Anche l'Italia si muove contro le fake news: in arrivo una proposta di legge

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Dopo la Germania ed altre nazioni europee, che hanno iniziato ad agire anche a livello legislativo nella lotta alle fake news, un tema molto caro soprattutto negli Stati Uniti, anche l'Italia sarebbe pronta a fare lo stesso.

A muovere i primi passi il partito di maggioranza, il Partito Democratico, che probabilmente già in settimana presenterà una proposta di legge a firma di Luigi Zanda, il capogruppo del PD, che la presenterà il parlamento.

L'annuncio è arrivato nel corso della riunione tenuta nel fine settimana alla Leopolda, nel corso del tanto discusso tavolo di cui hanno parlato anche i principali telegiornali del nostro paese. Come svelato da La Stampa, però, almeno al momento appare difficile che il testo venga approvato, più che altro per una questione di tempistiche dal momento che siamo a fine legislatura, ma l'idea nasce proprio dal fatto che il partito di Renzi vuole stimolare la discussione su un tema caro a molti.

Matteo Richetti, che ha moderato il tavolo insieme ad Alessia Rotta, ha raccontato i retroscena che hanno portato alla proposta di legge: "nei giorni scorsi è diventata virale una foto della Boschi e della Boldrini a un funerale, spacciato per quello di Totò Riina, una evidente bufala: vi racconto la reazioni di due ragazzi che ho conosciuto. Uno ci ha creduto: non l’ha diffusa, ma l’ha assunta. L’altro mi ha detto: so che è falsa, ma la condivido per farvi perdere voti".

Un'azione del genere, però, era stata preventivata già da tempo. Matteo Renzi, infatti, già qualche settimana fa aveva chiesto un report specifico sul tema ad Andrea Stroppa, un ex hacker di Anonymous che ha dimostrato come alcuni siti web includerebbero dei codici per tracciare le visite e la pubblicità con un altri siti di propaganda, in alcuni casi condivisi anche con pagine a favore di Putin. Il giovane consulente ha anche affermato che "ci sono altri network di cui non parlo prima di approfondire gli studi".

Da qui le recenti dichiarazioni di Renzi, che sarebbe stato convinto proprio da questo rapporto, a cui ha fatto eco anche la senatrice Rosanna Filippin, la quale ha affermato che la proposta di legge riprenderà a grandi linee quella tedesca, in cui "l'obiettivo non sono gli autori, ma la responsabilizzazione dei gestori dei social network".

La Germania, infatti, ha obbligato i gestori dei social network a valutare le segnalazioni entro 24 ore, mentre nel caso in cui si tratti di "contenuti manifestamente illeciti" il tempo massimo è di sette giorni. Se ciò non dovesse succedere, i regolatori tedeschi si sono riservati il diritto di ricorrere al Garante della Privacy.

"Quello che vorremo riuscire a fare è obbligare i gestori delle piattaforme ad accettare e valutare i reclami in tempi brevi, per evitare il fenomeno della condivisione" spiega la Filippin, la quale ha comunque precisato che l'obiettivo non è applicare alcun tipo di censura. Il PD, inoltre, studia di intavolare anche un tavolo con le altre forze politiche, come il Movimento 5 Stelle che attraverso il candidato premier Luigi Di Maio ha riconosciuto il problema.