Anche Atari avrà una sua criptovaluta. Sarà il gettone delle salagiochi del futuro?

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Atari è viva e vegeta, e ora vuole lanciarsi nel mondo delle criptovalute. L'Atari Token —questo il nome scelto per la valuta— servirà alla compagnia come mezzo per finanziare i propri progetti futuri. Ma le potenzialità sono chiaramente infinite, tant'è che si ipotizza possa diventare l'equivalente virtuale dei gettoni per le sale-giochi.

La compagnia di Parigi, apprendiamo da Bloomberg, avrebbe visto un pazzesco +60% al valore delle sue azioni dopo l'annuncio del progetto legato al rilascio di una criptovaluta. Ma questo non ci sorprende più di tanto: abbiamo già parlato in più occasioni dell'euforia suscitata —spesso senza un motivo razionale— negli investitori dai progetti legati a blockchain e criptovalute.

"La tecnologia Blockchain è destinata a ricoprire un posto importante nel nostro settore —ha detto il CEO di Atari, Fred Chesnaisoltre che a trasformare, se non proprio rivoluzionare, l'attuale ecosistema economico, specialmente nel campo dei videogiochi e delle transazioni online. Data la reputazione del brand Atari, abbiamo l'opportunità di presentarci in modo attrattivo in questo settore. Il nostro obiettivo è quello di ricoprire una posizione strategica mantenendo un basso rischio a livello di soldi investiti, allo scopo di ottimizzare gli asset del brand Atari".

Per il momento è tutto ancora molto incerto, ed è difficile dire già oggi se gli Atari Token saranno un valido mezzo per finanziare nuovi intriganti progetti made in Atari —come l'Ataribox di prossima uscita— o solo una trovata pigra e furbetta per racimolare facilmente liquidità. Noi chiaramente speriamo nella prima ipotesi, ma non è un caso che tutte le principali testate che hanno riportato la notizia, l'abbiano paragonata al caso di Kodak. Compagnia che ha risollevato radicalmente le sue precarie sorti annunciando un progetto basato sempre sulla Blockchain.

Quello che è certo è che Atari guarda anche al mondo del gambling, del gioco d'azzardo. La compagnia —si legge sempre su Bloomberg.com— ha, infatti, deciso di espandere la sua partenrship con Pariplay Ltd., attrice nel settore del gioco d'azzardo online, per creare una piattaforma con cui effettuare scommesse e giocate usando valute digitali.

Atari non è esattamente il primo brand "nerd" a legarsi a doppio nodo con il mondo del gioco d'azzardo, tant'è che di franchise storici o recenti che hanno deciso di dare in licenza il proprio nome a qualche produttore di slot è pieno. Certo, se ci è permesso di puntare il ditino contro questo tipo di operazioni, c'è da dire che un minimo di dispiacere lo viene a vedere certi nomi e certi personaggi iconici associati ad un business così ambiguo. Anche perché non mancano esempi più virtuosi: Disney, ad esempio, nel 2013 ha deciso di non fornire più le sue proprietà intellettuali —incluse quelle legate potenzialmente anche ad un pubblico più adulto, come Marvel e Star Wars— in licenza ad aziende del gambling.

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