L'8 Marzo 1979 Philips e Sony presentano il Compact Disc

L'8 Marzo 1979 Philips e Sony presentano il Compact Disc
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In questo nuovo appuntamento dell'AccaddeOggi, torniamo sui passi di Philips e Sony che presentarono 42 anni fa, proprio nell'ottavo giorno di marzo, il Compact Disc.

Nel lontano 1957 la tecnologia digitale stava vivendo un vero e proprio periodo di fioritura anche grazie allo sviluppo del “video disco”, da parte dell’italiano Antonio Rubbiani. Proprio su questa falsariga, 12 anni più tardi, la società Philips iniziò a lavorare su un disco noto come Audio Long Play (ALP) che utilizzava la tecnologia laser, sempre più al passo con le esigenze di una società di fine XX secolo. Questo prodotto minò il monopolio di mercato dei dischi in vinile.

Il passaggio dal vinile al disco compatto non sarà qualcosa di così repentino, vi basti pensare che ancora oggi sono in circolazione i tipici “dischi a microsolco”. Nel 2021, infatti, è stato registrato un sorpasso da parte del vinile sul CD: non succedeva dal 1991 in Italia.

Quando ancora Philips aveva sede ad Eindhoven, lavorò su una moltitudine di esperimenti sempre nell’ambito del “compatto” (con questo nome, in Italia, si proverà a far circolare il dispositivo). Addirittura, si pensò alla realizzazione di un suono quadrifonico che richiedeva un disco di 20 cm di diametro. Questi esperimenti saranno, però, abbandonati.

Tuttavia, nel 1978, il progetto prese una piega più seria e Philips lanciò il Compact Disc Project: il fine era creare un nuovo formato capace di sostituire sia l’apparecchiatura video analogica che la Compact Cassette Tape, a noi nota come audiocassetta. Entrambe erano tecnologie popolari all'epoca, in uso, e consolidate da ormai molti anni.

Il nome del progetto (deciso nel 1977), Compact Disc Project, è stato scelto da Philips con la speranza che riportasse alla mente delle persone il successo della Compact Cassette. Philips, a quel punto, concentrò la maggior parte delle sue risorse e attenzioni nel suo dipartimento di ricerca sull'audio digitale.

Ad Eindhoven, avendo già lanciato sul mercato il lettore di dischi laser commerciali, erano in vantaggio sui loro concorrenti in termini di architettura fisica del CD. D’altra parte, però, ai luminari olandesi mancava una buona esperienza sulla registrazione digitale dell’audio, affinché potessero sviluppare ulteriormente il disco.

Nel frattempo, nel Sol Levante, la società nipponica Sony stava lavorando anch’essa allo sviluppo del Compact Disc, ma si trovava ad affrontare esattamente il problema opposto: sebbene avesse oltre un decennio di esperienza nello sviluppo e nell'implementazione dei migliori circuiti audio digitali, necessitava di maggiori conoscenze per realizzare il CD fisico.

Come risultato di questi sviluppi, l’8 marzo 1979, durante una conferenza in Giappone, Philips e Sony hanno sbalordito il mondo con l'annuncio che entrambe le società avrebbero sviluppato congiuntamente il fantomatico disco.

A distanza di 43 anni è indubbio che la tecnologia abbia fatto passi enormi, a tal punto da iniziare a considerare come obsoleto il disco fisico. Non a caso, molte società stanno escludendo la possibilità di leggere dischi audio dai loro dispositivi: tra questi è da annoverare la PS5 di Sony, sulla quale non si possono ascoltare CD musicali.

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