8 maggio 1945: il giorno in cui si concluse la Seconda Guerra Mondiale

8 maggio 1945: il giorno in cui si concluse la Seconda Guerra Mondiale
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Tradizionalmente si fa coincidere la fine della Seconda Guerra Mondiale con l'8 maggio del 1945. In questa giornata, viene festeggiato ogni anno il cosiddetto "V-E Day" nei paesi anglosassoni, ossia la "Giornata della vittoria in Europa" ("Victory in Europe Day").

Questo momento fu di estrema importanza all'epoca, perché sancì la fine di uno dei capitoli più oscuri della storia dell'umanità, ma soprattutto europea.

Come abbiamo ricordato recentemente, il 30 aprile, durante la battaglia di Berlino, Adolf Hitler decise di togliersi la vita nel suo bunker segreto, il celebre Führerbunker, sotto il palazzo della Cancelleria del Reich.

In assenza della guida del Führer, gran parte delle azioni militari condotte dalle truppe tedesche negli ultimi mesi della guerra vennero coordinate da Karl Dönitz, una figura per niente marginale nella storia del Reich. Egli era, infatti, un semplice ammiraglio della marina militare, ma, dopo la morte di Hitler, venne nominato sia come presidente della nazione sia come ministro della guerra. Queste due cariche durarono breve tempo, dal 30 aprile fino al 23 maggio del 1945.

Quando l'amministrazione di Dönitz, anche conosciuta sotto il nome di "Governo di Flensburg", decise di firmare l'atto di capitolazione militare incondizionata era il 7 maggio del 1945. Alcuni diplomatici nazisti si recarono a Reims, in Francia, e firmarono la prima resa di fronte agli alleati. Una seconda, invece, venne firmata proprio a Berlino il giorno dopo - questa volta con una sola delegazione sovietica.

La scelta del nuovo governo di Berlino di ritirarsi dal conflitto fu semplice: evitare che i russi potessero invadere ulteriori terre e catturare ancora più prigionieri di quelli che erano già stati arrestati. Dopotutto, la paura era legittima: i sovietici, prima e dopo l'armistizio, presero circa 2 milioni di prigionieri, tra civili e soldati.

Tra questi ve ne erano anche alcuni che, uniti ad 1 milione di tedeschi che abitavano o stavano combattendo in quella che allora era conosciuta come Cecoslovacchia, iniziarono un vero e proprio esodo pur di non finire nelle mani dell'Unione Sovietica e rischiare di essere giustiziati dai comandi russi.

A Praga, al contrario, i nazisti si arresero di fronte ai sovietici solo dopo averne uccisi almeno 8000 - seppur le perdite tedesche furono maggiori. Molti documenti testimoniano come le restanti truppe naziste, pur avendo ricevuto l'ordine di cessate il fuoco, mostrarono la bandiera bianca della resa dopo un ultimo conflitto a fuoco con il nemico.

Come succede sempre nella datazione storica, nella pratica gli scontri tra fazioni alleate e naziste non cessarono tutte in un solo giorno. Al contrario, proseguirono anche diverse giornate dopo, tra cui il 9 maggio - la data con cui, nella storiografia russa, si fa coincidere la vera fine del conflitto mondiale, perché vi fu un'ultima battaglia nella Slesia dove vi morirono ben 600 soldati sovietici.

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