Gli algoritmi di Google funzionano in modo molto più manuale di quanto si pensi

Gli algoritmi di Google funzionano in modo molto più manuale di quanto si pensi
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Gli algoritmi di Google sono davvero così automatici e completamente privi di supervisione umana come si pensa? Nemmeno per idea, dice un'inchiesta del Wall Street Journal realizzata intervistando decine di dipendenti della compagnia. Google ha interi team di dipendenti incaricati di correggere il tiro degli algoritmi sui diversi servizi.

Ad esempio per quel che riguarda l'autocompilazione, feature introdotta ormai da diversi anni che autocompleta le query degli utenti suggerendo le parole mancanti alla frase che hanno iniziato a digitare. In un motore di ricerca dove, così pare, si fanno circa 60mila ricerche ogni secondo in tutto il mondo, è evidente che lasciare tutto in balia degli algoritmi rischierebbe di portare a conseguenze spiacevoli.

Secondo il WSJ spesso il personale in carne ed ossa deve intervenire per rimuovere suggerimenti "sgraziati". Pensate a termini espliciti o completamente diffamatori. L'inchiesta non a caso nota come se si digiti Donald Trump su Duck Duck Go il motore di ricerca suggerisca una serie di insulti, mentre questo su Google non succede. Se gli algoritmi fossero lasciati a loro stessi, o comunque non ottimizzati per evitare una serie di parole continuamente da aggiornare, probabilmente il risultato su Google e Duck Duck Go sarebbe il medesimo. In realtà, come sanno i nostri lettori, proprio con Trump Google ebbe un incidente sicuramente poco piacevole. Il Goole Bombing è sempre all'agguato. Anzi, ora che ci pensiamo Trump con il motore di ricerca Google ha avuto più di qualche problema.

Altro campo d'intervento molto importante è dato dal servizio Google News. Esisterebbe un vero e proprio team incaricato di inserire in una black list alcuni siti. Si tratta di portali web notoriamente innacurati, siti che pubblicano spesso notizie false o spam. Google comprensibilmente non vuole che questi siti possano finire nel suo aggregatore, compromettendo l'affidabilità dello stesso.

Nel 2018 Google ha apportato modifiche e correzioni al suo algoritmo per 3.200 volte, contro le 2.400 dell'anno prima. Secondo il WSJ il mito degli algoritmi di Google completamente automatici e privi di qualsiasi forma di manipolazione sarebbe, per l'appunto, solamente un mito.

Immagine in apertura via The Wall Street Journal.

FONTE: WSJ
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