Accadeva oggi: era il 21 Febbraio del 1965 quando Malcolm X venne assassinato

Accadeva oggi: era il 21 Febbraio del 1965 quando Malcolm X venne assassinato
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Ci troviamo ad Harlem (New York City), il 21 Febbraio del 1965. Malcolm X, un attivista per i diritti umani e leader nella lotta degli afroamericani, avrebbe dovuto tenere un discorso pubblico. Tuttavia, venne colpito da 7 proiettili e morì. Ed è proprio intorno alla storia di questo delitto che vi è ancora un fitto velo di mistero.

Malcolm Little nacque nel 1925 da Earl Little, il padre, nonché un predicatore battista, e Louise Norton, la madre. Fin dagli inizi, però, la sua non fu una vita facile.

Earl morì nel 1931, probabilmente, secondo l'autobiografia dello stesso attivista, ucciso da un gruppo suprematista bianco. Louise, invece, finì in un istituto psichiatrico, lasciando sette figli a vagare tra varie famiglie affidatarie.

Pur avendo eccellenti voti a scuola ed una mente brillante, Malcolm abbandonò gli studi e, da quel momento, iniziarono i problemi con la legge. La condanna definitiva arrivò nel 1946, quando fu arrestato e condannato a dieci anni con vari accuse.

In carcere si avvicinò al NOI (Nation of Islam), un gruppo islamico militante che portava avanti l'idea di creare una nazione nera separata completamente all'interno degli USA. Con studio e dedizione, Malcolm si fece scarcerare per buona condotta nel 1952 - con incredulità delle autorità.

La CIA, ovviamente, cominciò a spiarlo non appena uscì di prigione. L'attivista, però, proseguì la sua carriera e divenne una figura di rilievo nel NOI - contrapponendosi al leader pacifista dei diritti civili, Martin Luther King Jr.

L'opposizione a quest'ultimo fu molto accesa, perché Malcolm credeva che tutto il "popolo nero" dovesse ricorrere alla lotta "con qualsiasi mezzo" per difendersi e reclamare la propria libertà. In conflitto persino con l'organizzazione a cui era affiliato e di cui era diventato una voce importante, definì la marcia su Washington come "una buffonata".

I continui litigi ideologici portarono l'uomo a lasciare il gruppo ufficialmente nel 1964 e da lì ebbe il tempo di sviluppare una propria filosofia religiosa, che vedeva nell'Islam l'unico credo capace di distruggere qualsiasi barriera etnica, ed un proprio attivismo a difesa dei diritti civili.

Il giorno di San Valentino del 1965, Malcolm e la sua famiglia sopravvissero al primo e vero attentato della loro vita e solo una settimana dopo l'attivista venne brutalmente assassinato.

Ufficialmente si riconobbero come gli assassini dell'uomo tre membri del NOI, di cui, però, solo Talmadge Hayer confessò le proprie responsabilità.

Di recente, tuttavia, è subentrata la lettera di un ex-ufficiale del dipartimento di polizia di New York, Raymond Wood, che afferma come dietro la morte di Malcolm vi fossero, in realtà, l'FBI e, appunto, l'ente per cui lavorava.

Wood ha reso pubblico questo testo subito dopo la sua morte, affermando che fu lui stesso ad arrestare due membri del team di sicurezza di Malcolm X prima dell'assassinio e che Thomas Johnson, uno dei tre condannati per l'omicidio, non c'entrasse nulla col delitto.

La famiglia "X", di fronte a questa prova, ha chiesto una riapertura del caso. Il dipartimento di New York ha affermato di aver già inviato tutte le prove necessarie alla polizia del distretto di Manhattan, che si occuperà delle verifiche. Al contrario, l'FBI non ha ancora rilasciato nessun commento.

FONTE: BBC
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