AGCOM: ingiunzione a Wind Tre e TIM per mancata trasparenza sulle offerte

AGCOM: ingiunzione a Wind Tre e TIM per mancata trasparenza sulle offerte
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Continua l'opera di vigilanza dell'AGCOM sull'attività degli operatori telefonici italiani. Nella serata di ieri il Garante ha pubblicato due ingiunzioni per Wind Tre e TIM a causa di alcune violazioni riscontrate dai commissari nell'ambito della verifica della trasparenza e la comparazione delle offerte proposte agli utenti.

Per quanto riguarda Wind Tre, nella lunga delibera si legge che nel corso delle verifiche effettuate nella pagina "trasparenza tariffaria" è emerso che nell'elenco non risultavano più le offerte vigenti non sottoscrivibili nella pagina di privati e professionisti, ma anche che nella stessa pagina "non erano accessibili i prospetti informativi di tutte le opzioni e promozioni indicate".

L'AGCOM si è anche concentrato sui costi di disattivazione e recesso delle offerte di rete fissa, per cui è stato contestato il fatto che "non risultavano illustrati con la dovuta chiarezza, atteso che le predette tabelle non sono risultate di facile consultazione, a eccezione che per gli importi, in quanto le specifiche ivi riportate erano illeggibili; inoltre non è risultato sufficientemente chiaro se tali costi fossero riferiti solo alle utenze domestiche o anche ai piani tariffari sottoscrivibili per fisso con partita IVA".

Fronte Tre è stato posto l'accento sulla mancata presenza di alcune informazioni sulla trasparenza tariffaria. Il Garante contesta innanzitutto che la pagina in questione non risulta accessibile dalla home, ma anche che le informazioni "risultavano incomplete, non riportando né le condizioni contrattuali applicabili né il link alle informazioni di cui all’allegato 5 del Codice". Inoltre, l'AGCOM si sofferma sul fatto che non sono presenti nemmeno gli schemi grafici tabellari delle offerte di rete mobile sottoscrivibili da professionisti.
Anche in questo caso ci si è concentrati sui costi di attivazione e recesso, le cui informazioni "risultavano visualizzabili solo consultando, per ciascuna offerta, lo schema grafico tabellare contenente il dettaglio delle condizioni economiche e, comunque, difettavano della necessaria chiarezza laddove, all’interno dei singoli prospetti, venivano indicati più valori senza chiarire se si tratti di un range minimo e massimo e senza specificare le condizioni per la quantificazione e l’addebito del costo all’utente. In ogni caso, infine, non risultava presente (neanche all’interno degli schemi grafici) la specifica indicazione delle modalità di calcolo dei costi in questione e di tutti gli elementi che li compongono".

Fronte TIM, è stato riscontrato che i siti web dedicati alle offerte per i consumatori e business non rispetterebbero un articolo del Codice del Consumo.
Inoltre, è stata contestata la mancata chiarezza degli schemi grafici per alcune offerte, che conterrebbero dei "codici alfanumerici".
Nella stessa pagina è stato evidenziato che "non erano illustrate, con il dovuto dettaglio, le condizioni economiche delle offerte di linea mobile dedicate agli utenti privati che prevedono, per la navigazione internet, un determinato quantitativo di giga, in quanto in molti casi è omessa, anche nelle note degli schemi grafici, qualunque indicazione circa il costo del traffico internet extra soglia".

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