Dopo 42 anni ricordiamo il terremoto in Irpinia, mentre l'Italia continua a tremare

Dopo 42 anni ricordiamo il terremoto in Irpinia, mentre l'Italia continua a tremare
INFORMAZIONI SCHEDA
di

Era il 23 novembre 1980 quando un violento terremoto di magnitudo 6,9 colpì un'area di 17.000 km quadrati che si estendeva dall'Irpinia al Vulture, in Campania. Un evento sismico con oltre 90 scosse di assestamento che hanno causato vittime ed enorme distruzione. Ricordiamo insieme quel tragico episodio.

Erano le 19:34:53 di domenica 23 novembre 1980, quando il forte terremoto colpì i territori delle province di Avellino, Salerno e Potenza. Un evento di tale potenza da aver interessato addirittura tutta l'area centro meridionale della penisola, causando vittime e distruzione.

In un primo momento l'entità drammatica del sisma non venne riconosciuta ma, secondo i dati ufficiali dell'Ufficio del Commissario Straordinario e dalle principali fonti dell’epoca, circa 2.483 persone hanno perso la vita a causa del tragico evento, con oltre 7.000 feriti e migliaia di famiglie rimaste senza casa.

Lo stesso Alberto Moravia, uno dei più importanti romanzieri del XX secolo, riferendosi al quel terribile episodio scrisse: "A un tratto la verità brutale ristabilisce il rapporto tra me e la realtà. Quei nidi di vespe sfondati sono case, abitazioni, o meglio lo erano. Adesso sono macerie e sotto quelle macerie stanno sepolti gli abitanti, altrettanto invisibili che i morti di quel cimitero che vedo laggiù, con il suo recinto, e le sue file di tombe, i suoi cipressi".

Parole pesanti come macigni, proprio come quei macigni di quegli stessi edifici distrutti che hanno privato di un futuro migliaia di ignare persone. Un evento che smosse le coscienze di tutti, non solo degli italiani.

Diverse nazioni, infatti, in seguito alla notizia del terremoto, si mobilitarono nel più breve tempo possibile per inviare unità militari e personale specializzato in soccorso alle popolazioni colpite, oltre a far pervenire un supporto monetario per la futura ricostruzione.

Purtroppo però, come spesso succede, anche il Terremoto dell'Irpinia non fu esente da controversie e polemiche, soprattutto per quanto riguardò l'immediata risposta dei soccorsi nazionali. Lo stesso Sandro Pertini, al tempo Presidente della Repubblica Italiana, disse: "Non vi sono stati i soccorsi immediati che avrebbero dovuto esserci. Ancora dalle macerie si levavano gemiti, grida di disperazione di sepolti vivi".

A 42 anni da quel tragico giorno, l'Italia purtroppo continua a tremare, dimostrando la piena vitalità geologica del nostro territorio. In un susseguirsi di devastazione che hanno colpito un po' tutto il nostro Paese, dall'Umbria al Molise, dal Piemonte alla Liguria, dall’Emilia Romagna all'Abruzzo, fino ai giorni nostri, portando morte, distruzione e ricostruzioni problematiche.

Ultimo, in ordine di tempo, lo sciame sismico che sta impensierendo la zona della Marche (e un po' tutto il medio Adriatico), con scosse che continuano a preoccupare i residenti da quasi un mese, da quel 26 ottobre alle ore 19.10, quando una forte scossa di magnitudo 5,4 ha dato inizio all'attuale calvario.

Da sempre il mondo scientifico (e non) si è posto una domanda fondamentale: È possibile prevedere i terremoti? Secondo un recente studio, pubblicato sul Journal of Geophysical Research: Solid Earth, potrebbe esserlo attraverso lo studio del campo magnetico terrestre.

Quanto è interessante?
2
Dopo 42 anni ricordiamo il terremoto in Irpinia, mentre l'Italia continua a tremare