Anche sforzandosi è impossibile non usare i servizi di Amazon. Monopolio?

Anche sforzandosi è impossibile non usare i servizi di Amazon. Monopolio?
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Gizmodo ha provato a non usare per una settimana i servizi di Amazon. L'azienda controlla da sola il 50% del mercato e-commerce americano, e fin qua ok, basta tornare alle "botteghe" del quartiere o a siti minori, no? Macché la forza del colosso è il cloud providing: milioni di siti alimentati da Amazon. Pure Twitch. Senza Amazon non si vive.

"Da sola spendo circa 3.000$ all'anno su Amazon", racconta la redattrice di Gizmodo Kashmir Hill. "Ho pure l'app ovviamente, sono completamente dipendente da questa azienda e non ricordo nemmeno più come si cerca un prodotto da acquistare su un sito che non sia questo". Inizia così il racconto allucinante, per molti motivi, del l'interessante esperimento della giornalista.

Oggi Amazon controlla il 50% delle transazioni del mercato e-store americano, ma il numero è estremamente simile anche per l'Europa e l'Italia. Ma i tentacoli del colosso arrivano anche nelle città, con sempre più outlet di Amazon destinati ad aprire nei prossimi mesi, e dal 2017 sta dando i propri soldi ad Amazon pure chi va a fare acquisti nella popolare catena di supermercati premium americani Whole Foods.

Ma se il dominio dell'azienda finisse qua sarebbe poco male: basta sforzarsi di fare la spesa, virtuale o meno, da un'altra parte e passa la paura. Così come basta non tenersi un Amazon Echo nel proprio salotto per evitare di regalare ad Amazon qualche dato in più.

Il problema inizia con AWS, il servizio di cloud providing dell'azienda. L'azienda ricava ogni anno 17 miliardi di dollari dal reparto Cloud, contro gli oltre 100 che vengono dalla vendita di prodotti. Kashmir ha programmato il suo VPN per filtrare automaticamente ogni IP controllato da Amazon.

Facile, problema risolto! Macché: il VPN si è trovato a bloccare 23 milioni di IP, impedendo l'accesso a molti siti del Governo USA e perfino alcune testate del settore tech. Moria anche per numerose delle app preferite della giornalista, ora completamente inutilizzabili, perfino Slack e l'app di messaggistica criptata Signal. Che disastro.

Spesso Amazon usa il suo servizio di Cloud in combinazione con un CDN (Content Delivery Network) offerto da aziende terze, in questo modo i siti controllati da Amazon riescono ad aggirare il blocco del VPN, ha scoperto presto la giornalista. Morale? Accorgendosi di questo ha notato che applicando alla lettera il suo nuovo credo anti-Amazon avrebbe dovuto fare a meno di altrettanti servizi, incluso il sito per cui lavora e Justeat.

Oggi senza Amazon non si vive, ed è lecito chiedersi se faccia bene al mercato e ai consumatori la presenza di un gigante di queste dimensioni, e se sia sano per una società avere una corporation di cui sembra non si possa fare a meno nemmeno sforzandosi. Ovviamente la risposta non è scontata, e non vogliamo suggerire che questa debba essere un no categorico. Ma è una domanda che vale la pena chiedersi.

Il report completo di Gizmodo.

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