Gli agricoltori dell'antichità "preferivano" i bovini: come mai?

Gli agricoltori dell'antichità 'preferivano' i bovini: come mai?
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La storia delle migrazioni e dello sviluppo delle antiche culture dell'età del bronzo presenta ancora dei punti inesplorati e poco conosciuti. Una delle perplessità riguardo a queste antiche popolazioni riguarda l'innovazione data dall’introduzione di nuove specie animali, come i bovini, utilizzate per l’allevamento e la pastorizia.

Un recente studio archeologico, condotto dai ricercatori della Washington University di St. Louis, ha individuato l’importanza cruciale, per le antiche popolazioni della Cina, dell’utilizzo di prodotti di derivazione bovina, come carne e latticini. La maggior parte delle popolazioni analizzate dallo studio, impostate su agricoltura e pastorizia e localizzate in una regione tra il deserto del Gobi e l’altopiano tibetano, sembra avessero cominciato ad adottare tecniche di allevamento innovative, pur tenendo fede alle tradizioni.

Lo studio si è incentrato sull’analisi di reperti ossei e l’esame della dieta delle specie allevate. Ciò al fine di comprendere la tipologia di alimentazione degli animali e, di conseguenza, la conduzione degli stessi durante l’età del bronzo (periodo che offre sempre nuove scoperte). Dai dati, i ricercatori hanno distillato l’ipotesi che vedrebbe non solo l’introduzione delle specie bovine ma una "preferenza" nell’allevamento delle stesse rispetto a ovini e caprini.

Le analisi, inoltre, mostrano che le pecore e le capre si sarebbero cibate perlopiù della vegetazione spontanea nei terreni adibiti al pascolo, mentre i bovini avevano un ulteriore surplus alimentare dato dalla nutrizione fornita dagli umani. Le ossa di questi ultimi, infatti, presentavano un maggior apporto di nutrienti derivati da piante coltivate, piuttosto che spontanee. Ciò sembra confermare la vicinanza dei capi di bestiame agli insediamenti umani rispetto a pecore e capre.

Questi risultati risultano affini alle moderne tecniche utilizzate nelle zone rurali della Cina odierna, dove le specie bovine non vengono lasciate libere di vagare sui pascoli ma vengono allevate in prossimità delle abitazioni.

Le conclusioni di questo studio, secondo i ricercatori, potrebbero fornirci elementi per comprendere meglio le problematiche del mondo odierno da un punto di vista ambientale e sociale.

Infatti, La dottoressa Xinyi Liu, prof.ssa associata di archeologia, ha dichiarato "Nel contesto di un clima di riscaldamento, in cui si prevede che l'umidità del suolo sarà sempre più ridotta su scala globale, si possono tracciare parallelismi con le condizioni del Medio Olocene della Cina nordoccidentale" e concludendo "Identificare la natura specifica delle innovazioni agricole nell'entroterra continentale può essere utile per le pratiche di coltivazione negli ambienti moderni".

FONTE: Phys
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