11 settembre: il giorno che diciannove anni fa cambiò una generazione

11 settembre: il giorno che diciannove anni fa cambiò una generazione
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Non un argomento prettamente scientifico o tecnologico, ma pur sempre di un impatto importante e che ci sentiamo in dovere di ricordare anche a distanza di quasi un ventennio. L’attacco terroristico alle Torri Gemelle ha lasciato una cicatrice profonda nella società ed ancora oggi se ne assaporano gli effetti.

Per un totale di sette edifici, il World Trade Center, era il centro finanziario e il cuore pulsante di una città frenetica come New York. Iniziato nel 1964 e completato poi nove anni dopo, il complesso è stato per alcuni anni detentore di svariati record, come gli edifici più alti del mondo. Durante i suoi primi anni di vita il WTC non godette di una vita facile: fu criticato e preso di mira da architetti, attivisti e sociologi. Secondo i più avversi, gli spazi vitali degli uffici – comprese le finestre di ridotte dimensioni – non erano adatti ad una vita lavorativa decente e rischiavano di compromettere il benessere degli impiegati. Inoltre, molti erano contrari all’aspetto da “enorme schedario” che le Torri assunsero una volta completate. Diverse cause furono portate davanti alle corti statunitensi ma, come possiamo immaginare, alla fine il WTC ebbe la meglio. Da allora diventarono pian piano il simbolo per eccellenza di Manhattan, fin a quando – l’11 settembre 2001 – il volto della città cambio per sempre, e con esso il resto del mondo.

Alle ore 8:46 uno dei quattro aerei di linea americani - dirottati da un gruppo terroristico aderente ad Al-Qaida – si schiantò contro la Torre Nord, seguito poco dopo (alle ore 9:03) dal secondo aereo dirottato, schiantandosi sulla Torre Sud. I velivoli presi con la forza dai terroristi furono quattro: i due diretti al WTC e due con obiettivi differenti, il Pentagono e il Campidoglio di Washington D.C. Solo l’ultimo volo non riuscì nella sua impresa, grazie alla rivolta dei passeggeri che riuscirono a far perdere il controllo del mezzo ai terroristi e precipitando in un campo aperto in Pennsylvania. Dopo circa un'ora e mezza gli edifici da 110 piani crollarono per colpa dell'impossibile calore sviluppatosi nei punti nevralgici della struttura. Alla fine dell’attacco coordinato si contarono circa 2977 morti, e oltre 6000 feriti.

Son ormai passati quasi vent’anni da quel martedì così funesto, eppure quasi tutte le persone che videro quelle immagini (sia dal vivo, sia dalla TV), ancora oggi riescono a ricordare con esattezza cosa stessero facendo e cosa avessero provato. Questo ci indica chiaramente come le generazioni di allora – veterane e nasciture – furono pesantemente “sconvolte” da un giorno che avrebbe cambiato per sempre l’asse economico, politico e sociale dell’intero pianeta.

Di eventi catastrofici, attentanti e calamità ve ne sono stati moltissimi nel corso dei decenni, eppure quello che ricordiamo con più chiarezza è senz’altro l’attacco dell’11 settembre. Come mai? Rispondere ad una domanda così banale potrebbe dimostrarsi estremamente complicato, invischiandoci in discorsi politici e “faziosi” che son ben lontani dalle nostre intenzioni. Un pensiero però ci è chiaro: in quegli anni gli USA erano tra le nazioni più potenti del mondo – se non la più potente (o quanto meno quella che vendeva meglio il suo status dominante) - ma all’improvviso, in una normalissima giornata di fine estate, il cuore pulsante e vivido di quella nazione venne colpito e dilaniato da un attacco terroristico. A quel punto il resto del mondo non poté che immaginare di essere in pericolo: se uno deli stati più potenti era sott’attacco, chiunque altro poteva essere preso di mira. La paura segnò quel giorno e gli anni a venire.

Le motivazioni per come ciò fu possibile son state rese note dopo molte indagini e commissioni di inchiesta, ma non ci interessa ora alimentare la fiamma della diatriba (e dei complotti) del perché sia andata come è andata. Ciò che abbiamo detto poc’anzi ci sembra invece una giusta opinione per portar rispetto al lato umano della vicenda.

Portare in questa sede disquisizioni inutili sarebbe irrispettoso per le migliaia di famiglie che ancora oggi soffrono la perdita dei loro cari. È un ricordo dell’accaduto, per rendere omaggio agli innocenti e soprattutto ai tanti che si son sacrificati anche per salvare una persona in più. Se vi interessa sapere di più su come gli eventi abbiano preso piede, ma non avete voglia o tempo di recuperarvi le documentazioni ufficiali, la serie The Looming Tower di cui vi abbiamo già parlato, ne fa un ottimo sunto realistico.

A rendere omaggio ai caduti dell'attacco c'è stata anche Insomniac, con un commovente easter egg in Marvel's Spider-Man del 2018.

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