Amazon, il team di Alexa può accedere anche agli indirizzi degli utenti

Amazon, il team di Alexa può accedere anche agli indirizzi degli utenti
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A qualche settimana dalla pubblicazione del primo rapporto riguardante il team di revisori di Alexa che, secondo quanto riferito, ascolterebbe le conversazioni degli utenti con l'assistente vocale, emergono nuove inquietanti informazioni a riguardo.

Secondo quanto riferito da Bloomberg, il team di revisori del colosso di Seattle sarebbe in grado di visualizzare anche le informazioni personali degli utenti. Alcuni dipendenti, nello specifico, avrebbero anche accesso ai dati sulla posizione, indirizzi e numeri di telefono.

Chiaramente ad oggi non vi è alcuna indicazione che porta ad un eventuale uso sinistro dei dati personali delle persone che si affidano ad Alexa quotidianamente, ed a quanto pare nessun dipendente Amazon avrebbe cercato la casa di un cliente (ad esempio su Street View) utilizzando il database.

Il rapporto però sostiene che un numero di dipendenti Amazon utilizzano uno strumento che insieme alle clip audio fornisce anche alcuni dati sui dispositivi su cui sono state registrate, come ad esempio le coordinate geografiche. Quando collegate a Google Maps o servizi simili, le coordinate potrebbero consentire l'individuazione della posizione di un utente. Il tutto però non rappresenta una garanzia assoluta in quanto Amazon spesso si affiderebbe agli indirizzi IP per effettuare la localizzazione, e questi possono essere mascherati. In alcune circostanze Amazon avrebbe anche collegato Alexa alla posizione di consegna relativa all'account Amazon, che chiaramente potrebbe non essere la destinazione finale per un Echo.

Un altro strumento includerebbe anche dati più intimi, come indirizzi e numeri di telefono, nomi, indirizzi email e numeri di contatto se un utente li ha condivisi con Alexa. Secondo quanto riferito, questo strumento sarebbe tra le mani solo di un gruppo ristretto di dipendenti, ovvero coloro che taggano le registrazioni per addestrare Alexa e classificare le richiesta.

Amazon, contattata da Bloomberg, ha affermato che "l'accesso agli strumenti interni è altamente controllato e viene concesso solo ad un numero limitato di dipendenti che richiedono questi tool per addestrare e migliorare il servizio elaborando un campione estremamente piccolo di interazioni. Le nostre politiche vietano severamente l'accesso o l'utilizzo da parte dei dipendenti dei dati dei clienti per qualsiasi altra ragione, ed abbiamo una politica di tolleranza zero per l'abuso dei nostri sistemi. Controlliamo regolarmente l'accesso dei dipendenti agli strumenti interni e li limitiamo quando e dove possibile".

FONTE: Engadget
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