Anche i moderatori di Facebook sono vittime delle bufale da cui dovrebbero proteggerci?

Anche i moderatori di Facebook sono vittime delle bufale da cui dovrebbero proteggerci?
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Dall'inchiesta di The Verge sulle alienanti condizioni a cui sono sottoposti i moderatori di Facebook era emerso anche un altro fatto curioso: moltissimi di loro finiscono per cadere vittima delle teorie del complotto da cui dovrebbero proteggerci. Casey Newton ha spiegato perché.

Casey Newton, che è l'autore dell'inchiesta e di una newsletter molto seguita sul mondo dei social, ha voluto dare risposta ad una delle domande che gli è stata rivolta più spesso da quando ha pubblicato il suo pezzo sui moderatori di Facebook: come è possibile che pure loro finiscano per diventare vittima delle teorie del complotto? L'undici settembre opera dei servizi segreti, l'allunaggio mai avvenuto, le sparatorie nei licei simulate da attori, il mondo controllato dai rettiliani, i vaccini che causano l'autismo. A forza di venire bombardati da migliaia di foto e video che propagandano queste follie, molti moderatori sono diventati complottisti a loro volta.

"La gente ha inziato a credere ai post che in teoria avrebbero dovuto moderare", aveva raccontato all'epoca uno dei moderatori a Newton. Molti, spiegavano le varie testimonianze, avevano iniziato a googlare le teorie del complotto di volta in volta capitate sotto la loro attenzione durante l'orario di lavoro, finendo per cadere in una spirale di progressiva sconnessione dalla realtà. Newton, sulla base del lavoro dei suoi colleghi, riporta che non esiste evidenza scientifica dell'efficacia delle bufale sulla semplice base dell'esposizione costante. Non è vero, almeno in teoria, che più teorie del complotto leggiamo, più siamo inclini a crederci. Esiste tuttavia evidenza che queste idee hanno forte presa su chi vive in una condizione di forte stress, come quella dei dipendenti del centro di moderazione di Phoenix.

"Abbiamo alcune indicazioni che ci portano a pensare che lo stress psicologico porta le persone ad un punto in cui si guardano attorno alla ricerca di nuove risposte alla loro difficoltà nel stare a questo mondo", aveva spiegato Mike Wood, ricercatore di psicologia, ad una reporter di The Verge. Le teorie del complotto per Wood hanno un appeal sulle persone che non si considerano in controllo delle loro vite, di quello che capita a loro. Quando succede questo, teorie stravaganti appaiono come la cosa più plausibile del mondo, un appiglio per giustificare una società che non va come vorremmo.

In altre parole, bassi salari, stress e continui traumi sarebbero diventati un cocktail micidiale, che ha paradossalmente trasformato i "guardiani della verità" in vittime delle bufale che in teoria avrebbero dovuto sconfiggere.

FONTE: The Verge
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