Analisi a raggi-x su fossili di 500 milioni di anni fa rivela incredibili dettagli

Analisi a raggi-x su fossili di 500 milioni di anni fa rivela incredibili dettagli
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Si parla sempre più frequentemente dell’importanza della tecnologia in studi di tipo storico, archeologico e geologico. Combinare le nuove tecnologie con l’indagine su reperti di altre epoche ci sta permettendo di conoscere dettagli e informazioni su ciò che eravamo ma anche e soprattutto su come si è evoluta la vita sulla terra.

E’ delle ultime ore la notizia di una nuova indagine su fossili preistorici ma, questa volta, grazie ad una rivoluzionaria analisi a raggi-X, si sono potuti ammirare incredibili particolari di piccole creature che vivevano agli esordi del nostro pianeta.

Un team internazionale e multidisciplinare dell’Università di Leicester, Inghilterra, e della Yunnan University, Cina, attraverso l’analisi a raggi-X di rocce contenenti fossili di ben 500 milioni di anni fa, ha rivelato dettagli minuti e inusuali e, soprattutto, della parte morbida dei corpi, come peluria, occhi, zampe.

Insomma, uno studio anatomico piuttosto approfondito come mai prima d’ora.

I fossili provengono da Chengjiang, nella provincia dello Yunnan, Cina meridionale, più precisamente da un mare poco profondo che ha consentito di far riemergere queste preziose rocce sedimentarie (quelle che, ricordiamo, sono solitamente i ricettacoli di questi fossili tanto ambiti).

Questa “fotografia” di istanti di vita di milioni d’anni fa ha ritratto, inoltre, una creatura nel momento della cova di un folto gruppo di uova e persino il contenuto mollo di queste uova.

L’analisi a raggi-X ha permesso, inoltre, di distinguere il sesso di molte di queste creature.

I fautori dello studio hanno confermato l’importanza di questa scoperta perché ha permesso di indagare sulla storia evolutiva dei primi organismi che hanno abitato la Terra con l’ausilio di dettagli tridimensionali mai avuti prima.

Insomma, un grande passo avanti per la storia evolutiva del nostro pianeta e l’inizio di un percorso in cui la tecnologia sarà sempre più in grado di fornire enorme supporto a studiosi e ricercatori di un campo così appassionante come la paleontologia.

FONTE: PhysOrg
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