Apple, il coloratissimo iMac della ribalta spegne oggi 23 candeline

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La storia della Silicon Valley e quella di Apple scorrono sullo stesso binario. Un evento in particolare però segnò per sempre la storia dell'informatica. Accadde proprio oggi, ventitré anni fa, il 6 maggio 1998.

Nel corso di un keynote dedicato, un giovane Jobs in giacca e camicia tolse il velo dal suo primo All in One. Frutto del fortunatissimo sodalizio fra Steve Jobs e Jony Ive, l'iMac riesce a entrare nel cuore e nelle case di milioni di persone in tutto il mondo, grazie a una combinazione fra design, dimensioni e soprattutto un costo molto più contenuto rispetto al resto della famiglia Apple.

L'intento di Steve Jobs, da poco tornato al timone di un colosso in piena crisi, era quello di risollevare le sorti dell'azienda e al contempo riuscire a conquistare una fetta di pubblico verso la quale Apple non si era mai realmente rivolta.

Rivoluzionario, sotto tutti gli aspetti. A partire dalla caratteristica che senza dubbio colpisce di più l'occhio: i colori. Ad accompagnarlo in questa coraggiosa nuova avventura l'eloquente slogan "Sorry, no beige!", a segnare un solco indelebile fra il passato, il presente e il futuro.

Arrivato sul mercato italiano nel settembre dello stesso anno, il primo iMac era disponibile nella sola colorazione Bondi Blue. Le innumerevoli varianti di colore, fra cui il brillante Tangerine e il più serioso Grape arrivarono infatti solo in un secondo momento, più precisamente nel 1999 nel corso della cosiddetta Revision C.

Di recente un altro pezzo della storia di Apple è tornato in primo piano. Stiamo parlando della leggendaria domanda di assunzione di Steve Jobs del 1973, venduta all'asta per oltre 200.000 dollari.

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