Amazon, proteste dei lavoratori in Europa nel giorno del Black Friday

Amazon, proteste dei lavoratori in Europa nel giorno del Black Friday
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Nel giorno del Black Friday, sono in corso proteste da parte dei magazzinieri Amazon in tutta Europa. Oggetto delle contestazioni sono le condizioni di lavoro definite "inumane" da parte dei dipendenti, i quali hanno più volte sottolineato che verrebbero trattati come dei robot.

Le proteste sono in corso non solo in Italia, dove il colosso di Jeff Bezos è da tempo in agitazione con i sindacati, ma anche in altri mercati, e la scelta di mandarle in scena proprio oggi non è casuale in quanto si tratta di una delle giornate più impegnative ed allo stesso tempo remunerative per la società.

Nel Regno Unito la GMB Union sostiene che alle proteste parteciperanno centinaia di lavoratori dei magazzini di Rugeley, Milton Keynes, Warrington, Peterborough e Swansea, ma al momento ancora non sono arrivati i dati ufficiali. Amazon comunque ha minimizzato il tutto, sottolineando che "la rete europea è pienamente operativa e continuiamo a concentrarci sul servizio da offrire ai clienti. Ogni rapporto contrario è sbagliato".

Il sindacato GMB Union ha lanciato su Twitter il video che vi proponiamo in calce, condito dall'hashatag che è diventato simbolo della protesta: #AmazonWeareNotRobots. Il rappresentante della sigla sindacale lo scorso mercoledì aveva rivolto un appello diretto all'amministratore delegato Jeff Bezos, chiedendo condizioni di lavoro migliori per i dipendenti, ma il sindacato successivamente ha fatto sapere che Amazon non ha risposto alle richieste mosse anche da un ministro ombra del governo May che aveva chiesto una revisione delle condizioni lavorative riguardanti la salute e la sicurezza dei dipendenti, che spesso sarebbero costretti a chiamare le ambulanze.

Due parlamentari del Regno Unito hanno rivolto un appello al direttore dell'area di Amazon UK and Ireland la scorsa settimana per suggerire un accordo congiunto con i sindacati, ma anche in questo caso non sarebbe arrivata risposta.

Un portavoce solo oggi ha affermato che "Amazon ha creato 25.000 posti di lavoro nel Regno Unito con un minimo salariale di 9,50 Sterline all'ora nell'area di Londra, e 10,50 Sterline all'ora in benefit e formazioni professionali. Tutti i nostri siti sono luoghi sicuri dove lavorare ed i rapporti che sostengono il contrario sono sbagliati. Secondo l'Executive Health And Safety del Governo Britannico, Amazon ha in media oltre il 40% di feriti in meno rispetto alle altre società simili nel Regno Unito. Incoraggiamo tutti a confrontare le nostre retribuzioni, i vantaggi e le condizioni di lavoro con gli altri e di venire a fare un tour nei nostri stabilimenti prenotandoli sul sito ufficiale".

Il quotidiano spagnolo El Diario sottolinea che sono in corso anche in Spagna proteste, presso il centro logistico di San Fernando, a Madrid, che è il più grande del paese. I dipendenti hanno fatto sapere di non accettare "sconti per i nostri diritti".

Segnalazioni simili arrivano anche dalla Francia, dove a giudicare da quanto affermato dalla stampa locale i lavoratori di alcuni magazzini avrebbero incrociato le braccia, con un sindacato che rappresenta i lavoratori che ha chiesto un sciopero nazionale.

FONTE: TechCrunch
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