2 milioni di anni fa il cambiamento climatico modificò l'evoluzione di questi ominidi

2 milioni di anni fa il cambiamento climatico modificò l'evoluzione di questi ominidi
di

Il Paranthropus robustus è un ominide che visse tra 2 e 1.2 milioni di anni fa nel Sud Africa. Scoperto per la prima volta nel 1938, dei recenti studi condotti nella cava di Drimolen, Sud-Africa, hanno dimostrato che questo nostro antenato si sia evoluto più velocemente di quanto immaginato per via del cambiamento climatico.

Nello scorso secolo si pensava che l'anatomia di questa specie differisse in base al sesso: gli esemplari femminili trovati presentavano un corpo più piccolo rispetto ai loro contemporanei maschili. Tuttavia, con il subentrare del XXI secolo, gli studi hanno dimostrato che, in realtà, siano avvenute delle mutazioni, nel corso dell'era in cui questi ominidi vissero, proprio a causa dei repentini cambiamenti climatici.

Questa scoperta, dimostrata recentemente nella rivista scientifica "Nature Ecology and Evolution", non è una novità assoluta nel mondo della paleoantropologia. Molte specie di ominidi, prima ancora che comparissero i primi Homo, si dovettero adattare al clima nel corso dei milioni di anni in cui vagarono per il pianeta e, come dimostrato in altri studi, il cambiamento climatico talvolta era talmente drastico da portare alla completa estinzione di una specie, come nel caso degli Australopitecus.

Lo stress creato dal drastico cambiamento dell'ambiente avrà sicuramente influenzato anche gli Paranthropus robustus e la loro evoluzione.

Lo studio pubblicato quest'anno sostiene che questa specie si possa dividere in due grandi gruppi, basandosi sui resti trovati sia nel sito di Drimolen sia quelli riportati alla luce nella vicina Swartkrans, sempre nel Sud-Africa.

  • I reperti trovati a Drimolen rappresenterebbero una fase iniziale nell'evoluzione
  • I reperti trovati a Swartkrans rappresenterebbero, invece, l'ultima fase evolutiva

"E' molto importante documentare i cambiamenti su una linea, cosicché ci si possa focalizzare su domande molto precise riguardo le cause dei processi evolutivi" ha affermato Angeline Lecce, co-autore dello studio pubblicato in "Nature Ecology and Evolution".

Ma come fanno i ricercatori a sapere che nel Sud-Africa ci sia stato un cambiamento talmente drastico da condizionare l'evoluzione di una specie milionaria? Dai fossili degli animali.

Sembra che alcuni mammiferi tipici della zona, contemporanei ai Paranthropus robustus e associati ad un ambiente boschivo, si siano estinti e abbiano lasciato posto ad esemplari che si adattarono più facilmente ad un clima arido e un paesaggio aperto.

A conclusione dello studio, si suppone che 2 milioni di anni fa, nel Sud Africa, ci fu probabilmente un vero e proprio fenomeno di desertificazione, simile a quello che viviamo oggi. Conoscendo la velocità con cui questo possa procedere, risulta naturale pensare che gli ominidi sia siano ritrovati in una situazione la cui sopravvivenza risultava difficile.

In soli 200 mila anni, il sistema digestivo e cerebrale dei Paranthropus robustus di Drimolen si sono evoluti in quelli degli ominidi di Swartkrans, più robusti e resistenti.

E' curioso notare come gli Homo Erectus, una specie che, secondo le ipotesi più accreditate, cominciò a convivere con i Paranthropus robustus, avevano un cervello grande e dei denti piccoli, al contrario dei loro contemporanei.

Come i vari ominidi si siano divisi il territorio, specialmente durante i periodi di cambiamento climatico, non è chiaro agli studiosi, ma questa ricerca ha dato la speranza che in futuro molti quesiti riceveranno una risposta più chiara. Per adesso, possiamo meravigliarci di come lo studio approfondito ci abbia portato a conoscere così tanto dei nostri antenati.

FONTE: Sci News
Quanto è interessante?
4
2 milioni di anni fa il cambiamento climatico modificò l'evoluzione di questi ominidi