Anche le altre agenzie spaziali hanno deciso di lavorare sulla ISS oltre il 2030

Anche le altre agenzie spaziali hanno deciso di lavorare sulla ISS oltre il 2030
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La Stazione Spaziale Internazionale ha raggiunto una veneranda età, ma la sua importanza e la sua efficacia sono fuori discussione. A tal proposito, è stato deciso che la ISS opererà almeno fino al 2030. La notizia ancor più interessante è che anche le altre agenzie hanno deciso di supportare questa decisione.

Di recente l'amministratore della NASA, Bill Nelson, ci ha dato una grande notizia: la ISS non andrà in pensione tanto presto, e il possibile ritiro che si pensava potesse avvenire entro il 2028 è stato scongiurato, estendo la missione dell'avamposto orbitale almeno fino al 2030 (e anche oltre). Si utilizzerà la ISS finché rimarrà sicura e finché gli acciacchi dell'età e del consumo non diventeranno insostenibili.

Di recente un nuovo comunicato è giunto sull'argomento: come si legge sulle pagine di SpaceNews, anche le agenzie spaziali collaboratrici hanno deciso di partecipare al progetto esteso, continuando la lunga collaborazioni tra nazioni e agenzie che la ISS ha saputo suggellare in questi ultimi vent'anni.

Josef Aschbacher, direttore generale dell'Agenzia Spaziale Europea (ESA), ha dichiarato sul suo account Twitter di aver accolto favorevolmente la decisione della NASA e che avrebbe presentato una proposta formale agli Stati membri dell'ESA, in modo che "l'agenzia potrà continuare il suo lavoro anche dopo il 2030".

A queste parole ha fatto eco la dichiarazione di Christian Lange, direttore della pianificazione dell'esplorazione spaziale, del coordinamento e dei concetti avanzati presso la CSA (Agenzia Spaziale Canadese): "Siamo molto felici di vedere l'annuncio da parte degli Stati Uniti e dell'ESA. Questo ci aiuta molto nel nostro processo decisionale". Il Canada infatti stava aspettando una presa di posizione ufficiale da parte di almeno un'altra agenzia, prima di sbilanciarsi.

Come piacevole conferma, anche la JAXA (Agenzia spaziale giapponese) si è dimostrata favorevole alla cosa e che il suo contratto per i lavori sulla ISS saranno molto probabilmente estesi a dopo il 2024.

Incognita ancora da verificare è la ROSCOMOS, Agenzia spaziale russa. Il suo contributo alla ISS è stato enorme: non dimentichiamo che i moduli più importanti e funzionanti sono di origine russa, senza contare l'estrema utilità delle capsule Sojuz che hanno rifornito l'avamposto di provviste e di persone con esclusività fino a novembre 2020 (quando SpaceX ha lanciato la missione Crew-1).

L'appoggio dell'agenzia russa è ancora incerto, soprattutto perché la ROSCOMOS si è spesso lamentata dei continui aumenti di costo per la manutenzione della ISS, ma l'agenzia potrebbe rivedere la sua agenzia se gli Stati Uniti decidessero di limitare e ritirare alcune sanzioni imposte a determinate società russe.

FONTE: SpaceNews
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