Anche il fondatore del fondo risparmio più grande al mondo attacca i Bitcoin

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Dopo il CEO di J.P. Morgan anche Ray Dalio, fondatore di Bridgewater, il più grande hedge fund al mondo, ha speso parole dure nei confronti dei bitcoin. Tuttavia quella di Dalio, più che una condanna totale, appare come un'amara constatazione, vediamo assieme perché.

Fondato nel 1950, 350 clienti istituzionali, un giro d'affari di quasi 50 miliardi di dollari. Bridgewater è giustamente considerato uno dei più importanti, se non il più importante, fondo di risparmio al mondo. E il suo fondatore Ray Dalio non è certamente l'ultimo degli arrivati. Poi, per carità, quella dei bitcoin è una realtà criptica, per il momento le cassandre che si sono susseguite nel tempo sono state tutte sbugiardate. Ma non è esattamente questo il punto delle bolle? Più grandi diventano, più grande sarà lo scoppio. E i bitcoin, con le dovute oscillazioni, –dovute si fa per dire, parliamo di sbalzi così anomali che in altri mercati non si vedono nemmeno con il binocolo– per il momento stanno prendendo valore, con un trend sul lungo termine che sembra inarrestabile.

Così, dicevamo, pure Dalio si unisce al coro di grida alla bolla. Ma quella del fondatore di Bridgewater è una considerazione sicuramente più interessante di molte altre. "É un mercato altamente speculativo. Il bitcoin è una bolla –avrebbe detto stando al Cointelegraph.com–. ed è una vergogna. Potrebbe essere una valuta, potrebbe funzionare concettualmente, ma il livello della speculazione e la scarsezza delle vere transazioni lo stanno danneggiando".

I prezzi alti che vediamo, ha detto Dalio, sono il frutto di persone che lo acquistano pensando di poterlo rivendere ad un prezzo più alto, senza capirci nulla della tecnologia e della filosofia che stanno dietro al progetto. Insomma, se qualcosa sarà in grado di arrestare la bitcoin revolution, quella sarà proprio la cupidigia dei lupetti, siano essi di Wall Street o meno.

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