Ecco 4 curiosità sulle peculiari e gigantesche navi vichinghe

Ecco 4 curiosità sulle peculiari e gigantesche navi vichinghe
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Per le comunità vichinghe divenne di fondamentale importanza migliorare le proprie navi, da quelle più piccole per pescare alle navi da guerra, perché la terra scandinava era un luogo impervio e pericoloso. Gli oceani e i fiumi del Nord Europa divennero, quindi, il teatro dove mettere in scena le imbarcazioni più sofisticate di tutto il Medioevo.

Nel 2018, nel sito archeologico di Gjellestad (nella parte orientale del Fiordo di Oslo) è stata rivelata una nave sepolta che attualmente gli archeologi stanno estraendo dalla terra.

Approfittando di questa fondamentale scoperta nella storia dell'archeologia vichinga, il professore Jan Bill ha voluto offrire all'opinione pubblica delle piccole curiosità sulle imbarcazioni di questa strabiliante civiltà:

  • Vi è sempre stata una "cultura delle navi" nella società vichinga

Ancora prima del Medioevo, le comunità vichinghe avevano già sviluppato delle tecniche per la costruzione di imbarcazioni più efficienti. Un esempio portato da Bill è il ritrovamento di una nave a Salme, in Estonia.

Questa, secondo la tecnica del carbonio-14, risaliva al 750 d.C. e l'epoca vichinga, cioè quel periodo della storia europea caratterizzato dalle incursioni vichinghe, viene datata tra il 790 fino al 1066. Questo prova che, ancora prima che i Vichinghi diventassero noti in tutto il continente europeo, già avevano sviluppato una propria "ingegneria navale".

  • Non tutte le navi vichinghe erano destinate all'uso bellico

I Vichinghi furono un insieme di comunità che si mossero molto per tutta la parte settentrionale del continente e raggiunsero persino l'Islanda e la Groenlandia. Mentre la terra risultava un luogo ostile dove potersi muovere, i mari e i fiumi divennero ottimali per commerciare con le altre tribù del Nord Europa o semplicemente pescare per il sostentamento della popolazione.

  • Possedere una grande nave era necessario per affermare il proprio potere

Grazie agli studi condotti negli ultimi decenni sulle grandi navi vichinghe, sia da guerra sia commerciali, è stato dimostrato come la loro costruzione fosse costosa e, quindi, solo pochi ricchi esponenti della società si potevano permettere di averne più di una.

Si suppone che fossero necessarie: 60 pecore per produrre tutta la lana necessaria per una vela e 15 tronchi di querce da 1 metro di diametro ciascuna per produrre tutte le assi per la struttura della nave.

Capirete che costruire della navi del genere era un investimento che solo pochi potevano permettersi - considerando anche che gli ingegneri che lavoravano alla costruzione di queste navi avevano un proprio senso estetico e ciascuno una propria idea di qualità.

  • Le navi erano, sì, leggere e flessibili ma non confortevoli

La storia l'ha dimostrato più volte: più una nave è leggera, più è sicuro che un'intera flotta riesca ad ottenere il controllo sui mari. Fin dall'antichità, l'obiettivo era usare il legno più leggero e flessibile al fine che le imbarcazioni, soprattutto quelle usate per scopi bellici, potessero essere più veloci di quelle nemiche e facili da manovrare nei porti o sulle sponde dei fiumi quando le truppe dovevano scendere a terra.

Tuttavia, la vita sulla nave non era facile. Spesso vi era l'odore perenne del catrame che veniva usato per proteggere le assi di legno e, se si aveva la sfortuna di mettere piede su un'imbarcazione da poco costruita, vi era la possibilità che persino i vestiti e la pelle rimanessero attaccati a questo materiale grasso. Non bisogna dimenticare, inoltre, che i vichinghi vivevano nel Nord Europa e lì, sicuramente, il tempo non era mai dei migliori.

FONTE: BBC Extra
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