3800 anni fa un bambino venne sepolto in una giara: è nato un nuovo mistero archeologico?

3800 anni fa un bambino venne sepolto in una giara: è nato un nuovo mistero archeologico?
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Scovare reperti in ceramica è abbastanza comune nei siti archeologici israeliani e Jaffa, un'antica città di 4000 anni fa, non è mai stata un'eccezione. Tuttavia, recentemente il ritrovamento di una giara ha alzato un grande velo di mistero circa i metodi di sepoltura degli infanti nel passato. In essa, infatti, vi erano i resti di un bambino.

La città in cui questi sono stati trovati conserva una storia particolare. Oltre ad essere la zona più antica della città di Tel Aviv, per Israele Jaffa ha sempre rappresentato la rivale, da un punto di vista demografico e culturale, di Gerusalemme. Questo era possibile grazie alla vicinanza sul mare, che le permise di fiorire economicamente attraverso i frequenti commerci con i paesi del Medio Oriente e dell'Europa orientale.

Il ricco passato di Jaffa diventa chiaro dalla numerosa presenza di reperti archeologici di varie epoche. Sono stati trovati, infatti, solo nel corso degli ultimi decenni, oggetti risalenti al periodo ellenistico, delle Crociate e persino del lungo impero ottomano.

Questi dettagli, però, non contribuiscono a rispondere ai quesiti riguardanti la giara trovata recentemente nel sito archeologico. Era una pratica comune seppellire gli infanti in piccoli oggetti di ceramica? E se sì, in quale periodo?

Sono vari i tipi di sepoltura che, nel corso dei secoli, sono stati dedicati ai neonati o ai bambini e, per quanto possa suonare strano, in qualche era storica, dall’Età del Bronzo fino a 100 anni fa, la prassi di rinchiudere i corpi di questi in oggetti, come le giare, era frequente. Il mistero intorno a questo specifico ritrovamento è il perché.

Yoav Arbel, archeologo e autorità che, in Israele, si occupa della ricerca di reperti antichi, ha ipotizzato che la peculiare sepoltura riportata alla luce sia stata mossa dalla volontà dei familiari o della comunità di proteggere il corpo dell'infante dall'ambiente circostante, anche se ormai privo di vita.

Altri studiosi che hanno partecipato agli scavi hanno anche proposto una tesi più simbolica: la giara potrebbe aver rappresentato il grembo, riportando, nella morte, il bambino al punto di partenza- quando Madre Natura o sua madre, in base alle interpretazioni e il credo, l'hanno originato.

Nello studio pubblicato nella rivista "Atiqot" gli esperti hanno anche spiegato come siano stati trovati vari oggetti risalenti ad epoche diverse, come 95 frammenti di stemmi sia risalenti alla dominazione romana sia al periodo delle crociate.

Momentaneamente, quindi, il mistero attorno questa giara rimarrà insoluto, ma gli archeologi di Jaffa hanno espresso la loro completa volontà di proseguire le ricerche anche con team internazionali, al fine di conoscere meglio maggiori dettagli antropologici sulle popolazioni che potrebbero aver vissuto in questo antico centro urbano 3800 anni fa.

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