14 maggio del 1948: viene proclamato lo Stato di Israele

14 maggio del 1948: viene proclamato lo Stato di Israele
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Stesso giorno, stesso mese, ma del 1948 quando il presidente dell'agenzia ebraica David Ben-Gurion, a Tel Aviv, proclama lo Stato di Israele e stabilisce a tutti gli effetti il primo stato ebraico dopo duemila anni. Sarà ovviamente lui stesso a diventare primo premier israeliano.

La mattina di quel giorno, dopo il ritiro dell'esercito britannico, la battaglia era ancora viva, fu alla sera che l'Egitto lanciò un attacco aereo contro Israele. Nonostante il conflitto sembrava sull'orlo del fallimento per gli ebrei, questi festeggiarono per la creazione del loro Stato e fu proprio a mezzanotte che entrò in vigore, riconosciuto d'altronde anche dagli Stati Uniti.

Scopriamo qualcosa di più su questo conflitto. Anni a dietro, quando lo Stato israeliano non era che un movimento sionista fondato dagli ebrei dell'Impero russo, vide Theodor Herzl come leader. Esso, dopo aver convocato il primo congresso Sionista, designò la Palestina come luogo più desiderabile per la prosperità di quello che venne chiamato "Stato ebraico".

Secondo Herzl, così come è possibile trovare nel suo opuscolo politico intitolato "lo Stato ebraico", l'istituzione di questo avrebbe protetto gli ebrei dall'antisemitismo. Fu lui stesso a fare una petizione richiedendo al governo ottomano di far prosperare il suo stato in Palestina, casa originaria degli ebrei.

Dopo il fallimento della petizione, e dopo la fallita rivoluzione russa del 1905, molti degli ebrei russi migrarono in Palestina, iniziavano così a crearsi nuclei più consistenti e numerosi. Dopo la prima guerra mondiale che causò la caduta dell'Impero Ottomano, la Palestina venne conquistata dalla Gran Bretagna.

La "Dichiarazione Balfour", emessa dalla Gran Bretagna nel 1917 per chiarire la spartizione dell'Impero Ottomano, fu fortemente protestata dalle politiche interne in quanto in esso era esplicita l'intenzione di stabilire una patria ebraica in Palestina.

A causa dell'Olocausto, mentre arabi ed ebrei combattevano tra loro e l'Impero britannico cercava di limitare l'immigrazione ebraica per placare la rabbia degli arabi, gli ebrei in Europa entravano illegalmente in Palestina. I malumori portarono persino gli ebrei ad agire per vie terroristiche contro la Gran Bretagna, accusandola di aver tradito e abbandonato la causa sionista.

Fu alla fine della seconda guerra mondiale, di cui 3 scoperte hanno cambiato il mondo moderno, che gli Stati Uniti si interessarono alla faccenda. La situazione in Palestina era d'altronde troppo tesa e per questo la Gran Bretagna scelse che fossero le Nazioni Unite a sbrigare la faccenda. Nel 1947 votarono per la spartizione della Palestina.

Gli ebrei avrebbero dovuto possedere oltre metà della Palestina aldilà del fatto che fossero numericamente minori rispetto alle popolazioni palestinesi. Chiaramente non contenti della decisione, gli ebrei, insieme all'aiuto di altri paesi quali Egitto, Siria, Transgiordania, Iraq e Libano, aprirono il fuoco contro le forze sioniste. Questo non fu abbastanza perché già il 14 maggio 1948, gli ebrei avevano il controllo totale della loro fetta di Palestina.

Lo stesso giorno, la Gran Bretagna si ritirò e venne proclamato lo Stato di Israele. L'assalto dei paesi alleati degli arabi iniziò il 15 maggio. Nonostante gli israeliani fossero meno equipaggiati, riuscirono a respingere gli arabi e pure a prendere il controllo di alcune zone strategiche, come la Galilea, la costa palestinese, su cui di recente una perdita di petrolio ha ricoperto chilometri di costa di catrame, e una striscia di territorio che collegava alla parte occidentale di Gerusalemme.

Un anno dopo fu ordinato dall'ONU di cessare il fuoco, lasciando ad Israele il controllo del territorio conquistato. La migrazione palestinese, durante la guerra, inoltre, stabilì una maggioranza di ebrei in Palestina.

FONTE: history
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