Quale alimento è presente in due stele di epoca romana nel museo di Bologna?

Quale alimento è presente in due stele di epoca romana nel museo di Bologna?
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Al Museo archeologico di Bologna è possibile osservare, così come sapranno molto bene tutti coloro che abitano nei dintorni, due stele di epoca romana che testimoniano la produzione di un alimento che, ancora oggi, è consumato in tutta Italia.

Di cosa stiamo parlando? Ma ovviamente della mortadella! La stele di epoca romana imperiale raffigura sette maialetti condotti al pascolo e un mortaio con pestello, attrezzo solitamente usato dai Romani per lavorare la carne. L'origine del nome è molto dibattuto. Ci sono, praticamente, due scuole di pensiero.

La prima deriva dal termine "mortarium", mentre la seconda dalla parola "myrtatum", il termine latino che designava il mirto che costituiva uno degli ingredienti di un insaccato. Il primo documento che descrive la mortadella, tuttavia, risale al 1556 e proviene da un inventario di beni stilato a Salvaterra; la prima ricetta, invece, si trova in un trattato di Vincenzo Tanara del 1644.

Poiché molti usavano fare l'insaccato con carne di vitello e di asino, nel 1661 fu pubblicato un bando di Girolamo Farnese, cardinale di Bologna, che impediva la produzione di mortadella con carni diverse da quelle di maiale. Questo fu il primo provvedimento al mondo emanato a tutela di una specialità gastronomica. Insomma, dobbiamo dire grazie a Farnese.

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