Dopo 20 anni di ricerche finalmente risolto il mistero dei quasar

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Un team di astrofisici ha finalmente risolto un mistero lungo 20 anni. Gli scienziati, infatti, si sono sempre domandati come si fossero formati i primi quasar nell'universo, ed ora, sulle pagine di Nature, sono stati pubblicati i risultati dell'importante ricerca dal nome "The Turbulent Origins of the First Quasars".

Uno dei problemi più interessanti rimasti in sospeso nel campo dell'astrofisica riguardava l'esistenza di oltre 200 quasar, alimentati da buchi neri supermassicci, nati meno di un miliardo di anni dopo il Big Bang, e su come si fossero formati così presto.

Il team di esperti, guidato dal Dr. Daniel Whalen dell'Università di Portsmouth, ha infatti scoperto che i primi quasar si sono formati in maniera del tutto naturale, in condizioni violente e turbolente di rare riserve di gas nell'universo primordiale.

"Questa scoperta è particolarmente entusiasmante perché ha ribaltato 20 anni di pensiero sull'origine dei primi buchi neri supermassicci nell'universo", ha affermato il dottor Whalen, dell'Istituto di Cosmologia e Gravitazione della città inglese.

"Nel 2003 abbiamo iniziato a trovare quasar, buchi neri supermassicci altamente luminosi e ad accrescimento attivo che sono come fari cosmici nell'universo primordiale, che esistevano meno di un miliardo di anni dopo il Big Bang. E nessuno capiva come si fossero formati in tempi così antichi", ha aggiunto.

Già alcuni anni fa, simulazioni al supercomputer avevano mostrato come i primi quasar potevano essersi formati grazie all'unione di flussi di gas rari, freddi e potenti. All'inizio, ne esistevano solo una dozzina in un volume di spazio di un miliardo di anni luce ma, alla sua nascita, il buco nero doveva essere di oltre 100.000 masse solari.

I buchi neri attuali, invece, si formano quando le stelle più massicce esauriscono il carburante e collassano, ma di solito sono dell'ordine di solo 10-100 masse solari.

Il Dr. Whalen ha quindi affermato: "Pensiamo alle stelle primordiali un po' come ai dinosauri sulla terra, erano enormi e primitive. Avevano una vita breve, vivendo solo per un quarto di milione di anni prima di diventare dei buchi neri".

"Gli attuali modelli elaborati con i supercomputer, hanno scoperto che i primordiali flussi di gas freddi e densi, in grado di far crescere un miliardo di buchi neri di massa solare in poche centinaia di milioni di anni, hanno creato le proprie stelle supermassiccie senza alcun bisogno di ambienti insoliti".

"Correnti fredde hanno poi causato turbolenze nella nube di gas che hanno impedito la formazione di stelle normali, fino a quando non è diventata così pesante da collassare catastroficamente sotto il suo stesso peso, formando così due gigantesche stelle primordiali: una di 30.000 masse solari ed un'altra di 40.000".

"Di conseguenza, le uniche nubi primordiali che potevano formare un quasar subito dopo l'alba cosmica (quando si formarono le prime stelle nell'universo) crearono anche le proprie radici massicce. Questo semplice ma bellissimo risultato non solo spiega l'origine dei primi quasar, ma anche i loro dati demografici".

Un risultato davvero affascinante.

A proposito, sapete che anche il telescopio spaziale Webb studierà i quasar.

FONTE: Nature
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