Apple: anche Craig Federighi si esprime sulla questione FBI

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Apple e l'FBI si stanno scontrando sulla questione riguardante l'iPhone 5c del killer di San Bernardino non solo in tribunale, ma anche attraverso i media. Secondo alcuni sondaggi condotti negli Stati Uniti, il 51% degli americani sarebbe dalla parte dell'agenzia federale, mentre il 38% si è detto a favore della posizione di Apple.

Lo scorso mese, il direttore dell'FBI James Comey ha scritto un editoriale, ed oggi lo stesso ha fatto il senior vice president di Apple, Craig Federighi, sul Washington Post.
L'importante dirigente della Mela ha affermato che “l'FBI vorrebbe che tornassimo agli standard di sicurezza del 2013, quindi i IOS 7, che sebbene sia ancora all'avanguardia, è stato vioalto dagli hacker. La cosa peggiore è che alcuni metodi di violazione sono stati pubblicati e venduti, e quindi messi a disposizione anche per i meno esperti. Creare un backdoor potrebbe rappresentare un'opportunità per gli hacker”.
Nell'editoriale, il direttore dell'FBI James Comey affermò che l'agenzia non aveva intenzione di creare un precedente, ma anche quest'affermazione è stata smentita da Federighi, secondo cui il tutto potrebbe “rendere le infrastrutture vitali della nostra nazione – come ad esempio le reti elettriche e gli hub di trasporto – più vulnerabili. I criminali e terroristi che vogliono infiltrarsi in questi sistemi e smantellare le reti sensibili possono iniziare i loro attacchi attraverso un singolo smartphone”.
Apple, sta combattendo una battaglia costante contro gli hacker che diventano sempre più intelligenti e vuole evitare che questi vadano a danneggiare l'esperienza offerta dall'iPhone.
Non possiamo permetterci di rimanere immobili nei confronti di coloro che vogliono utilizzare la tecnologia per provocare il caos. Tutto ciò potrebbe rallentare i nostri progressi e metterci a serio rischio” conclude.

FONTE: Engadget
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