Nell'antichità un enorme muro di ghiaccio bloccava l'accesso alle Americhe

Nell'antichità un enorme muro di ghiaccio bloccava l'accesso alle Americhe
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Ormai è chiaro: i vichinghi sono arrivati in America prima di Cristoforo Colombo. Tuttavia, stando a uno studio pubblicato recentemente, le prime persone che hanno tentato la traversata e scoperta delle Americhe si sarebbero trovati dinanzi a un muro di ghiaccio alto fino a 300 piani.

Qualcuno potrebbe immaginarla come la Barriera di Game of Thrones, e forse era proprio così: stime recentemente pubblicate dal team guidato dal geologo Jorie Clark suggeriscono che una volta l’accesso al Nord America era bloccato da gigantesche calotte di ghiaccio alte tra i 455 e 910 metri – per confronto, pensate che l’edificio più alto al mondo si “ferma” a 829,8 metri. Nello specifico, la loro esistenza risalirebbe a circa 14.000-15.000 anni fa, con la prima apertura completa circa 13.800 anni fa.

Per raggiungere a queste cifre, i ricercatori hanno studiato 64 campioni geologici prelevati da sei località che si estendono per 1.200 chilometri lungo l’area in cui si ritiene ci fosse il corridoio privo di ghiaccio, osservando i livelli di elementi radioattivi che si sono generati quando le rocce sono state esposte sulla superficie terrestre.

Come affermato da Clark, “ora abbiamo prove solide che il corridoio senza ghiaccio non era aperto e disponibile per il primo popolamento delle Americhe, ma c'è ancora molto da imparare sul fatto che siano effettivamente scesi lungo la rotta costiera e, in tal caso, come hanno viaggiato. Dobbiamo trovare siti archeologici nell'area”. Viene suggerito, pertanto, che le prime popolazioni arrivate nelle Americhe avrebbero percorso le coste del Pacifico o della Beringia, dato che le rotte costiere nordamericane erano completamente bloccate.

Restando nel mondo antico, recentemente è stato scoperto un sarcofago a forma umana a Notre-Dame.

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