Amazon ha iniziato a pagare le tasse corrette, in Europa

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Per molti anni, Amazon ha inviato una grande percentuale del suo fatturato verso il Lussemburgo. Il piccolo paese, infatti, riscuote una percentuale molto inferiore di tasse rispetto alla maggior parte degli stati Europei in cui il rivenditore opera, permettendo così all'azienda di mantenere ricavi più alti.

La pressione della Commissione Europea è riuscita però a cambiare questa situazione, con Amazon che ha iniziato a pagare le imposte dirette sulle vendite nel Regno Unito, Germania, Italia e Spagna, dal 1° maggio di quest’anno. Secondo il Wall Street Journal, la mossa arriva proprio mentre i governi europei stanno attuando politiche più restrittive sulle pratiche fiscali, impiegate da alcune delle più grandi aziende di tecnologia di tutto il mondo. Nel Regno Unito, ad esempio, il cancelliere George Osbourne ha introdotto, nel mese di aprile, la cosiddetta "Google Tax", per punire coloro che portano ricavi all'estero. La legge impone una tassa del 25 per cento sui profitti nazionali. La mossa di Amazon porterà altre grandi aziende tecnologiche a seguirne l'esempio? Nonostante le affermazioni in senso contrario, infatti anche altre società si comportano in maniera poco corretta: Apple è stata accusata di non pagare la sua giusta quota di tasse in Irlanda, mentre la posizione fiscale di Google è stata definita a più riprese "subdola, calcolata e immorale".

FONTE: Engadget
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