabile: Windows Millennium Edition e Windows 2000, infatti, furono due sonori buchi nell'acqua, afflitti da problemi, bug e requisiti troppo pesanti per poter garantire l'esperienza utente utente cui le versioni precedenti avevano abituato.

Il più amato: XP

La lezione e le critiche servirono a Microsoft per rivedere buona parte delle sue strategie e per dare vita a quello che forse, ancora oggi, è il sistema operativo più apprezzato della sua storia. Lanciato nel 2001, Windows XP smussò in maniera netta le precedenti asperità grafiche, si fece più colorato e multimediale, graficamente più morbido, più facile da gestire e molto più guidato. I computer non erano più solo strumenti da lavoro, ma servivano dichiaratamente per navigare in internet, ascoltare musica, giocare, guardare foto e video, con suite multimediali sviluppate a puntino e un'interfaccia grafica passata ormai alla storia.

I computer erano ormai oggetti comuni e Windows XP non fece altro che assecondare questa tendenza, aprendosi all'utente e rendendosi quanto mai accogliente e facile da usare. Un sistema bello da vedere, liberamente personalizzabile dal punto di vista estetico, talmente amato da avere una vita lunga e duratura. Basti pensare che dopo 20 anni qualcuno ancora usa Windows XP, la creatura forse più longeva di tutta la storia di Microsoft. Iconici quanto il sistema sono stati i tre enormi Service Pack rilasciati nel corso degli anni: aggiornamenti corposi e giganteschi che ne migliorarono, anno dopo anno, prestazioni e sicurezza.

Il più odiato: Vista

Con un successo così imponente e un apprezzamento così diffuso gli utenti si erano largamente abituati a XP, avevano iniziato ad amarlo e non se ne sarebbero voluti staccare mai. Con questi presupposti, nel 2007, Windows Vista fu un duro colpo per tutti. Era graficamente avanzato e bellissimo, molto più elegante di XP, ma richiedeva un dispendio di energie nettamente maggiore, macchine ben più costose e potenti ed era afflitto da bug e farraginose procedure che lo resero subito uno dei Windows più odiati.

Con un'ossessione maniacale e incomprensibile per la sicurezza, Vista imbrigliava l'utente in continue e pesanti richieste di autorizzazione: bisognava rispondere Sì o No anche per eseguire le operazioni più semplici. Un flop che portò Microsoft a rimettere in vendita il vecchio XP estendendone il supporto fino all'aprile del 2014. Per la prima volta il vecchio più sicuro, semplice e affidabile fu preferito al nuovo, spingendo Microsoft a rivedere i suoi piani e a provare a riportarsi dalla parte degli utenti delusi.

L'ultimo baluardo: Windows 7

L'azienda era consapevole che il mondo stava cambiando, che i gusti degli utenti si evolvevano di pari passo e che non ci sarebbe stato mai più un sistema amato e diffuso come XP, almeno sulla carta. Infatti, anche Windows 7 ha rappresentato un sistema stabile, sicuro e apprezzato, oltre che discretamente longevo: sulla falsariga di XP, ha avuto un supporto lungo e costante, terminato nel gennaio del 2020. Il sistema è l'ultimo vero esponente della Microsoft del passato, l'ultimo realmente legato al mondo PC, l'ultimo derivato dai precedenti, l'ultimo tra i più amati e apprezzati, l'ultimo tra i più venduti.

Da quel momento in poi, infatti, l'azienda decise di cambiare strategia, di distaccarsi dal solo mondo PC e di aprirsi al sempre più diffuso impero dei device portatili. L'esempio e il successo di Apple erano lampanti e Windows non poteva più limitarsi al solo mondo domestico, ma doveva diventare un sistema capace di diffondersi in quanti più dispositivi possibili. Una scelta coraggiosa e importante, una missione quasi impossibile da realizzare.

Una nuova strada

Windows 8 rappresenta più di tutti la nuova filosofia di Microsoft, che iniziò nel 2012 il suo grande cambiamento. La scommessa era ardita: i tablet e i dispositivi touch erano sempre più diffusi e il sistema operativo del futuro doveva adattarsi anche a queste nuova realtà. Microsoft lanciò dispositivi e strinse collaborazioni con aziende che producevano computer portatili con schermo touch, capaci di trasformarsi in poche mosse in computer o tablet a seconda delle esigenze.

La nuova interfaccia venne chiamata Metro, era radicalmente diversa dal passato, eliminando persino il tradizionale Start Menu, ed era concettualmente costruita attorno a una serie di riquadri più o meno grandi con programmi e applicazioni immediatamente accessibili, detti Tile. In questo periodo venne anche lanciato e integrato il Microsoft Store, con applicazioni sia per PC che dispositivi mobili e il desktop passò per un po' in secondo piano. Una scelta radicale che raccolse il malcontento di molti e che, vista anche la successiva contrazione del mercato tablet, portò Microsoft a tornare sui suoi passi e a rilasciare gratuitamente Windows 8.1, più attento ai PC tradizionali e con il gradito ritorno dell'iconico menù Start.

Presente e futuro

Il resto è storia recente, fatta di nuove versioni rilasciate gratuitamente e di un mercato PC offuscato nelle preferenze da smartphone e dispositivi portatili. Eppure, grazie a costanti aggiornamenti e una maggiore attenzione alla sicurezza e alle richieste degli utenti, Windows 10 e l'ultimo arrivato 11 hanno riscosso un discreto apprezzamento, figli di una filosofia nuova e perfettamente al passo coi tempi.

Messi da parte i voli pindarici di un sistema perfetto per tutti i dispositivi, si è deciso di tornare alle basi, di assecondare le tendenze del momento, di tornare ancora una volta a un sistema facile e alla portata di tutti, con una piattaforma in continuo aggiornamento per avvicinarsi quanto più possibile alle tendenze del mercato e alle preferenze delle persone. Oggi ci sono i widget, il centro notifiche, le trasparenze grafiche, i nuovi suoni. Microsoft è un'azienda enorme, legata a un passato glorioso e irripetibile ma capace di resistere con forza ai segni del tempo, agli insuccessi e ai mercati che cambiano e si trasformano. Windows 11 è appena arrivato ma siamo sicuri che la sua storia è tutta da scrivere, così come quella di Microsoft. Del resto, le finestre da aprire nel Mondo sono ancora tante.