L'allarme dei ricercatori: gli hacker cinesi hanno violato i server del Vaticano

L'allarme dei ricercatori: gli hacker cinesi hanno violato i server del Vaticano
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La società di cybersicurezza Recorded Future, in un rapporto pubblicato online si dicono certi del fatto che un gruppo di hacker cinesi sarebbero stati in grado di violare i server del Vaticano allo scopo di rubare informazioni sulle comunicazioni tra la diocesi di Hong Kong e la Hong Kong Study Mission.

L'azienda americana sostiene che nella lista degli obiettivi ci sarebbe stato anche il Pontificio Istituto Missioni Estere, ma il collegamento con il Governo Centrale Cinese sarebbe stato scovato nel modus operandi utilizzato, molto simile a quello in altre operazioni di questo tipo. Il gruppo che ha portato a compimento gli attacchi è denominato RedDelta e secondo Recorded Future è proprio collegato alla Cina.

Un'altra motivazione che ha spinto gli hacker a portare a termine l'attacco è il furto di "informazioni utili sulle posizioni negoziali del Vaticano e Pechino in vista del rinnovo dei vescovi".

L'attacco sarebbe partito attraverso un banale malware inserito in una mail di condoglianze, a seguito della morte di un vescovo cinese, firmata dal cardinale Piero Parolin ed inviata dal monsignor Javier Corona Herrera. Non è chiaro se si sia trattato di una mail falsa oppure di una comunicazione autentica, ma la cosa che secondo i ricercatori sarebbe certa è che in questo modo gli hacker sono riusciti ad entrare anche nei network della diocesi di Hong Kong e della Hong Kong Study Mission, il che ha permesso loro di "monitorare le relazioni della diocesi con il Vaticano, sia per la sua posizione rispetto al movimento pro-democrazia di Hong Kong".

La Cina, dal suo canto ha chiesto he vengano fornite "prove sufficienti" sulla natura degli attacchi informatici ed ha bollato il rapporto come "congetture":

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