Nel 1960 gli USA volevano bombardare l'Alaska per un motivo assurdo: ecco quale

Nel 1960 gli USA volevano bombardare l'Alaska per un motivo assurdo: ecco quale
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Negli anni '60 le armi nucleari erano mal viste dall'opinione pubblica. Così gli Stati Uniti, per cercare di calmare l'opinione pubblica mondiale e renderla favorevole allo sviluppo e ai test di armi nucleari, decise di bombardare l'Alaska. É tutto vero e stiamo parlando dell'Operazione Ploughshare, supportata anche da alcuni scienziati.

L'idea dietro il progetto era quella di utilizzare armi nucleari per la creazione di un porto nella regione di Cape Thompson, in Alaska. L'obiettivo era quello di utilizzare una testata atomica da 2,4 megatoni per scavare con "facilità". C'era, tuttavia, un problema: nella vicina Point Hope vivevano delle persone che, senza alcun dubbio, non avrebbero mai accettato di buon luogo questa (folle) idea.

Per diversi anni dalla creazione dell'idea, infatti, il governo degli Stati Uniti non disse semplicemente nulla agli abitanti e, quando lo scoprirono, si crearono subito delle proteste. Con la crescente pressione della gente del luogo e degli scienziati, che consideravano l'idea incredibilmente stupida, il governo degli Stati Uniti sospese il progetto.

Il motivo era semplice: il bombardamento poteva provocare una contaminazione nucleare imprevedibile ed era difficile affermare se l'atomica avesse potuto creare o no lo scavo desiderato. Dal canto loro, i funzionari del governo affermarono con certezza che non ci sarebbe stato alcun pericolo, sia per quanto riguarda la pesca che per le persone del luogo; anche se nei luoghi in cui vennero effettuati i test atomici i livelli di radiazione sono più alti di Chernobyl e Fukushima.

Fortunatamente per tutti, alla fine, l'Operazione Ploughshare venne sospesa. Di idee discutibili, gli Stati Uniti ne hanno avute a bizzeffe, come quando cercarono di spiare l'Unione Sovietica con dei gatti.

FONTE: iflscience
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