Anche le api sono soggette ai benefici della caffeina: in che modo?

Anche le api sono soggette ai benefici della caffeina: in che modo?
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L’ape è l’insetto impollinatore per eccellenza. Con il loro ronzare, folte schiere di esploratrici si aggirano nella vegetazione per ottenere il prezioso polline, dal quale, nell’alveare, distilleranno il miele. Ricercatori dell’Università di Greenwich sembrano aver riscontrato che le api sono soggette ai benefici della caffeina.

La verifica è stata effettuata su un dato genere di insetto, appartenente alla famiglia delle Apidi, ovvero il Bombo (che non se la passa proprio bene). Nello specifico è stato notato che, fornendogli una miscela di caffeina, zuccheri e aromi floreali, prima di andare in cerca di pollini, sembra essere più efficiente nella localizzazione di determinate specie floreali.

Il gruppo di ricerca, guidato dalla dott.ssa Sarah Arnold in collaborazione con il team della dottoressa Michelle Fountain ed esperti di impollinatori , ha voluto verificare l’attitudine delle api ad impollinare fiori specifici in modo più efficiente, a seguito della somministrazione di una miscela a base di caffeina e sentori floreali delle specie “bersaglio”. Ciò per ovviare al problema dei coltivatori, causato dall’ inefficienza di impollinazione dei raccolti da parte delle api acquistate.

Basandosi su studi precedenti, che avevano dimostrato una maggiore efficienza delle api a ricordare percorsi e fiori specifici, qualora soggette alla caffeina, i ricercatori hanno sviluppato una composizione che unisse a questa sostanza eccitante gli aromi dei fiori verso i quali volevano indirizzarle.

"Nel nostro esperimento di laboratorio abbiamo scoperto che le api che avevamo addestrato utilizzando il trattamento di adescamento caffeina/zucchero/odore erano molto più interessate ai fiori bersaglio con l'odore di fragola, rispetto ai fiori distrattori “informa la dott.ssa Arnold.

I vantaggi di questa metodica risiedono nella possibilità di indurre queste api “addestrate” a scegliere un determinato fiore, così da non entrare in competizione con le api selvatiche e, allo stesso tempo, specializzare queste “api guidate” all’impollinazione dei fiori delle colture.

"Questo può avere implicazioni nell'agricoltura e ci dà informazioni su come le api pensano e imparano, quindi ci dice come funziona la caffeina nel loro cervello" continua la dott.ssa Arnold.

L’obiettivo principe dello studio è quello di aiutare i coltivatori a ottenere migliori raccolti, attraverso l’utilizzo di colonie di bombi adattati. Il ricorso a questa miscela di caffeina potrebbe diventare lo standard nella commercializzazione di queste specie mellifere, cosicché queste siano già pronte per impollinare fiori specifici.

FONTE: Gre.ac.uk
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