"Internet quantistico" più vicino: un nuovo protocollo di classificazione dei dati

'Internet quantistico' più vicino: un nuovo protocollo di classificazione dei dati
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L'"internet quantistico" è un concetto che può risultare fumoso per alcuni di noi (soprattutto ora che si aggiunge l'aggettivo quantistico a tutto) ma rappresenta una tecnologia di comunicazione basata sulla meccanica quantistica che promette applicazioni mai viste prima, come le comunicazioni incondizionatamente sicure.

Il concetto alla base è relativamente semplice: computer quantistici (che secondo la Legge di Neven sono sempre più vicini) concepiti come nodi di una rete di dispositivi quantistici, dove le connessioni verrebbero stabilite attraverso canali quantistici e i dati sarebbero sistemi quantistici che scorrono attraverso la rete: la base di un futuro "internet quantistico". La progettazione di tali tecnologie portano sempre nuove sfide, teoriche e pratiche, che rappresentano il motore che muove il nostro avanzamento tecnologico e teorico. Problemi come lo stabilire protocolli di trattamento delle informazioni automatizzati per lavorare con i dati quantistici.

I ricercatori della Quantum Phenomena and Information Unit dell'UAB Department of Physics, in particolare, hanno affrontato il problema dello smistamento dei dati in una rete di sistemi quantistici. I ricercatori hanno cioè messo a punto una procedura in grado di identificare gruppi di sistemi quantistici preparati in modo identico. Lo scopo era quindi quello di raggruppare dati a seconda che condividano o meno una distribuzione di probabilità sottostante comune. Il problema è simile a quello di un computer classico che deve discernere l'origine di suoni diversi catturati da un microfono posto, ad esempio, sulla strada. Il computer è in grado di identificare una conversazione tra due persone, il traffico oppure un musicista di strada. Ma ovviamente identificare pattern nei dati quantistici è molto più impegnativo, poiché anche solo una semplice osservazione fornisce solo informazioni parziali e degrada irrimediabilmente i dati nel processo.

Questa proposta rappresenta un passo avanti verso le reti di informazione quantistica e ci mostra cosa, in teoria, è fisicamente possibile nel campo della classificazione e distribuzione automatica dell'informazione quantistica. I fisici dell'UAB hanno anche potuto confrontare le prestazioni dei protocolli classici e quantistici dove sembra che il nuovo protocollo superi di gran lunga le strategie classiche, in particolare per i dati di grandi dimensioni. D'altronde questa è quasi una costante quando si paragonano sistemi classici e sistemi quantistici!

FONTE: Phys.org
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