Xiaomi Redmi Note 7 in Italia a 180 euro: possiamo parlare di rivoluzione?

Xiaomi Redmi Note 7 arriva in Italia a un prezzo piuttosto aggressivo: ma è veramente il dispositivo rivoluzionario descritto da alcuni?

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Xiaomi ha calato il suo personalissimo poker. Dopo PocoPhone F1, Mi 8 Pro e Mi 9, la società cinese ha presentato - con un apposito evento in quel di Milano - le varianti italiane del suo nuovo smartphone Redmi Note 7, che ha già stupito la critica e il pubblico per via del prezzo di lancio piuttosto aggressivo: 179,90 euro per il modello da 3/32GB e 199,90 euro per quello da 4/64GB.
La prima variante arriverà in Italia il 21 marzo in esclusiva sul sito Xiaomi, nei Mi Store e su Amazon, mentre la seconda approderà sul mercato il prossimo 15 marzo sul sito Xiaomi, nei Mi Store e nelle grandi catene di elettronica (MediaWorld, Unieuro, Trony, Expert ed Euronics). Lo smartphone con SoC Snapdragon 660 e fotocamera posteriore con sensore principale da 48MP ha subito catturato l'attenzione di tutti, siamo però sicuri che sia veramente un passo in avanti così consistente? Proviamo ad analizzare la situazione.

Caratteristiche tecniche

Prima di inoltrarci nella discussione in tal senso, facciamo un ripasso delle caratteristiche tecniche del nuovo smartphone di Xiaomi. Redmi Note 7 monta un processore octa-core Qualcomm Snapdragon 660 (4 x Kryo 260 2,2 GHz + 4 x Kryo 260 1,84 GHz), affiancato da una GPU Adreno 512, 3/4GB di RAM e 32/64GB di memoria interna (espandibile tramite microSD fino a 256GB). Una configurazione sicuramente di ottimo calibro per la fascia di prezzo, che può chiaramente fornire buone prestazioni sia in ambito quotidiano che lato gaming. Il display si fregia di un pannello IPS LCD da 6,3 pollici con risoluzione Full HD+ (2340 x 1080 pixel) e notch "a goccia" presente in alto, mentre la batteria è da 4000 mAh.
Quest'ultima è una vera manna dal cielo lato autonomia e in molti affermano che raggiunga i due giorni senza grossi problemi. Non mancano ovviamente tutte le connettività del caso, dal Wi-Fi 802.11 a/b/g/n/ac al Bluetooth 5.0 passando per il jack audio da 3,5 mm per le cuffie e la porta USB Type-C. Peccato solamente per l'assenza dell'NFC.

Una delle caratteristiche su cui la società cinese ha puntato di più è il comparto fotografico, che dispone di una dual camera posteriore con sensore principale da ben 48MP (f/1.8) + 5MP (f/2.4), mentre la fotocamera anteriore è da 13MP (f/2.0). In questo campo non si può veramente dire nulla a Xiaomi, dei sensori di questo tipo non si erano mai visti su uno smartphone venduto a questo prezzo.
Il sistema operativo è Android 9 Pie con personalizzazione MIUI 10. I materiali sono i "soliti noti": profilo in metallo e vetro sul retro. Insomma, a livello di caratteristiche tecniche tutto è al proprio posto e Xiaomi Redmi Note 7 è uno smartphone che fa impallidire la concorrenza in questa fascia di prezzo. Dunque dov'è il problema? Sempre che ce ne sia uno...

Non esistevano già dei dispositivi simili?

In un mercato in cui gli utenti sono sempre meno disposti a pagare grandi somme per portarsi a casa uno smartphone, Xiaomi sta facendo esattamente quello che l'utenza chiede a gran voce: realizzare dispositivi con tutte le funzionalità di cui il cliente medio ha bisogno e immetterli sul mercato al prezzo più basso possibile, anche attraverso i nuovi sub-brand (pensiamo anche a PocoPhone). In particolare, questo Note 7 è il primo smartphone lanciato direttamente da Redmi e quindi in realtà la scritta "Xiaomi" posta prima di esso non sarebbe del tutto corretta. Questa trovata del sub-brand è geniale: dà la sensazione che la società cinese si stia rinnovando ogni volta e che stia alzando l'asticella, ma è veramente così?
Non fraintendeteci, Xiaomi Redmi Note 7 è uno smartphone assolutamente valido, come abbiamo già accennato in precedenza. Tuttavia, non è il gigantesco passo in avanti che alcuni stanno descrivendo. La direzione intrapresa dalla società cinese è chiara: cercare di prendere tutto il meglio da sé stessa, e dalla concorrenza, e portarlo in un unico dispositivo venduto a un costo aggressivo. Ma quali sono le reali novità rispetto alle precedenti iterazioni? La batteria da 4000 mAh l'avevano già implementata nel Mi A2 Lite e nel Redmi Note 6 Pro (che si trovano a prezzi inferiori ai 200 euro), mentre la quantità di RAM è ormai comune: 3/4GB.

Cos'ha dunque Redmi Note 7 di così speciale? Il processore? Non proprio, è montato anche da Xiaomi Mi 8 Lite, che si trova attorno ai 200 euro. Insomma, le uniche caratteristiche che spiccano rispetto alla massa sono la fotocamera e il prezzo di lancio, inferiore di 20 euro rispetto a quello di Mi 8 Lite. Ma l'utente medio ha veramente così tanto bisogno di una fotocamera di questo tipo? Probabilmente no. Se aggiungiamo il mancato supporto ai contenuti in HD dei servizi in streaming (cosa purtroppo comune a diversi smartphone della società cinese) e il sistema delle notifiche (che compaiono come icona in alto a sinistra e scompaiono dopo poco, non esattamente molto comode), possiamo comprendere che in realtà Redmi Note 7 è "solamente" un buon smartphone, forse il migliore della fascia sotto i 200 euro, ma non è il dispositivo definitivo e rivoluzionario dipinto da alcuni.
Non abbiamo avvertito la stessa sensazione che abbiamo provato con PocoPhone F1, quando Xiaomi era riuscita veramente a portare delle prestazioni di fascia alta a un prezzo molto più basso del solito e il salto si avvertiva molto di più. Nonostante tutto, siamo consapevoli del fatto che la società cinese non possa rivoluzionare il mercato ogni volta e forse siamo stati abituati fin troppo bene in tal senso. Voi che ne pensate? Fatecelo sapere nei commenti!