4 aprile 1968: quando la Pasqua andò a coincidere con l'assassinio di Martin Luther King

4 aprile 1968: quando la Pasqua andò a coincidere con l'assassinio di Martin Luther King
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Era il 4 aprile del 1968 quando l'attivista dei diritti civili Martin Luther King Jr. venne colpito da un colpo di fucile di precisione alla testa, nel balcone del Lorraine Motel a Memphis (Tennessee, Stati Uniti). All'epoca aveva solo 39 anni e forse fu proprio per le numerose battaglie per i diritti civili che qualcuno decise di eliminarlo.

Il reverendo King era, fin all'ultimo istante della sua vita, conscio dell'essere nel mirino di tante persone che lo avrebbero voluto morto. Quando sia il presidente John Fitzgerald Kennedy e l'attivista Malcolm X vennero assassinati, rispettivamente nel 1963 e nel 1965, questa sua convinzione si radicò ancora di più. Per questo iniziò ad integrare all'interno della sua filosofia politica un pensiero fondamentale da diffondere con gli altri attivisti: se lui fosse morto, la lotta per i diritti civili non avrebbe dovuto fermarsi.

Negli ultimi mesi di vita, Martin Luther King aveva iniziato a preoccuparsi maggiormente delle disastrose condizioni economiche a cui gli afroamericani dovevano sottostare. Per questo, quel giorno di Pasqua del 1968, si trovava a Memphis.

Lì partecipò ad un primo sciopero dei lavoratori sanitari, al fine di protestare contro il gap salariale, in questa categoria lavorativa, tra neri e bianchi. Inoltre, all'epoca le condizioni sul posto di lavoro dei lavoratori sanitari afroamericani erano insane, al punto che morivano ogni anno decine di persone.

Dopo aver preso parte alla protesta, l'attivista lasciò Memphis per poi tornarvi il 3 aprile. Quel giorno recitò il suo ultimo discorso, intitolato "I've been to the mountaintop" ("Sono stato sulla cima della montagna"). Visto quello che succederà il giorno seguente, è incredibile come le sue parole, in un certo senso, fossero state profetiche.

Alla conclusione del discorso, infatti, affermò: "Sono così felice, stasera. Non temo nulla, non ho paura di nessun uomo. I miei occhi hanno visto l'arrivo della gloria di Dio".

Alle 18:01 del giorno di Pasqua del '68, Martin Luther King si trovava nella sua stanza, al secondo piano dell'hotel in cui stava soggiornando. Uscì in balcone e fu colpito da un Remington 760 con mirino telescopico. Il proiettile penetrò la sua guancia destra, spaccando la mascella e finendo per lacerare diverse vertebre e tagliare la vena giugulare.

Portato di corsa al St. Joseph Hospital, i medici provarono a rianimarlo, ma tutto era ormai inutile. Alle 19:05 venne dichiarato morto.

A seguito della notizia del suo decesso, per tutti gli Stati Uniti scoppiarono centinaia di proteste, tantoché il governo centrale si vide costretto a schierare la Guardia Nazionale sia a Memphis che a Washington D.C.

Al giorno del funerale, invece, il 9 aprile, regnò sovrano il lutto. King venne sepolto nella sua città natale: Atlanta, nello stato del Georgia e decine di migliaia di persone marciarono con la salma, trasportata da due semplici muli.

FONTE: History
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