É stata appena trovata la vittima più antica di peste: ha più di 5.000 anni!

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Più di 5.000 anni fa un uomo dell'età della pietra venne morso da un roditore che aveva un ceppo di batteri Yersinia pestis. Quest'ultimi uccisero molto probabilmente l'uomo, che aveva 20 anni, secondo uno studio pubblicato sulla rivista Cell. Si tratta del più antico ceppo di peste conosciuto finora dalla scienza.

Il genoma del batterio ricorda da vicino il ceppo della peste nera che distrusse l'Europa medievale più di 4.000 anni dopo, anche se mancano alcuni geni importanti (in particolare i tratti riguardanti la diffusione). A differenza dei suoi "discendenti", i batteri che infettarono l'uomo dell'età della pietra creavano una malattia lenta e poco trasmissibile.

"Mancavano i geni che consentivano la trasmissione da parte delle pulci", ha dichiarato a Insider Krause-Kyora, co-autore del nuovo studio. Durante la peste nera, i morsi di pulci e pidocchi erano la principale fonte di infezioni. Il cacciatore-raccoglitore dell'età della pietra è morto in una regione che ora è la Lettonia.

"È difficile dire se sia morto rapidamente", continua Krause-Kyora. "Dal numero di batteri presenti, sembra che sia sopravvissuto a una dose più alta e abbia vissuto più a lungo o in modo più cronico". La peste può assumere tre forme: bubbonica (quella che sterminò l'Europa), setticemica e polmonare. Secondo gli autori dello studio, l'antico uomo aveva la peste setticemica.

"La scoperta conferma che i primi ceppi [di peste] sono associati a focolai sporadici che non si sono diffusi molto", ha dichiarato infine Krause-Kyora.

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