AGCOM: diffida a Wind Tre, Vodafone, Fastweb e Tim per la fatture a 28 giorni

di

Come anticipo da Repubblica questa mattina, sono arrivate le quattro delibere da parte dell'AGCOM ai danni di Wind Tre, Vodafone, Fastweb e Tim per il sistema di fatturazione a 28 giorni. L'autorità, nella fattispecie, ha diffidato tutte e tre le compagnie.

"Con la delibera n. 497/17/CONS l’Autorità, nel concludere il procedimento sanzionatorio avviato nei confronti della Società, ha ritenuto opportuno stabilire anche una misura ripristinatoria che compensasse gli utenti dei giorni illegittimamente erosi a causa della prolungata inottemperanza a quanto stabilito con la delibera n. 121/17/CONS, a partire dal 23 giugno 2017, data di entrata in vigore dell’obbligo previsto dalla suddetta delibera" si legge nel documento, secondo cui "tale misura si è resa necessaria, tra l’altro, per evitare che ogni singolo utente dovesse agire uti singulus per il recupero di tale “erosione”, mediante procedure contenziose che, sebbene gratuite, avrebbero rappresentato comunque un aggravio sproporzionato rispetto al valore dell’indebita erosione e che, per altro verso, avrebbero comportato un carico insostenibile per il sistema giustiziale affidato all’Autorità dall’art. 84 del Codice e regolato dalla delibera n. 173/07/CONS".

I commissari sottolineano come "nella parte relativa al meccanismo di restituzione che prevedeva lo storno in fattura di un importo corrispondente ai giorni erosi e, per l’effetto, il congelamento di ogni aspettativa dell’utenza almeno fino all’udienza di merito del 31 ottobre 2018, lascerebbe gli utenti privi di una tutela immediata ed effettiva, in quanto essi sarebbero costretti ad attendere molti mesi prima di vedersi riconosciuta tale restituzione, e nel frattempo non sarebbero nemmeno pienamente liberi di migrare verso altri operatori".

In effetti, si nota come qualora gli utenti dovessero effettuare la portabilità ad un altro operatore, si troverebbero costretti a rivolgersi all'ex fornitore del servizio per ottenere la restituzione degli importi corrispondenti ai giorni erosi, con tutte le difficoltà del caso.

"Atteso che a partire dal 23 giugno 2017 gli operatori avrebbero dovuto adeguarsi alla fatturazione a ciclo mensile, una fattura decorrente dal 23 giugno avrebbe dovuto coprire il periodo fino al 22 luglio successivo; invece, applicando il calcolo quadrisettimanale, il periodo fatturato si sarebbe fermato al 20 luglio, con una erosione pari a 2 giorni. Il successivo periodo di decorrenza avrebbe dovuto essere quello dal 23 luglio al 22 agosto; invece, sempre in base al calcolo quadrisettimanale, la decorrenza avrebbe riguardato il periodo dal 21 luglio al 17 agosto, con una erosione di 3 giorni sul singolo ciclo di fatturazione e di 5 sul totale dei due cicli di fatturazione. E così via. Il medesimo calcolo può essere effettuato con riferimento a ciascun ciclo di fatturazione e in base a tutte le date di decorrenza delle fatture successive a quella del 23 giugno 2017: prendendo a esempio una fattura con decorrenza dal 1° luglio 2017, il periodo fatturato su base quadrisettimanale si sarebbe concluso il 28 luglio invece che il 31 luglio, con una erosione di 3 giorni; il successivo periodo di fatturazione, conseguentemente, avrebbe interessato il periodo dal 29 luglio al 25 agosto, con una erosione di 3 giorni sul ciclo mensile e di 6 rispetto al totale. Analogamente, per una fattura con decorrenza dal 15 luglio il periodo fatturato avrebbe dovuto arrivare fino al 14 agosto, il seguente fino al 14 settembre, invece in base alla cadenza quadrisettimanale il periodo fatturato si sarebbe arrestato, rispettivamente, all’11 agosto e all’8 settembre, con una erosione complessiva di 6 giorni rispetto alle scadenze determinate su base mensile" è il calcolo effettuato dal Garante il quale, dopo aver preso atto di tutta la documentazione, ha imposto alle società di differire la decorrenza della prima fattura emessa secondo la periodicità su base mensile seguendo il calcolo indicato poco sopra.

L'Autorità sostiene che il meccanismo in questione garantisca la determinatezza della "prestazione posta a carico degli operatori sotto forma di postergazione della data di decorrenza della fatturazione" e, per questo, offre agli utenti il diritto di ottenere un immediato ristorno del disagio sofferto senza dover incappare in procedure burocratiche.

La delibera emessa ai danni delle tre compagnie le obbliga a "far venir meno in sede di ripristino del ciclo di fatturazione con cadenza mensile o di multipli del mese gli effetti dell’illegittima anticipazione della decorrenza delle fatture emesse successivamente alla data del 23 giugno 2017. La data di decorrenza delle fatture emesse dopo il ripristino della fatturazione con cadenza mensile o di multipli del mese dovrà pertanto essere posticipata per un numero di giorni pari" a quelli erosi nella precedente delibera.

Il documento completo è disponibile a questo indirizzo.

Quanto è interessante?
9